Inchiesta su politica e urbanistica: meglio una pausa elettorale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nel trambusto della diatriba elettorale è di colpo sparita l'ombra che ha aleggiato per diversi mesi sul Comune di Pescara: l'inchiesta sull'urbanistica e sulle tangenti. Complice anche la pausa elettorale imposta dalla procura di Pescara che -già da oltre quattro settimane- avrebbe di fatto congelato i faldoni relativi a quella che sembrava essere una inchiesta dirompente.
Forse il superlavoro dovuto all'altra grande inchiesta sulla sanità che ha portato uno spiegamento di forze non indifferenti e che ha visto coinvolta anche la giunta regionale.
Alcuni pubblici ministeri, infatti, sono gli stessi e nell'imminenza dei sequestri di documenti sono stati dirottati su queste nuove emergenze.
Di fatto però l'indagine pescarese è relegata in secondo piano.
Eppure in questa indagine sono stati sequestrati praticamente tutti gli accordi di programma stipulati dal 2003 alla 2007, si parla di oltre 30 indagati, forse anche 40, tra cui il primo cittadino, Luciano D'Alfonso, per reati di corruzione, abuso d'ufficio, illecito finanziamento ai partiti.
Secondo alcune fonti sarebbero già state raccolte numerose prove definite «pesanti» volte a ricostruire gli intricati rapporti tra il mondo economico, soprattutto quello legato all'edilizia, il mondo politico ma non solo.
Molti fatti ricostruiti dagli inquirenti avrebbero delineato alcuni centri di potere che potrebbero aver agito in maniera illecita favorendo alcuni a discapito di altri.
Una prima imponente mole di documentazione è al momento al vaglio del pool di magistrati che dovrebbero in qualche modo esprimersi sul da farsi e su come eventualmente procedere nelle indagini.
Il punto di tensione più alto è stato toccato negli ultimi giorni del 2007 quando fu consegnato l'avviso di garanzia al primo cittadino che in una conferenza stampa precisò che non aveva nulla di cui temere riassumendo il concetto con «non c'è trippa per gatti».
Poi lo stesso D'Alfonso chiese ed ottenne in tempi rapidissimi di essere ascoltato dai magistrati, i quali optarono poi di interrogarlo.
La deposizione e il successivo interrogatorio è tutt'ora secretato per dar modo agli inquirenti di valutare meglio gli elementi forniti dal sindaco.
Cosa succederà è impossibile dirlo, di sicuro avverrà dopo le consultazioni elettorali del 13 e 14 aprile per non turbare ed interferire con la campagna elettorale.

LE TAPPE DELL'INCHIESTA

-Verso la fine di maggio la squadra mobile irrompe negli uffici urbanistici del Comune e sequestra tutti gli accordi di programma stipulati con privati;
- una o più denunce riguardanti le gare pubbliche di appalto sull'area di risulta vengono incorporate nel maxi procedimento principale;
- la mole di documenti è tale e tanta che un solo pm non basta; viene formato il pool di magistrati che opera congiuntamente e per argomenti;
- trapelano intercettazioni telefoniche riguardanti l'imprenditore Primavera e l'ex assessore Licio Di Biase. Tra le altre cose parlano di un contributo per la pubblicazione di un libro di Di Biase;
- trapela anche la questione relativa ad un fondaco utilizzato dal sindaco D'Alfonso e quella relativa alla sede elettorale di Piazza Unione tuttora nelle disposizioni del primo cittadino;
- si parla di vicende, sembrerebbe affatto connesse alle indagini, relative all'ex arcivescovo Cuccarese e la sua fondazione, poiché firmatario di un accordo di programma per una ipotetica speculazione edilizia;
- nel frattempo continuano le indagini su Montesilvano (Ciclone) che guarda caso riguardano proprio l'urbanistica e ipotetiche mazzette (ma gli inquirenti hanno sempre smentito sovrapposizioni o similitudini);
- la polizia sequestra documenti anche nel Comune di San Giovanni Teatino nell'ambito della medesima indagine;
- sono circa una quindicina gli imprenditori che hanno subito perquisizioni e che si presumono indagati;
- Non ci sono conferme sugli indagati totali ma si ipotizza un numero elevato che possa essere vicino ai 40;
- alla fine di novembre il capo della Mobile Nicola Zupo trasferisce ai pm la sua relazione sulle indagini di circa un anno, relazione si dice di circa mille pagine;
- dentro vi si trova la ricostruzione e gli elementi di prova di moltissimi fatti contestati, reati come corruzione (mazzette), speculazioni edilizie in violazione di norme, favoritismi, concorsi e appalti che si presumono "inquinati". Insomma, una serie di ipotesi di reato che racconterebbero una parte importante della vita amministrativa di D'Alfonso e della sua giunta;
- ovviamente nella relazione figurano una serie spropositata di intercettazioni: discorsi, ammissioni, frasi in codice, accordi, sfuriate, qualche insulto;
- Altri riscontri deriverebbero anche da pedinamenti e testimonianze;
- Moltissime voci nelle ultime settimane del 2007 hanno destabilizzato il clima a Pescara, voci sulla procura, voci sulla amministrazione e le sue ipotetiche malefatte. Voci probabilmente fatte circolare ad arte. Ma per raggiungere quale scopo?
- E' un altro fatto che per moltissimo tempo moltissimi dipendenti e dirigenti siano stati sul chi vive
- Dopo l'audizione del sindaco in procura l'attenzione è scesa e l'attività investigativa apparentemente rallentata. Addirittura si parlerebbe di "pausa elettorale".
20/03/2008 16.24

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