Abuso d'ufficio in Comune, tutti assolti a Castel di Sangro

Alessandro Biancardi

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CASTEL DI SANGRO. Erano finiti sotto processo per abuso d'ufficio per aver affidato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti senza gara d'appalto ma il tribunale di Sulmona li ha assolti.
Due infatti erano i capi d'imputazione: il primo relativo alla delibera approvata in consiglio comunale e l'altro per la delibera di giunta entrambe relative all'affidamento del servizio di smaltimento di rifiuti a una società controllata dal Comune.
Si tratta di 9 consiglieri comunali di maggioranza del Comune di Castel di Sangro più l'ex sindaco di Castel di Sangro oltre a un tecnico comunale perché il fatto non sussiste e perché il fatto non costituisce reato.
Alfredo Romano, Roberto Uzzeo, Antonio Calabrese, Antonio Marchionna, Renato Rosati, Paolo Sammarone, Maurizio Zaccardi, Roberto Fiocca (ex sindaco), Umberto Murolo (attuale sindaco), Claudio Buzzelli e Angelo Di Felice (dirigente del comune).
La vicenda giudiziaria è scaturita dal ricorso di un'azienda dell'Alto sangro che opera nel settore dei rifiuti che, ritenendo di aver proposto un'offerta più vantaggiosa rispetto a quella del Cavpas (ora Saca), partecipata dal Comune, dopo aver perso l'appalto decise di rivolgersi alla magistratura.
Anche l'allora gruppo di minoranza "Nuova Stagione" si oppose all'affidamento "in house" trasmettendo le due delibere all'osservazione del Coreco.
I consiglieri di minoranza
contestavano l'affidabilità e l' esperienza del consorzio a cui era stato conferito il servizio, tant'é che poi venne subappaltato alla Undis, azienda controllata dal Cavpas.
Oggi i giudici, assolvendo gli amministratori sangrini, hanno ritenuto che nel loro comportamento non ci sia stato alcun abuso.

17/03/2008 9.56