Elezioni Dipartimenti, i sindacati contestano la Asl di Chieti:«regole violate»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Sindacati medici e quelli dell’intero comparto sanitario sul piede di guerra contro la Direzione Asl di Chieti. L'accusa è:«arroganza, autoritarismo e impermeabilità alla concertazione sindacale» per l'elezione dei membri dei comitati di Dipartimento, indetta a sorpresa e «quasi clandestinamente» per il 10 aprile.



CHIETI. Sindacati medici e quelli dell'intero comparto sanitario sul piede di guerra contro la Direzione Asl di Chieti.
L'accusa è:«arroganza, autoritarismo e impermeabilità alla concertazione sindacale» per l'elezione dei membri dei comitati di Dipartimento, indetta a sorpresa e «quasi clandestinamente» per il 10 aprile. «I manifesti con i nomi degli elettori», spiegano i sindacati,«sono stati affissi sabato 5 e chi ha fatto la settimana corta o i turni ha potuto vederli solo lunedì 7. Se si pensa che, come da regolamento approvato dalla stessa Asl, ci vogliono dai 5 ai 10 giorni di preavviso, già da questo si vede che siamo fuori dalle regole».
Ma c'è dell'altro: negli elenchi sono iscritti come dipendenti della Asl infermieri che non lavorano più a Chieti da 5-6 anni, qualcuno anche da 7.
Ed esercitando l'elettorato attivo e passivo potrebbero essere eletti o votare pur non avendone di fatto il diritto.
Insomma un gran pasticcio, di cui viene ritenuto responsabile l'Ufficio del personale che non avrebbe aggiornato le liste degli aventi diritto al voto (e all'elezione).
C'è poi lo strano destino degli infermieri di sala operatoria che non sono in elenco, non perché non esistono ma solo perché non hanno Dipartimento e dipendono dalla Direzione generale.
Come non ci sono nemmeno gli infermieri presenti nelle strutture del territorio perché per loro i Dipartimenti sono di là da venire.
Senza dire della grave scorrettezza rilevata da molti a proposito di un Massofisioterapista che con una grave violazione della sua privacy nell'elenco viene indicato come «cieco», come se questa fosse una qualifica professionale.
A quando “infermiere diabetico” o “impiegato cerebroleso”?
«E poi – aggiunge un medico sindacalista, travolto dalle critiche dei colleghi proprio di fronte ai manifesti affissi vicino al marcatempo – secondo quanto ci aveva comunicato la stessa Asl, questi elenchi dovevano essere già affissi anche nei reparti, mentre invece lì non ce n'è nemmeno l'ombra. E questa è un'altra irregolarità».
C'è voluta perciò tutta la pazienza di Giuseppe Dell'Olivastro, sindacalista Cisl di vecchio corso, costretto ad aspettare ore prima di essere ricevuto sull'argomento dalla Direzione generale della Asl di Chieti.
Eppure doveva rappresentare, a nome della RSU aziendale, le perplessità sulle procedure, le irregolarità rilevate e la richiesta di un breve rinvio per ristabilire le regole di un confronto democratico corretto e di un rispetto delle procedure formali che sono anche sostanziali.
Nonostante l'attesa e la pazienza, Dell'Olivastro e tutte le richieste della Rsu non sono stati presi in considerazione tanto che per oggi è già prevista una diffida dei sindacati del comparto, che si va ad aggiungere a quella dell'Anaao e della Cisl medici.
Qualcuno ha sentito anche toni accesi nella discussione in Direzione e c'è chi giura che il Manager, arrivato in soccorso delle due direttrici Capocasa e Lepore, abbia utilizzato il dictat: «noi andiamo avanti, se non vi va bene, fate pure ricorso».
Non sembra il massimo del rispetto nei rapporti con i sindacati, visti solo come rompiscatole.
C'è però chi avanza il sospetto che questa durezza del manager nasca dall'irritazione per alcune contestazioni sindacali ai progetti della Asl sulla formazione (in particolare la contrarietà ai gettoni troppo ricchi per i docenti esterni) e sui turni di lavoro.
Ma forse non è vero.
Se lo fosse, questo ritorno ai metodi autoritari del passato, quando non si parlava di concertazione, sarebbe il detonatore di una guerra che potrà solo far male alla Asl.
«Ci sono delle regole da rispettare, non è che si possa fare il comodo proprio… – conclude un sindacalista – guardi che data hanno messo su questo documento affisso e firmato dal dott. Luciano Di Odoardo: 7 aprile, solo tre giorni prima delle elezioni. Una vergogna».

Sebastiano Calella 08/04/2008 8.47