Piano sanitario. E intanto la Asl Lanciano-Vasto cerca casa

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Spazi insufficienti, inadeguati rispetto alla mole di attività che sono state messe in campo, che lo diventeranno ancor più in vista della fusione con Chieti. Diventa quindi una necessità per la Asl Lanciano-Vasto cercare una nuova sede.
«Ho chiesto al sindaco di Lanciano di aiutarci a individuare soluzioni idonee per dare ai nostri uffici una sede più adeguata, considerata la redazione in corso del nuovo piano regolatore – annuncia il manager Michele Caporossi - perché i locali occupati attualmente dalla direzione aziendale non sono più sufficienti, oltre a limitare fortemente ogni progetto di adeguamento; tutto questo senza trascurare la nota dolente della carenza di parcheggi, che specie in questi giorni è tornata di stretta attualità».
A questo che rappresenta un problema già esistente, si aggiunge il fatto che l'Asl si deve preparare alla fusione con Chieti: «non posso che dare per scontato che la sede della futura azienda sarà Lanciano», aggiunge Caporossi, «per la sua posizione baricentrica rispetto all'estensione di un territorio che per tre quarti è geograficamente distante dal capoluogo. Possiamo mai pensare che comuni come Pizzoferrato, Castiglione, Schiavi facciano riferimento a una sede come Chieti che dista 130 chilometri?»
Il manager chiede quindi di preparare le cose per tempo e dotarsi di una sede adeguata, in grado di accogliere più uffici, più personale e una serie di attività chiaramente maggiore, visto che aree e servizi di competenza non saranno più gli stessi.
«La mia è una valutazione squisitamente tecnica, non politica – aggiunge il direttore Generale -, ma proprio da questo punto di vista credo di esprimere una posizione oggettiva ed equilibrata, che interpreta peraltro in modo corretto la filosofia del Piano sanitario appena approvato, che declina servizi e assistenza in termini di territorio e di decentramento».
07/03/2008 9.34