Asl Chieti:«Liste d’attesa lunghe: colpa di burocrazia e cultura»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Tornano d’attualità (ma per la gente comune sono sempre attuali) i problemi legati alle lunghissime attese per le visite mediche e gli interventi ospedalieri. Sollecitato da un articolo di stampa il manager della Asl di Chieti, Mario Maresca, espone il suo punto di vista circa il perché i problemi da sempre non vengono risolti.
«Il problema delle liste di attesa è una questione annosa e uniforme, o quasi, in tutta Italia. Si lavora, si lavora, ma le difficoltà nel risolverlo sono molteplici», dice Maresca che poi evidenzia le criticità principali che sono:
1) La richiesta abnorme di esami radiologici (in Italia sono otto volte superiori alla Germania).
2) L'impossibilità di utilizzare le apparecchiature per 24 ore al giorno, soprattutto per la carenza di personale tecnico.
3) Il 30% delle persone prenotate non si presenta, lasciando il medico in attesa passiva.
4) Oltre il 95% degli esami è negativo e ciò evidenzia un'eccessiva leggerezza nella richiesta di esami da parte di utenti e medici.
5) Vi è una carenza di informazione e di cultura. Gli esami non necessari possono essere pericolosi, tant'è che le statistiche parlano di una mortalità dall'esposizione ai raggi pari all'uno per mille.
6) Vi è un aumento di richieste per la curiosità di sottoporsi a diagnosi da nuove tecnologie per esami che si rivelano non necessari. La controprova è che, con l'arrivo di nuove apparecchiature, si verifica un'impennata delle richieste. Morale: l'offerta alimenta la domanda!
7) Vi è l'impossibilità di confrontare in tempo reale esami a distanza di tempo a causa delle carenze informatiche.
L'ospedale ideale deve consentire le prenotazioni on line, il pagamento telematico del ticket, deve avere reparti interamente informatizzati e abolire il cartaceo.

Ecco allora che la risoluzione potrebbe essere un percorso lungo e tortuoso.
«Noi alla Asl di Chieti», spiega Maresca, «stiamo facendo del nostro meglio puntando sulla riorganizzazione delle procedure interne; l'informatizzazione a rete che permetterà verifiche e controlli in tempo reale; il controllo di appropriatezza delle prestazioni; la formazione del personale; la forte collaborazione con i medici di medicina generale».
Eppure la situazione attuale nella Asl di Chieti è di sofferenza, secondo il manager, «per i gravissimi ritardi del passato», ma è anche «in forte evoluzione progettuale e realizzativa, malgrado i freni di un sistema che tarda, per età e timori, a sposare le nuove metodologie».
«Il cambiamento non lo si digerisce in pochi anni», è il parere di Maresca, «ma la pressione sul sistema è forte e darà i risultati attesi: qualche avvisaglia è già visibile. Entro il 2010 dobbiamo pertanto cambiare la cultura del sistema e, con una forte attività di formazione, avviare la nuova azienda ospedaliera».

NIENTE SOSPENSIVA PER IL RICORSO CONTRO L'APPALTO DI LAVANDERIA


Intanto la sezione staccata di Pescara del Tribunale amministrativo regionale dell'Abruzzo ha rigettato l'istanza di sospensiva – presentata dalla Hospital Service Srl – del provvedimento con il quale l'Azienda sanitaria locale di Chieti ha escluso tale società dalla gara per l'affidamento dei servizi di lavaggio e noleggio della biancheria. La Hospital Service aveva presentato un'offerta anomala, giudicata «nel suo complesso inaffidabile» dalla commissione aggiudicatrice. Per la dodicesima volta in due anni – tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato – i giudici amministrativi hanno respinto le pretese di tale ditta, che aveva gestito in precedenza l'attività, muovendo una serie di rivendicazioni e contestazioni riferite sia alla vecchia gara sia alla nuova.
Il servizio di lavanolo prosegue, senza interruzione dal momento dell'affidamento, con il nuovo gestore, la Servizi Ospedalieri Spa che si è regolarmente aggiudicata l'appalto.

25/03/2008 13.59