Amministrative. Campagna elettorale scorretta, controllori distratti

Alessandro Biancardi

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Amministrative. Campagna elettorale scorretta, controllori distratti
PESCARA. Ci ricorderemo questa campagna elettorale per la corsa a sindaco perchè per la prima volta abbiamo sorriso. Merito del water della Sinistra Arcobaleno. Spentosi il sorriso, però, rimane tutto l'amaro in bocca per una competizione che ha visto sistematicamente violate tutte le regole: di buon senso, opportunità, educazione ma anche quelle che prevedono sanzioni civili o quelle ancor più importanti che attengono alla par condicio.
Una campagna per le amministrative pescarese falsata, forse come non mai, con regole calpestate e ignorate, con la smania di strafare. E' un fatto che tra le decine di segnalazioni giunte in redazione in meno di un mese ci sia sempre al centro il sindaco uscente, Luciano D'Alfonso, e la sua debordante campagne elettorale, la più massiccia, la più visibile, la più invadente.
Manifesti elettorali abusivi, volantinaggio quotidiano (e strade sporche), dipendenti comunali cooptati per fare questo o quello, decine di migliaia di lettere inviate «dal sindaco», quindi pagate con soldi di bilancio comunale per annunciare spesso inaugurazioni di cose che non ci sono.
Queste le segnalazioni giunte in redazione per alcune corredate di "prove" per altre impossibili da verificare senza avere microspie o telecamere nascoste.
Vere o presunte che siano dovrebbero essere alcuni organi preposti a verificarlo e a sanzionarlo. Cosa che non è successa.
Ma di fronte a violazioni, alcune volte palesi e plateali, sempre timidi sono state le reazioni degli altri 10 sfidanti che hanno lasciato correre. Non era forse loro interesse rilevare la presunta "scorrettezza"?
Perché non lo hanno fatto nelle sedi opportune?
«Perché non hanno preteso una risposta dalle istituzioni?», si domanderebbe un cittadino con una dotazione media di intelletto.
Ma se lo staff del "sindaco della fotografia" sfugge ai dettami dello stesso committente (perché è chiaro che D'Alfonso non inciti a violare le leggi) la vera sconfitta è (oltre che dei cittadini) di chi doveva controllare che in questo ultimo mese è apparso molto distratto.
Per un solo giorno, circa un mese fa, in poche zone della città sono comparse le "pecette" con la scritta "affissione abusiva", poi più niente. Eppure ogni pescarese potrebbe fare decine di esempi di manifesti appiccicati ovunque. L'ultimo esempio lampante è proprio di ieri, in via del Concilio, dove, al posto dei vigili urbani a mettere le pecette sono stati in pieno giorno i D'Alfonso boys: "pecette" arancioni sulla faccia di Berlusconi
Di sicuro un pessimo esempio per i giovani pure incitati alla legalità attraverso numerose manifestazioni pubbliche e costose e poi costretti a subire simili esempi di fair play mancato.

Ecco allora l'opera di Naka Gata, nipponico nel suono ma italico nell'accezione che non serve per protestare contro l'altro illustre artista ma contro «il sistema scorretto delle inaugurazioni per violare la par condicio», ha detto Maurizio Acerbo.
Insomma il sindaco avrebbe abusato della sua carica istituzionale per avere vantaggi nella corsa al nuovo mandato. E' davvero così? Qualcuno doveva forse intervenire?
Se la risposta è sì di sicuro non lo ha fatto.
Con certezza possiamo dire che nell'ultimo mese sono aumentate a dismisura le delibere che annunciano nuovi cantieri, promettono finanziamenti, affidano appalti, si danno persino nuove concessioni demaniali.
Un iper attivismo quanto meno sospetto.
E dire che sempre D'Alfonso aveva promesso un "semestre bianco" nel quale tutti i cantieri sarebbero stati ultimati per evitare quella brutta abitudine, come la chiamava, dei «cantieri elettorali».

Decine di segnalazioni arrivano poi da persone che proprio non si spiegano come abbiano potuto ricevere materiale elettorale di D'Alfonso nella nuova casa il cui indirizzo non figura da nessuna parte se non all'anagrafe.
Non si spiegano altri perché il sindaco abbia scritto ad un bambino di 7 mesi.
Caso molto strano anche quello di una lettera del Pd, ma firmata Veltroni, indirizzata ad una signora morta due anni fa i cui riferimenti non potevano essere reperiti con metodi regolari.
Beffardo suona il testo che parla di «pensioni basse», «difficoltà economiche» concludendo che «la vita si è fatta davvero difficile ultimamente».

SCRIVE LA MAIL DI PROTESTA AL GIORNALE RICEVE LA PROMESSA DI LAVORO

Poi strane "intuizioni" emergono da un fatto che ci è stato raccontato (ma solo in seconda battuta) dal candidato di quartiere Gianluca Monaco.
Monaco parlando di uno stato di «fibrillazione» del Pd si augura che PrimaDaNoi.it non sia come quell'altro che «oscura le informazioni e i comunicati stampa controdalfonsiani».
Ma fin qui sarebbe una storia decisamente non originale.
La stranezza denunciata dal candidato riguarda una risposta arrivata……senza però fare la domanda.
Nei giorni scorsi una mail di protesta in merito al progetto per la riviera sud era stata inviata ad un quotidiano ma non era stata pubblicata. Eppure, appena due giorni dopo, il sindaco si è fatto avanti per risolvere proprio quel problema, con una promessa nuova di zecca.
«Ieri ci siamo visti arrivare il sindaco», ha spiegato Monaco, «per illustrare un finanziamento di 300mila euro. Sono usciti stanotte questi soldi? Non c'è nessun progetto in Comune per borgo Marino sud. La risposta dei residenti è stata unanime e compatta. Gente che inveiva contro Lucianone e aspre critiche».
Poi un incontro privato nella abitazione dell'estensore della mail al quotidiano.
«Non ci crederete, quella persona ha ricevuto una promessa di lavoro dal sindaco», sostiene Monaco, «bel modo di fare propaganda elettorale, vero? Ovviamente chi ha ricevuto la promessa non è nata ieri e si è messo a ridere di fronte al disperato tentativo di compravendita elettorale».
Questo è quanto hanno riferito Gianluca Monaco ed alcuni residenti che sono riusciti a confermare solo in parte l'accaduto.

10/04/2008 10.17
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