E Chieti ripiomba nell'incubo delle tangenti: un "sistema" anche qui?

Alessandro Biancardi

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E Chieti ripiomba nell'incubo delle tangenti: un "sistema" anche qui?
CHIETI. Erano gli anni '90 e come nel resto d'Italia anche Chieti cadde nell'incubo delle tangenti con un ciclone giudiziario che fece scalpore. Poi il tempo ha fatto dimenticare quanto accaduto un decennio fa. Fino a giovedì scorso quando una dipendente comunale è stata arrestata in flagranza di reato con una tangente appena incassata.
La dipendente arrestata è Filomena Pellegrino, ufficio commercio: per le licenze chiedeva ed otteneva, secondo la ricostruzione della questura di Chieti, tangenti da 4mila euro.
Il difensore della donna ha fatto sapere che già oggi presenterà istanza al tribunale della libertà per revocare gli arresti (la donna è nella sezione femminile del carcere della città).
Nel frattempo le indagini continuano e cercano di verificare se il fatto accertato non sia solo la punta di un iceberg e di un sistema che, come accertato altrove, anche nella tranquilla Chieti sia potuto proliferare, magari anche più tranquillamente.
Secondo gli inquirenti ci sarebbero già alcuni elementi giudicati importanti che possano far pensare a numerose tangenti versate in passato da altri commercianti concussi.
Ed è chiaro che in questa fase sarà molto importante il senso civico dei teatini che dovranno fare sfoggio di senso di responsabilità e cooperare con gli inquirenti affinchè il sistema venga debellato e sconfitto e non si possa continuare a vessare la categoria dei commercianti già in difficoltà.
Non si escludono sviluppi anche clamorosi nei prossimi giorni ed anche oggi il capo della mobile di Chieti, Paolo Monnanni, ascolterà altre persone mentre il clima ritorna rovente e teso in città.

L'ARRESTO

L'hanno bloccata in Comune con addosso mille euro in banconote da cinquanta (in precedenza
fotocopiate dalla polizia), tranche di una "mazzetta" di cinquemila euro richiesta a un commerciante di Chieti per rilasciare una licenza per l'apertura di un bar.
Filomena Pellegrino, 55 anni di Chieti, dipendente dell'ufficio commercio del Comune di Chieti, ha passato la Pasqua in carcere con l'accusa di concussione.
La donna e' stata arrestata giovedì in flagranza dagli agenti della squadra mobile di Chieti, diretti dal dottor Paolo Monnanni, a conclusione di una indagine avviata circa un mese e mezzo fa che ha preso il via da una segnalazione pervenuta alla questura proprio dall'amministrazione comunale.
Parte della tangente, ovvero duemila euro, era già stata versata. Quella di giovedì era la seconda tranche. Alla presunta vittima, e' stato spiegato da Monnanni, la Pellegrini aveva fatto uno sconto di mille euro per cui la somma da pagare sarebbe stata di quattromila euro.
La trappola e' scattata al termine di un minuzioso lavoro di indagine e di numerosi appostamenti. Nel corso della perquisizione, sono stati trovati addosso alla donna i soldi appena consegnati dalla vittima. Gli agenti hanno poi posto i sigilli all'ufficio nel quale la Pellegrini lavora.
Al momento non vi sono altri indagati.
Al vaglio degli inquirenti vi sono le licenze rilasciate negli ultimi due-tre anni.
«L'episodio dimostra due cose - ha commentato il questore di Chieti, Giuseppe Fiore - la fiducia e la stima tra le istituzioni visto che e' stata la stessa amministrazione comunale a segnalarci qualcosa di anomalo, ma anche che vi sono cittadini i quali preferiscono pagare piuttosto che rivolgersi alle forze dell'ordine».

Sulla vicenda sono intanto intervenuti il sindaco di Chieti, Francesco Ricci, e l'assessore agli affari legali, Valter De Cesare.
«L'amministrazione - si legge in una nota - ha disposto di concerto con i dirigenti dell'ente l'avvio di una inchiesta amministrativa interna per tutti gli accertamenti necessari sia con riferimento agli aspetti organizzativi che disciplinari collegati alla vicenda. L'amministrazione si riserva, ove lo sviluppo delle indagini dovesse comportare l'avvio del procedimento penale, la costituzione di parte civile a tutela della immagine dell'ente».
«L'amministrazione - ha detto Ricci - ha collaborato e continua a collaborare con la Giustizia affinché queste sacche di mala gestione amministrativa vengano definitivamente
Sradicate».

FORZA NUOVA:«NON E' CAMBIATO NULLA»

«Non è cambiato nulla. Dopo il caso tangentopoli che, negli anni '90, pose alla luce i mali sempre più progressivi di una Chieti agonizzante e soffocata dalla corruzione, dal clientelismo, dall'incompetenza, dall'arroganza, dalla prevaricazione e dalla mediocrità, è attuale la notizia, tuonante come non mai, dell'arresto di una dipendente comunale, colta in flagranza di reato nella riscossione di una tangente».
Sembra una nota durissima quella di Forza Nuova all'indomani del nuovo scandalo in città.
«Lo scandalo», dice la sezione teatina di Fn, «seppur placato dalla ormai abitudine alla quotidianità di tali notizie, soprattutto a livello nazionale, risulta ridondante per chi, come noi, da tempo si batte e denuncia le ormai implacabili vicende di clientelismo, di una politica corrotta e di un'amministrazione, soprattutto a livello comunale, malsana, fin troppo deteriorata, che ha abdicato alla assoluta, totale truffa, alla prevaricazione che l'intero sistema esercita sul cittadino».
Molto critica appare Fn sulle «rassicuranti parole» dell'amministrazione comunale Ricci.
25/03/2008 10.00