Dall’Austria un esempio per l’Abruzzo: «in 10 anni 1.100 posti di lavoro»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Garantire lo sviluppo economico rispettando l’equità sociale e la compatibilità ambientale: è “L’Abruzzo che si può – La sostenibilità come forma di sviluppo”, titolo del convegno promosso dall’associazione Abruzzo Sostenibile, che si è tenuto oggi, sabato 5 aprile, nell’Auditorium “Petruzzi” di via delle Caserme a Pescara.

Abruzzo Sostenibile – associazione nata dall'iniziativa di un gruppo di giovani interessati a mettere le proprie professionalità al servizio della collettività – vuole così proporre un modo nuovo di guardare al futuro della nostra regione, che si ispiri a virtuosi modelli di sviluppo sostenibile avvalendosi del contributo dei più brillanti esponenti del mondo accademico, professionale, civile e politico, nazionali ed internazionali.

All'incontro sono intervenuti il professor Achille Renzetti, ricercatore ENEA; Peter Vadasz, sindaco di Güssing, città austriaca vincitrice dell'Ecological Global Award; l'onorevole Carlo Costantini dell'Italia dei Valori; il professor Giampiero Di Plinio, ordinario di Diritto Pubblico e Diritto dell'Ambiente dell'Università “d'Annunzio” di Chieti-Pescara; il presidente regionale del WWF, Dante Caserta. Aprirà il convegno la proiezione di un video sulla sostenibilità del video-maker Leonardo Dooderman.

«Lo sviluppo economico – ha sottolineato il presidente di Abruzzo Sostenibile, Attilio Di Mattia – non è necessariamente incompatibile con la sostenibilità ambientale e sociale. Spesso si ritiene, erroneamente, che i due elementi siano in contrapposizione. Noi crediamo, invece, che l'uno possa essere strumentale all'altro, e in particolare che la sostenibilità possa diventare motore dello sviluppo. Bisogna quindi uscire dall'equivoco per cui la crescita e la modernizzazione del nostro paese sarebbero in conflitto con le ragioni della solidarietà e dell'ambientalismo».

Una testimonianza concreta è stata portata da Peter Vadasz, Sindaco di Gussing, che ha illustrato un modello vincente di sinergia tra ambiente e sviluppo economico. «A partire dal 1992 abbiamo cominciato ad investire nella realizzazione di un sistema per la produzione di energia alternativa. Quello che esiste oggi a Gussing è un network di impianti che, utilizzando fonti alternative (dal sole al legno, dalla biomassa all'olio da cucina), riesce a soddisfare il fabbisogno dell'intera cittadina, con una riduzione del 93% di anidride carbonica e con la cessione dei energia ai gestori per un totale di 13 milioni di euro».

«In un decennio circa – continua Vadasz - abbiamo abbattuto gli alti livelli di disoccupazione ed emigrazione creando 1.100 nuovi posti di lavoro. Oltre 50 nuove aziende sono venute da noi ad investire e il nostro modello è diventato un caso internazionale: ogni settimana riceviamo la visita di migliaia di persone interessate a vedere il funzionamento delle nostre strutture e convincersi della loro validità. Un nuovo modo di fare turismo».
05/04/2008 16.35