De Felice (Udc): «necessaria una svolta dopo 10 anni di immobilità»

Alessandro Biancardi

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De Felice (Udc): «necessaria una svolta dopo 10 anni di immobilità»
FRANCAVILLA VERSO IL VOTO. Carlo De Felice, 39 anni, medico responsabile dell'unità operativa di chirurgia Maxillo-facciale presso la casa di cura Villa Pini è il candidato sindaco dell’Udc, appoggiato anche dalle liste Città Futura, Movimento Giovani per Francavilla, Partito Socialista e Lista De Felice.
Giovane e di bell'aspetto ha una carriera politica già lunga alle sue spalle. A 16 anni entra a far parte del comitato giovanile della Democrazia Cristiana. Successivamente ricopre l'incarico di segretario regionale giovanile del CCD, diventa poi responsabile nazionale degli enti locali.
Ieri consigliere comunale oggi candidato per la poltrona di primo cittadino.

Come giudica l'amministrazione Angelucci, appena conclusa?
«Il Comune ha escluso i francavillesi dalle decisioni vitali della città, non ha saputo comunicare, ha privilegiato gli interessi particolari a quelli collettivi. Insomma è stata un'amministrazione fallimentare. Lo dicono i numeri ed il malcontento dei cittadini, che troppe volte hanno visto le loro aspettative disattese».

Giudizio pienamente negativo…
«Le risorse del Comune sono state sperperate: non hanno prodotto infrastrutture, servizi adeguati e di qualità per i cittadini, non hanno dato sostegno economico e sociale alla città. L'amministrazione si è inoltre chiusa a scapito della partecipazione, senza saper valorizzare competenze e professionalità, disertando le concertazioni con le forze sociali ed economiche. Non ultimo, i livelli di legalità e moralità sono stati carenti: un modo di amministrare che ha preferito la discrezionalità, creando iniquità e discriminazione.

In caso di vittoria quali sono i tre problemi che dovrete affrontare subito lasciati in eredità?
«Qualora questa entusiasmante avventura si concretizzasse con la mia nomina a sindaco, ci troveremo a porre rimedio ad una cattiva gestione del settore turistico, per la cui promozione da più di dieci anni non è stato fatto nulla. Dovremo far chiarezza su alcune scelte riguardanti urbanistica e "grandi opere": mi riferisco all'ultimazione del secondo lotto del porto in zona Alento, per cui i fondi stimati appaiono insufficienti e la realizzazione alquanto approssimativa. Poi c'è la questione del bilancio comunale in deficit, visto che la precedente amministrazione si è trovata a dover vendere dei crediti per l'importo di 7 milioni di euro, somma che invece di essere destinata alla creazione di infrastrutture e servizi per il territorio e la cittadinanza è stata utilizzata per pagare rate dei mutui contratti e per coprire altri debiti di ordinaria amministrazione legati anche alle società miste».

Per il turismo cosa intende fare?
«Francavilla è una città dal grande passato turistico: è necessario applicare giuste politiche di risanamento a strutture ed iniziative che la riportino ad essere "La Perla dell'Adriatico". Vogliamo migliorarne la fruibilità attraverso la valorizzazione degli itinerari turistici, del turismo congressuale, attraverso l'istituzione di sportelli informativi per l'accesso ai bandi nazionali, comunitari e per il turismo balneare».

La sua idea sullo sviluppo di Francavilla
«Sono convinto che lo sviluppo di Francavilla debba ripartire dalla pianificazione generale del suo territorio: prioritario è attualizzare il piano regolatore per adeguarlo alle esigenze presenti, potenziare l'area dei quartieri Foro e S.Franco, risorse spesso "dimenticate", riorganizzare un sistema urbano di mobilità e viabilità, nonché lo sviluppo dello svincolo autostradale. Abbiamo intenzione di creare una città Wi-Fi, con internet fruibile a tutti gratuitamente o a basso costo; abbiamo in mente una città verde, dove alta è la qualità della vita e genuini i prodotti della terra e del mare, che sappia pubblicizzare e puntare forte sulla qualità della sua enogastronomia.

Un progetto concreto da realizzare per esportare il nome della città all'estero?
«Vogliamo creare delle forti caratterizzazioni ed elementi di distinguibilità, che siano in grado di intercettare i flussi turistici non soltanto durante la stagione estiva ma tutto l'anno: restituire centralità al MuMi, dobbiamo fare della nostra città un centro culturale pulsante, in grado di poter accogliere nuovamente movimenti intellettuali come fu il Cenacolo Michettiano. La salvaguardia delle tradizioni di un luogo e la loro promulgazione è molto importante per mantenere viva la memoria storica di una città: a tal proposito voglio menzionare e potenziare la Mostra del Fiore e il nostro Carnevale: il più conosciuto e caratteristico della nostra regione».

Le tre cose che farà nei primi 100 giorni
«Durante i primi 100 giorni di mandato ci troveremo nel bel mezzo della stagione estiva: si dovrà istituire un tavolo tecnico sul turismo e sulla cultura discutendo direttamente con gli operatori del settore per indirizzare un operato di qualità e più fruibile a tutti. Le nostre priorità saranno inoltre concentrate su centri ben articolati di vita urbana, viabilità, mobilità e parcheggi.
Proporremo l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, la riduzione delle imposte su rifiuti e gas, incentiveremo l'occupazione giovanile attraverso lo sviluppo delle imprese esistenti e la costruzione di nuove».
07/04/2008 8.52