Muore una donna dopo tre operazioni: amnesia generale in Chirurgia 1

Alessandro Biancardi

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Muore una donna dopo tre operazioni: amnesia generale in Chirurgia 1
PESCARA. Se la morte misteriosa in seguito a tre interventi chirurgici poteva essere un fatto di per sé sconcertante, i «non ricordo» del personale delle equipe mediche che hanno operato la signora di 74 anni, deceduta a gennaio 2007, sono forse ancor di più «sconcertanti». Intanto il ministro della Sanità Livia Turco ha fatto scattare una ispezione al Santo Spirito e salta fuori una intercettazione del medico: «non lo scopriranno mai». L’AVVOCATO DI BASILE A PDN: «DICO NO A PROCESSI MEDIATICI» L'ASL SI COSTITUIRA' PARTE CIVILE. DOMANI ARRIVANO GLI ISPETTORI
Già in sede di indagine medici, infermieri, anestesisti e personale amministrativo è stato ascoltato per ricostruire la vicenda ospedaliera e la cartella clinica della paziente morta per insufficienza renale.
Certo di interventi quei medici ne hanno eseguiti centinaia nei 14 mesi trascorsi tra la morte della donna e l'arresto del chirurgo Marco Basile di 50 anni, ai domiciliari con l'accusa di omicidio colposo e falso in atto pubblico. Ma trovarsi di fronte ad un verbale dell'operazione inviato via fax, dopo che le pagine erano state strappate, forse potrebbe essere una cosa inusuale che potrebbe colpire e rimanere ferma nella memoria.
Asportare un rene quando bisogna solo rimuovere «un grumo di sangue» probabilmente è una procedura "straordinaria" che potrebbe non essere dimenticata facilmente.
Di sicuro doveva essere annotata in un verbale fedele.
E gli inquirenti sono convinti e dicono di avere le prove: il rene sinistro era ancora presente nel corpo della donna il 4 dicembre ma il 19 gennaio, il giorno dell'autopsia, non c'era più.
In mezzo una sola operazione, la terza, subita il 6 dicembre 2006. Ma nessuna traccia della asportazione è presente sui verbali e nelle cartelle cliniche.
Un rene in formalina è stato poi sequestrato nella sala delle autopsie. Adesso si è in attesa che un incidente probatorio - attraverso la prova del dna - possa stabilire con certezza che sia proprio della anziana donna.
Sono «indizi gravissimi» ha spiegato il pm Gennaro Varone che proverebbero una condotta illecita e - indirettamente - che un errore sia stato commesso in sede di intervento chirurgico e che i documenti sono stati falsificati.
Insomma proprio una brutta storia.
Ma la polizia è convinta che ci sarebbero più di due persone, forse cinque, che ricordano benissimo ma non parlano.
Tra le accuse mosse nei confronti di Basile, infatti, c'è una intercettazione telefonica nella quale egli stesso confiderebbe ad un'altra persona che ha fatto le cose per bene e che «non lo scopriranno mai» e che non ci sarebbero prove sufficienti.
Nel senso che sarebbe davvero difficile provarlo.
Ma a cosa precisamente -si chiede il giudice- fa riferimento Basile se questi è innocente?
Lo dovrà spiegare in sede di interrogatorio per la convalida dell'arresto previsto per oggi ma che potrebbe slittare a domani.
L'intercettazione prova sicuramente anche un'altra cosa: almeno una persona di sicuro conosce la brutta storia e non è andato a denunciare il medico, forse il collega.
Questi primi giorni saranno inoltre importantissimi perché sarà delineata la strategia difensiva dell'unico indagato (fino a questo momento).
Si cercherà di tirare la corda e proclamare la propria innocenza ad oltranza pur in presenza di alcuni indizi pesanti oppure ci saranno ammissioni di qualche tipo che ad ogni modo potrebbero scagionare l'indagato dalla eventuale accusa di omicidio volontario?
Il capo di imputazione, infatti, potrebbe cambiare e aggravarsi nel caso vi siano le prove inattaccabili che siano state poste in essere azioni di copertura e di inquinamento dell'eventuale errore medico. Più pesanti diventerebbero, è ovvio, anche le conseguenze per gli eventuali "complici" che potrebbero rispondere di favoreggiamento in omicidio colposo.

Una grana non di poco conto che purtroppo è tutt'altro che un fatto privato, di un professionista che probabilmente adesso dovrà fare i conti con la macchia più dura da rimuovere della sua carriera.
No, è una vicenda che riguarda tutta la comunità.
Pescarese e abruzzese perché tocca la sanità pubblica perché tutto si svolge in un ospedale pubblico.
Ma riguarda anche la comunità dei medici tutta poiché alcuni di loro, forse per un concetto di "spirito di corpo" mal inteso, si stanno spingendo troppo in là.
E non poteva che essere ferma la posizione di Enrico Lanciotti, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi di Pescara, che promette un intervento immediato che secondo la prassi prevede la sospensione di Basile.
«Prenderemo immediatamente provvedimenti», ha detto a SkyTg24, «la sospensione dell'attività è prevista in caso di misure restrittive. Ma se ci dovessero essere altri colleghi che come pare siano reticenti questi saranno immediatamente sentiti dal consiglio dell'Ordine».
E per ora la direzione generale dell'Ospedale Santo Spirito non parla.

L'ISPEZIONE DEL MINISTRO

Il ministero della Salute Livia Turco, intanto, ha avviato un'ispezione presso l'ospedale di Pescara, d'intesa con la Regione.
«Voglio esprimere il profondo dolore e la mia vicinanza alla famiglia della signora deceduta e voglio assicurare che farò quanto in mio potere per contribuire ad accertare le responsabilità di quanto accaduto», ha affermato il ministro Turco.
«A tal fine - prosegue la nota - ho già provveduto ad istruire un'ispezione, d'intesa con la Regione, presso l'ospedale di Pescara per acquisire tutti gli elementi utili a verificare la dinamica dei fatti e coadiuvare l'operato degli inquirenti».
Per il ministro Turco «le gravissime responsabilità di alcuni operatori sanitari, così come stanno emergendo dalle indagini della magistratura, non devono mettere in discussione la qualità di un sistema sanitario di ottimo livello. La sanità pescarese e in generale della regione Abruzzo è infatti
una buona sanità, come dimostrano i dati e il gradimento dei suoi cittadini e questi episodi vanno isolati e duramente condannati anche per questo».

07/04/2008 7.52

L'EQUIPE MEDICA SFILA IN PROCURA

La Procura sta ascoltando da questa mattina alle 8.30 il personale medico e infermieristico che collaborava con il medico Marco Basile.
Una decina di persone in tutto che dovranno ricostruire la vicenda in quanto persone informate sui fatti. Nessun nuovo indagato, quindi per il momento.
Spetterà a loro, probabilmente, chiarire alcuni lati dell'intricata vicenda e svelare, soprattutto che fine abbia fatto il rene sinistro della donna deceduta, espiantato senza che i familiari della vittima fossero stati messi al corrente.
Le testimonianze dei collaboratori potrebbero chiarire anche l'aspetto del registro strappato e le circostanze di quella telefonata oggi al centro dell'inchiesta, nella quale il dottor Basile sosteneva: «non lo scopriranno mai». A cosa si riferiva?
07/04/2008 10.17

L'AVVOCATO DI BASILE A PDN: «DICO NO A PROCESSI MEDIATICI»
Non vuole invece commentare la vicenda del suo assistito l'avvocato Pietro Di Giacinto.
Il legale, interpellato da PrimaDaNoi.it ha preferito non rilasciare dichiarazioni, nemmeno per ristabilire un equilibrio.
«Per tenere un equilibrio», ha sostenuto, «probabilmente non bisognava creare uno squilibrio e quindi mettere su questo tipo di processo mediatico che non condivido e che non intendo alimentare».
Di Giacinto ha confermato parzialmente che domani verrà ascoltato il suo cliente: «non c'è ancora niente di ufficiale». Ma domani l'audizione è quasi certa, dal momento che la legge prescrive che l'indagato venga ascoltato entro 48 ore dall'arresto.
Commenti sui gravi elementi indiziari che pesano sul suo assistito come le intercettazioni telefoniche o il registro Di Giacinto non ne vuole fare: «dirò tutto in sede giudiziaria».
07/04/2008 10.32

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L'ASL SI COSTITUIRA' PARTE CIVILE

Dopo l'arresto del medico Marco Basile l'Asl non ha intenzione di aspettare o stare a guardare. Questa mattina il direttore generale Antonio Balestrino ha spiegato che sono tre le cose principali che saranno fatte a stretto giro: «sospenderemo Basile, avvieremo un'indagine interna e ci costituiremo parte civile».
Il manager ha gia' provveduto a chiedere gli atti relativi a questa vicenda alla Procura di Pescara, che sta indagando sul caso.
Per quanto riguarda invece l'ispezione promossa dal ministero della Salute per far luce su questa vicenda, la Asl non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali da Roma sull'arrivo degli ispettori. Per Balestrino si tratta comunque di «un atto dovuto».
Nonostante la vicenda Balestrino ha difeso la categoria dei medici che lavorano tutti i giorni nell'ospedale.
Il manager ha parlato di «professionisti di valore» e ha ribadito come «un solo evento non puo' vedere scalfita l'immagine complessiva del lavoro che si svolge nei reparti».
Su l'inchiesta interna da parte dell'Asl Balestrino ha fatto sapere che si tratta di un passo necessario «per cercare di fornire alla Magistratura eventuali, ulteriori elementi utili, nonché approfondire (anche ai fini disciplinari) eventuali carenze di assistenza o di procedura,
come denunciato dai familiari».
L'Azienda si tutelerà, «nelle sedi più opportune, per il danno di immagine e conseguente discredito che i fatti riferiti dalla stampa, se confermati a termine di indagine della Magistratura, potrebbero gettare su tutto il personale».
L'Asl in una nota ha poi ricordato l'Azienda sanitaria «eroga annualmente circa 65 mila ricoveri in tutte le branche della medicina e della chirurgia, 85 mila accessi al Pronto Soccorso e circa 17
mila interventi chirurgici. Il tutto con una elevata percentuale di prestazioni di alta specialità, di cui l'ospedale 'Spirito Santo' è privilegiata sede di erogazione».

ORDINE, CHIAREZZA E OMBRE

Come preannunciato l'Ordine dei medici di Pescara ha sospeso Basile e chiesto alla Asl di Pescara i nominativi delle equipe che ha operato per le tre volte la paziente deceduta.
«L'errore medico, per quanto grave, è comunque sempre umanamente possibile - prosegue - ma le contestate presunte azioni poste in essere per occultare il reale svolgimento dei fatti configurano, se confermate, un comportamento inammissibile del singolo in un quadro più ampio di solidarietà omertosa. E' assolutamente necessario chiarire al più presto tutti i contorni di questa sconcertante vicenda e l'Ordine confida nella piena collaborazione con la Procura e con la Direzione Generale
dell'Azienda di Pescara. Lo si deve anzitutto - conclude il presidente dell'Ordine dei Medici - ai famigliari della Signora Vieste che hanno il diritto di conoscere la verità, ma lo si deve anche alle centinaia di operatori del Santo Spirito sui quali i fatti di questi giorni finiscono per proiettare un'ombra inquietante».

DOMANI MATTINA L'INTERROGATORIO PER BASILE

E' stato confermato ufficialmente anche l'interrogatorio del medico Marco Basile, che verrà ascoltato domani mattina alle 11 in Tribunale.
Ad interrogarlo sarà il gip Luca De Ninis e il medico, assistito dai suoi legali Piero Di Giacinto e Giuliano Milia, dovrà ricostruire l'intera vicenda e chiarire gli elementi portati alla luce dagli inquirenti.
Questa mattina sono state ascoltate una decina di persone e nei prossimi giorni ne verranno sentite delle altre. Sempre nei prossimi giorni sarà disposto l'incidente probatorio per verificare se il rene rinvenuto dentro un barattolo di formalina in ospedale 9 mesi dopo la morte della 74enne
appartenga all'anziana.
In mattinata c'e' stato anche un incontro in Procura tra il pm Varone e il capo della squadra Mobile di Pescara, Nicola Zupo, per fare il punto sulle indagini.

07/04/2008 14.42

ARRIVANO GLI ISPETTORI MINISTERIALI

Arriveranno probabilmente in serata a Pescara gli ispettori inviati dal ministro Turco per accertare eventuali irregolarità. Gli ispettori faranno il loro ingresso all'ospedale intorno alle 9 per un primo incontro con il direttore generale Antonio Balestrino. Rimarranno in città per almeno un paio di giorni.
Gli occhi sulla vicenda che ha portato alla morte l'aziana donna di 74 ani sono davvero tanti: quelli della procura che svolge l'indagine penale, quelli della Asl per l'nchiesta interna, quelli ministeriali, quelli dell'ordine dei medici per una indagine disciplinare.

07/04/2008 15.31