Incendiano il night per riscuotere l'assicurazione, padre e figlio in manette

Alessandro Biancardi

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PENNE. I Carabinieri della Compagnia di Penne hanno arrestato padre e figlio intenti ad incendiare il proprio night club. Erano stati loro, qualche giorno fa, a denunciare ai carabinieri di essere vittima del racket.
Il padre è stato beccato sul fatto, il figlio è stato rintracciato qualche minuto dopo, poco distante, mentre dava disposizioni al genitore tramite cellulare.
Così è finito il tentativo di truffa ai danni della propria compagnia assicurativa per Alfredo Palma, 37enne di Penne e suo padre Adamo di 61 anni. Sono stati condotti in carcere e dovranno rispondere di incendio doloso.
Il night club di loro proprietà è il "Crazy American Play" di Elice che da qualche giorno veniva sorvegliato a vista dai carabinieri che stavano indagando su alcune circostanze poco chiare riferite alla gestione del locale.
Ieri sera i militari hanno sorpreso il padre che, seguendo un piano preordinato, stava appiccando il fuoco.
L'uomo aveva posizionato in più punti del locale cartoni e riviste e bagnato tutto con abbondante benzina. Il locale ha immediatamente preso fuoco ma le fiamme sono state spente subito grazie all'arrivo dei Vigili del Fuoco di Pescara e Montesilvano.
A causa dell'incendio si è alzata anche una densa nube di fumo che ha reso il locale impraticabile sino alle prime ore di questa mattina.
La stima dei danni è ancora da quantificare ma a prima vista sembra che il valore non sia particolarmente ingente in quanto lo stesso Alfredo Palma, nei giorni scorsi aveva prelevato le attrezzature e gli strumenti di maggior valore.
Secondo le prime ricostruzioni dei militari il gesto sarebbe stato originato dalle difficoltà economiche in cui versano i Palma e dalla conseguente volontà di beneficiare della somma di circa 500 mila euro prevista quale indennizzo da parte della Compagnia Assicurativa.
Sono stati numerosi i tentativi di depistaggio attuati dall'uomo nei confronti dei Carabinieri della Compagnia di Penne: «ha fornito notizie frammentarie e contraddittorie sulla sua attività e sulle persone con lui coinvolte», ha spiegato il comandante provinciale Esposito Alaia.

09/04/2008 15.13