E il buio calò su Chieti: arriva "Memento"… davvero difficile dimenticarselo

Alessandro Biancardi

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IL CASO. CHIETI «La gente a Chieti sa essere simpatica, le strade sono almeno pulite, e si mangia molto bene». La cultura è importantissima. Il turismo, quello con la "t" maiuscola, forse ancora di più. Ed occorre fare di tutto -ma veramente di tutto- per esportare il nome di Chieti. Lo sanno benissimo il sindaco Francesco Ricci e l'assessore regionale al Turismo e vicepresidente della giunta Enrico Paolini. Sono loro gli sponsor di una iniziativa davvero molto difficile da dimenticare: Memento. Sono loro che l'hanno voluta a tutti i costi.

IL CASO. CHIETI «La gente a Chieti sa essere simpatica, le strade sono almeno pulite, e si mangia molto bene».
La cultura è importantissima. Il turismo, quello con la "t" maiuscola, forse ancora di più. Ed occorre fare di tutto -ma veramente di tutto- per esportare il nome di Chieti. Lo sanno benissimo il sindaco Francesco Ricci e l'assessore regionale al Turismo e vicepresidente della giunta Enrico Paolini. Sono loro gli sponsor di una iniziativa davvero molto difficile da dimenticare: Memento. Sono loro che l'hanno voluta a tutti i costi.


Memento è una pubblicazione di sicuro "snella", "agile", "facile da sfogliare", se vogliamo interattiva pur essendo cartacea.
Sì perché chi l'ha pensata ha una marcia in più ed ha voluto coinvolgere il lettore che può collaborare scrivendo egli stesso, di suo pugno, un proprio contributo per poi tenerselo come ricordo una volta tornato a casa.
Potrebbe essere questo (o chissà quale altro) il senso di una decina di pagine bianche con righe da blocco notes al centro. Pagine bianche per prendere appunti. Ma per scrivere cosa?
Ma partiamo dall'inizio.
L'inizio è il generoso finanziamento di Comune e Assessorato al Turismo di 40 mila euro per una pubblicazione (è davvero troppo chiamarla "rivista". "opuscolo" o "depliant") che prevede 2mila copie di tiratura e che non si sa dove debba essere distribuita.
Probabilmente nelle edicole visto che il prezzo di copertina raggiunge l'incredibile cifra di 12 euro. Qualcuno teme che vengano messe in bella vista negli alberghi della Regione e il Comune ha addirittura ipotizzato la possibilità, da parte degli albergatori locali, di inviarne via posta una copia ai loro clienti.
Il prezzo di copertina rimane però sempre 12 euro.
Si ma per cosa?
Per 36 pagine, 5 foto belle, grandi, a doppia pagina con didascalie "minimaliste", qualche notizia utilissima per il turista sul teatro, lo stemma comunale, la processione del venerdì santo, gli orari dei musei (non proprio esatti).
Finito lo sforzo ed i 40mila euro.
Ma a Chieti tutti vanno fieri per questo nuovo prodotto che servirà da «volano per il turismo».
In una pomposa conferenza stampa dello scorso 12 marzo il sindaco Ricci è riuscito a dire: «l'opuscolo, buono per la qualità in cui è stato edito, rappresenta un iniziale tentativo di farci conoscere e ricordare perché la nostra città purtroppo si caratterizza ancora per un turismo mordi e fuggi».
Possiamo garantire che di sicuro la città di Chieti sarà ricordata, mentre probabilmente i turisti morderanno di meno ma in compenso fuggiranno di più.
L'assessore Tamburro, invece, ha voluto lasciare un messaggio ai posteri: «la città di Chieti ha molte potenzialità ma per quanto riguarda il settore turistico siamo carenti di strutture alberghiere».
Praticamente un promemoria per la prossima amministrazione.
Mentre l'ideatrice del progetto, Anita Righetti ha chiarito lo spirito con cui la "pubblicazione" è nata: «questa città andava letta con occhio attuale. Chieti ha una storia millenaria ma anche un fascino tutto moderno che va valorizzato. Così se un turista ha occasione di visitare il parco archeologico della Civitella prima di tutto può godere di un bellissimo panorama che nutre l'anima, poi può visitare il museo che nutre il cervello, infine, entrare in una pasticceria e gustare dolci teatini e nutrire anche il corpo».
Sul "nutrire le tasche" la Righetti ha preferito sorvolare.

COME SI COMPONE QUESTO CAPOLAVORO DI INGEGNO

Si parla di cultura e lo stesso sindaco Ricci, a due mani con l'assessore Tamburro, ha voluto dare una prova scrivendo un editoriale-presentazione… memorabile.
L'inizio è fulminante: «A Chieti la gente sa essere simpatica, le strade sono almeno pulite, e si mangia bene».
Trascurando l'uso casuale dell'unica virgola, resta piuttosto enigmatico ed ermetico il senso delle «strade almeno pulite».
Come dire: che cosa si potrebbe volere di più da una amministrazione comunale?
Per esempio un gioiello come Memento!
«Possiamo raccontarci tranquillamente in tre parole», dice il duo Ricci-Tamburro: «qualità della vita».
Che parole meravigliose.
Segue foto 1: notturno dello splendido «panorama a 360°», dove non si possono scorgere le colline meravigliose, i paesi in lontananza, la vallata, la Bella addormentata, il mare.
In compenso c'è un bel lampione in primo piano.
Un modo davvero originale per esaltare un panorama.
Segue foto 2: piuttosto buia (perseverare è…) del teatro Marrucino e lo splendido sipario. La didascalia recita «architettura composta e leggiadra»…tutta da immaginare.
Si volta pagina ed un'altra foto (la numero 3) ci sorprende facendoci vedere la Chieti sotterranea (inutile dire che anche qui sotto il sole non splende).
La Chieti noir continua alcune pagine dopo con una bella foto (è la numero 4), sempre a doppia pagina e senza alcun testo, della processione che si tiene… di sera e con luci molto molto soffuse.
Abbiamo capito che Chieti non è il paese del sole.
Le ultime due pagine sono dedicate ad una foto del Guerriero di Capestrano (è la foto numero 5, l'ultima) nel locale museo.
E con le foto abbiamo finito.
Gli unici testi (scarni e poco originali) che compaiono sono -oltre la presentazione già citata- gli orari dei musei teatini (pare in alcuni punti addirittura inesatti), seguono gli originalissimi fogli bianchi da appunti, l'intero percorso della processione del venerdì santo strada per strada, infine note suggestive sul «nome di Chieti», «lo stemma», «il panorama», «il teatro Marrucino», «la processione», in calce la dicitura: «con lo squisito ausilio di Fabrizio Domenicucci, Gabriele Obletter, Giuseppe Tragnone».
Grazie davvero.
Una pubblicazione che qualcuno ha già definito "fantastica" nel senso che avrebbe fatto bene a rimanere nel mondo delle ipotesi irrealizzate… invece l'Abruzzo potrà fregiarsi di questa nuova opera dell'ingegno umano politico-burocratico sempre attento agli amici e alle buone idee.
Perché il politico, si sa, è felicissimo se può aiutare un amico e realizzare un progetto che sarà ricordato nei secoli.
E siccome non si tratta di beneficenza non c'è nulla di male nel voler vergare il proprio nome e attribuirsi il merito.
Per conoscere gli autori e promotori basta arrivare alla fine: il merito va dunque al sindaco Ricci, l'assessore Tamburro (che cosa non farebbe per la cultura e il turismo), il dirigente del VIII settore del servizio cultura e manifestazioni e turismo, Valerio Cavallucci, la funzionaria Elisabetta Del Maestro, l'originale progettazione editoriale e grafica della Pollicino edizioni sas di Anita Righetti & C.
Indispensabili gli aiuti concreti di Comune e assessorato al turismo che infatti hanno versato 40mila euro per questo capolavoro che tutte le biblioteche si sono già affrettate a richiedere.
Al progetto anche la Confcommercio, la Confesercenti e tutti gli albergatori della città hanno voluto dare il loro contributo.
Volevano esserci a tutti i costi.

a.b. 31/03/2008 12.04