Appalti, 10 rinvii a giudizio per l'inchiesta di Roccaraso. La verità di Desiati

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Dieci persone rinviate a giudizio e una sola prosciolta: è l'esito dell'udienza preliminare su uno dei filoni dell'inchiesta sugli appalti sospetti di Roccaraso che si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri nel tribunale di Sulmona. DESIATI:«VICENDA INCREDIBILE CHE FERISCE LA MIA DIGNITA’. NON SI PROCEDERA’ PER LA CONCUSSIONE»

La decisione è del giudice Massimo De Cesare che ha fissato al prossimo 26 giugno la prima udienza del processo.
Adesso i dieci imputati dovranno ricostruire in tribunale tutta la vicenda.
La vicenda si trascina dietro anche la tragedia del sindaco Camillo Valentino, morto suicida in carcere pochi giorni dopo l'arresto.
Le accuse alle quali dovranno rispondere i 10 rinviati a giudizio vanno dalla concessione di nulla osta illegali da parte funzionari della Regione per il rilascio da parte del Comune di Roccaraso di permessi per la realizzazione di un deposito di oli minerali, all'approvazione di delibere
senza i necessari elaborati tecnici per l' adeguamento del comprensorio sciistico Roccaraso-Rivisondoli (interventi legati al maxi progetto della Ski world cup) e alla elaborazione di
false perizie per abbattere il valore di alcuni terreni comunali.
Gli imputati sono l'ex sindaco di Rivisondoli, Nunzio De Capite ; l'ex assessore regionale all'ambiente e al turismo Massimo Desiati (An); il responsabile dell'ufficio tecnico comunale di Roccaraso, Nicolino D'Amico ; l'ex assessore al bilancio di Roccaraso, Gisella Valentini ; il consulente della Regione e collaboratore di Desiati, Massimo Santini ; il presidente del comitato beni ambientali della Regione, Aldo Marra , e il componente del comitato Antonio Sorgi ; il costruttore Enrico Ricci ; l'ex vicesindaco di Roccaraso Giuseppe Di Virgilio e l' architetto sulmonese Rocco Malcangio.
E' stato invece prosciolto dalle accuse il funzionario della direzione urbanistica e Beni ambientali della Regione Abruzzo, Pierluigi Caputi.
L'ex assessore regionale Desiati rinviato a giudizio per corruzione è stato prosciolto invece dall'accusa di concussione: lo si accusava aver aver indotto Valentini a promettere indebitamente 500 milioni per la campagna elettorale.

20/03/2008 10.02

DESIATI:«VICENDA INCREDIBILE CHE FERISCE LA MIA DIGNITA'. NON SI PROCEDERA' PER LA CONCUSSIONE»

La definisce «incredibile», l'ex assessore regionale, Massimo Desiati, la vicenda giudiziaria che sta per aprirsi (processualmente parlando). Dpo la chiusura delle indagini infatti le prove dovranno prodursi nel contraddittorio processuale e stabilire la “verità”.
«E una vicenda che ferisce la mia dignità», dice a PrimaDaNoi.it, «in questa occasione ribadisco con forza la mia completa estraneità ai fatti e certo non mi nascondo come un topo. Devo mettere in risalto quanto la notizia, così come lanciata dalla carta stampata abruzzese, non rappresenti l'esauriente narrazione della decisione del Gup di Sulmona».
Poi Desiati spiega che è «sono soddisfatto del suo pronunciamento».
«Infatti», continua, «è stato dichiarato “il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto” per l'ipotesi di concussione. C'è da sottolineare, inoltre, che il giudizio per l'ipotesi di concorso in corruzione si trova in una fase del tutto preliminare, vale a dire che, finalmente, nel Giugno prossimo, potrà partire (dopo 6 anni di indagini) il processo».
Le ipotesi di reato erano due: la concussione ed il concorso in corruzione. Per il primo, quello più grave per un pubblico amministratore, il giudice ha verificato che non potessero sussistere sospetti in ordine all'ipotesi di una promessa di dazione di denaro.
«Questa importantissima decisione di proscioglimento del GUP», aggiunge amareggiato Desiati, «è stata, dai giornali locali, appena accennata senza, oltretutto, circostanziarne alcun aspetto. Evidentemente si è ritenuto non ci fosse notizia. Al contrario, grande risalto, è stato conferito al rinvio a giudizio per un concorso in corruzione. Qui dovrei entrare nel merito ma mi rendo conto che sarebbero tante le cose da dire».
L'ex amministratore ha ribadito di aver fatto esclusivamente il proprio dovere e tutte le azioni «compiute per il buon fine della manifestazione».
«E' per questo che giudico incredibile la vicenda, sono tranquillo e mi auguro possa iniziare presto il processo», ha concluso Desiati, «per il resto sono solo indignato».

20/03/2008 12.14