Lo Yankee Stadium va in pensione: fu culla di grandi sportivi italoamericani

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. Il 15 aprile, la Cattedrale del baseball americano ospitera’ Papa Benedetto XVI nella quale celebrera’ la Messa in occasione del terzo anniversario della sua ordinazione al soglio pontificio.

NEW YORK. Il 15 aprile, la Cattedrale del baseball americano ospitera' Papa Benedetto XVI nella quale celebrera' la Messa in occasione del terzo anniversario della sua ordinazione al soglio pontificio.
Papa Ratzinger in precedenza effettuera' una visita a “Ground zero” simbolo dell'11 settembre 2001, dove incontrera' i familiari dei deceduti.
Sara' questa, l'ultima visita di un Pontefice, al maestoso stadio che rigurgita di storia, primati, nomi, (tanti italoamericani) eroi di incontri e vittorie.
Nel 1965 e successivamente nel 1979 Papa Giovanni Paolo benedisse un mare di fedeli accorsi dai piu' impensati angoli degli States. Questa volta l'importante visita avra' un significato ancor piu' sentito in quanto per il gigante degli stadi americani e' l'ultimo anno di vita prima di lasciare ilo passo alla nuova struttura.
Poco distante si e' gia' pensato di innalzare un altro colosso del valore di un miliardo e 200 milioni di dollari, che richiede l'uso di 60 mila metri cubici di cemento, modellati dalla ditta di costruzioni J&F del quarantacinquenne italo americano Frank Janucci del New Jersey, i cui nonni, emigrarono circa 80 anni fa da Napoli.
Un particolare poco gradito dai “neutrali” e' il “regalo” di 800 milioni di dollari che il governo Bush ha dato al miliardario Steinbrenner proprietario dello stadio e della squadra, quale «rimborso di tasse pagate dal ricco impresario» che, giustamente si dice «sono il frutto delle tasse degli americani».
George Steinbrenner, german-american non e' molto gradito dai newyorkesi che hanno risentimento anche per il fatto che, dopo vittorie, onore e abnegazione, il manager Joe Torre, si e' visto costretto a passare nella squadra del Los Angeles, quando lo Steinbrenner gli offriva 5 milioni di dollari in meno della passata stagione, ed un solo anno di contratto, malgrado la magnifica performance dei suoi “bombardieri”
Prendera' il suo posto il 44enne ex catcher, Joe Girardi che ama ripetere: «Joe (Torre) e' stato il mio mentore, un atleta che ha contruito la sua “leggenda” con quattro vittorie di “World serie”. Seguire i suoi passi sara' duro e difficile, speriamo io abbia fortuna».


 


LO YANKEE STADIUM PARLA ITALIANO

Il nuovo colosso del baseball assomiglia all'originale struttura del 1923, con le sue arcate alte, i fregi al di sopra dei grandstand e l'ingresso numero 4 adornato dalle home plate.. Molta parte delle vetrate e' quasi completata come pure installate sono le due aquile d'oro a fianco della insegna:Yankee Stadium, la culla che si vanta di ben 10 titoli nazionali e sei World series.
Il “diamante”, con la sua erba vellutata, dovra' aspettare il clima amico, mentre i telefoni trillano gia' per la richiesta di biglietti , per la “prima” dell'aprile 2009.
La tristezza per la chiusura del mitico stadio viene attutita dal pensiero che la mamma del baseball, forse sara' piu' apprezzata, come una scuola, della nuova arrivata per i giovani appassionati che si preparano a fare ingresso nel tempio della pallabase considerato senza dubbio uno dei piu' notevoli “park” della storia della “Major League”.
Aprire il libro della storia, dei nomi, delle statistiche e' un compito improbo.
Scorre dinanzi agli occhi la lista della dozzina di italoamericani che hanno fatto e fanno parte della “ALL STAR” Yankee, la partita annuale tra le due squadre della American League e la National League, con a bordo i migliori giocatori della serie.
Quest'anno tale partita avra' luogo il 15 luglio a New York e grande e' l'attesa per conoscere i nomi dei protagonisti prescelti.
Piu' di 15 giocatori italoamericani si sono distinti in tale ”superpartita” insieme ai compagni “Bronx bomber”(del Bronx.N.Y.) che rappresentano il maggior numero di atleti, nella All Star Game, sin dall'estate del 1933.
Atleti come Giuseppe (Joe) Paolo Di Maggio, Joe Torre (oggi allenatore del Los Angeles dopo 13 anni con gli Yankee),Yogy Berra, Phil Rizzuto, Frank Crossetti, Tony Lazzeri, Jason Giambi, Marino Russo ed altri, scrissero pagine fulgide di performance superlative, durante gli 85 anni di vita dello stadio.
«Sara' penoso, per me», dice Joe Torre, «quando torno a casa, in vacanza (nel Westchester) lungo la West side drive alla cui destra si erge il mio caro, vecchio stadio. Tanti i ricordi che stringono la gola al solo pensarci».

Lino Manocchia 05/04/2008 9.50