Università, 19 indagati, «presentarono documenti falsi»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Si è conclusa con 19 denunce l'inchiesta che il Nas di Pescara aveva avviato nell'agosto del 2006 sui partecipanti al bando di riconversione creditizia per la laurea in Fisioterapia, nell'anno accademico 2005/2006, indetto dall'Università degli Studi di Chieti. SCOPERTI IN REGIONE 10 FALSI MEDICI
Iscrizioni all'università D'Annunzio e crediti formativi ottenuti grazie a documentazioni che sono poi risultate false.
A pagarne le spese saranno 19 persone iscritte nel registro degli indagati che di fatto hanno tratto in inganno lo stesso Ateneo.
Acquisendo crediti formativi laurearsi diventava un po' più facile:
meno corsi da seguire e soprattutto meno esami da sostenere. Ma gli inquirenti hanno scoperto il "trucchetto".
Nel corso delle indagini sono stati 38 i provvedimenti di perquisizione e sequestro, sia presso le abitazioni degli indagati, sia presso l'Università di Chieti.
Le indagini del nucleo pescarese erano finalizzate al rinvenimento della falsa documentazione prodotta dagli interessasti per l'iscrizione al corso di laurea e pare che sia stato trovato abbastanza materiale per confermare l'ipotesi accusatoria.
Gli indagati, denunciati alla Procura della Repubblica, dovranno adesso rispondere di falso ideologico e falso materiale, nonchè a provvedimenti di sospensione adottati dall'Ateneo.
Insomma, chi ha cercato scorciatoie illegali è meglio che resti fuori.
Le indagini hanno riguardato, in particolare, l'analisi dei documenti presentati dai partecipanti al bando, circa 2000, attestanti il possesso dei titoli professionali abilitanti l'esercizio dell'attività sanitaria di Massofisioterapista e Tecnico della Riabilitazione, propedeutici alla partecipazione al bando.
All'indagine ha collaborato la stessa Università teatina che, con la segreteria degli studenti, ha fornito un prezioso supporto agli investigatori.

14/03/2008 13.59

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SCOPERTI IN REGIONE 10 FALSI MEDICI

ABRUZZO. Sono 10 le persone denunciate dal Nas di Pescara per esercizio abusivo della professione sanitaria.
Si tratta di 4 persone che operavano nell'ambito sanitario a L'Aquila,
2 a Pescara, 3 a Chieti e 1 a Teramo.
Insomma, in tutta la regione nessuna delle quattro province ne è uscita pulita.
Gli accertamenti del carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità, sono iniziate nel settembre del 2007 e sono terminate lo scorso febbraio.
Le persone identificate svolgevano abusivamente la professione sanitaria presso strutture ricettive per anziani, studi odontoiatrici e laboratori d'analisi.
Insomma non erano medici ma nessuno lo sapeva.
Fino a quando non è arrivato il nucleo dei Carabinieri e ha interrotto il loro lavoro.
La pena per chi esercita abusivamente una professione è la reclusione fino a sei mesi o una multa da euro 103 a euro 516.


14/03/2008 13.59