Sequestrata area vicino cementificio. Due avvisi di garanzia per vertici Lafarge

Alessandro Biancardi

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Sequestrata area vicino cementificio. Due avvisi di garanzia per vertici Lafarge
PESCARA. Una discarica a cielo aperto di materiali industriali è stata sequestrata questa mattina dalla forestale di Pescara. Due gli avvisi di garanzia inviati alla dirigenza della Lafarge. Il provvedimento sanzionatorio è un sequestro preventivo. LAFARGE:«MATERIALE NON PERICOLOSO. SIAMO IN ATTESA DI AUTORIZZAZIONE PER I LAVORI»
L'area, attigua al cementificio tra l'asse attrezzato e il fiume Pescara, sarebbe di proprietà della Lafarge Adriasebina e veniva utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti.
Ha firmato l'ordinanza di sequestro il gip Guido Campli della Procura di Pescara su richiesta del pm Belleli.
Il sequestro è scattato perchè il materiale veniva tenuto su quest'area a dispetto delle prescrizioni previste nell'autorizzazione rilasciata dalla Regione.
Già nel 2007 la zona sarebbe dovuta essere messa a norma e i rifiuti stoccati sotto apposita pavimentazione.
Ma questo non è avvenuto e stamattina, inevitabilmente, sono arrivati i sigilli.
Nella discarica c'era un po' di tutto da pneumatici triturati a scaglie di laminazione che venivano trasformati in combustibile per alimentare l'altoforno del cementificio.
Questa, tra l'altro, e' un'area dove c'e' il rischio di esondazione del fiume Pescara. Nel caso in cui il corso del fiume si fosse alzato questi rifiuti sarebbero sicuramente finiti in mare.
Nel corso dei controlli, durati un anno ed effettuati in collaborazione con l'Arta, sarebbe emerso anche l'immissione di fumi (tra i quali ossido di azoto) nell'atmosfera superiori al limite consentito.
A due dirigenti dello stabilimento sono stati recapitati gli avvisi di garanzia.

06/03/2008 14.27


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IL CEMENTIFICIO CROCE (DEI CITTADINI) E DELIZIA (DEL COMUNE)

Quello di oggi e' il secondo sequestro effettuato nei confronti del cementificio dal Corpo forestale dello Stato.
Ma sullo stabilimento che si trova nel tessuto urbano della città è ormai da anni una continua lotta. I residenti della zona chiedono da tanto la delocalizzazione dello stabilimento.
Il Comune, che sembrava intenzionato a cedere, ha di fatto rinnovato la stima e la fiducia alla Lafarge e chiarito che il cementificio resterà lì dov'è. In compenso la proprietà si è offerta di di riverniciare il complesso industriale con una colorazione che «ne abbatta l'impatto visivo e lo renda compatibile esteticamente con il contesto urbano». Il sequestro di oggi, comunque, conferma seppur in minima parte le preoccupazioni dei pescaresi, ovvero che ci potrebbe essere nella zona una concentrazione di fumi superiore al limite consentito.

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LEGAMBIENTE:«DELOCALIZZARE»

«La vicenda», commenta Angelo Di Matteo, di Legambinete Abruzzo, «evidenzia ancora una volta come in Abruzzo, nonostante gli sforzi messi in campo dalla Regione in termini di pianificazione, si continui spesso ad agire nel campo ambientale in maniera non corretta e al di fuori delle norme. Il sequestro dell'area ripropone all'attenzione dell'opinione pubblica la ultradecennale discussione sulla necessità di delocalizzare l'impianto».
L'associazione poi ripropone l'invito all'Amministrazione Comunale ed alla Proprietà di trovare al più presto, «anche in considerazione delle criticità evidenziate, un accordo affinché, il cementificio trovi una localizzazione più idonea al di fuori del contesto urbano».

06/03/2008 16.26

TESTA:«SI FACCIA CHIAREZZA SU LAFARGE»

«Senza voler entrare nel merito delle questioni di competenza della magistratura, non può lasciare indifferenti il fatto che la Lafarge Adriasebina sia stata oggetto di ben due sequestri. Mi corre l'obbligo, dopo i sigilli odierni, chiedere che sia fatta massima chiarezza su questa vicenda, in tempi rapidissimi, mettendo in evidenza le responsabilità di ognuno». E' la posizione di Forza Italia attraverso le parole di Guerino Testa.
«Non si capisce, poi», aggiunge Testa, «perché si continui a tacere sulla delocalizzazione di questo sito, sollecitata da più parti. E' arrivato il momento di uscire allo scoperto, di avviare una discussione all'insegna della chiarezza sulla Lafarge, magari con la collaborazione di esperti e tecnici. Il sindaco D'Alfonso, che sembra avere ottimi rapporti con questa società, non dovrebbe avere difficoltà a convocare un tavolo di lavoro per dare il via ad un dibattito che serva in primo luogo a rassicurare i Pescaresi».

06/03/2008 17.16

LAFARGE:«MATERIALE NON PERICOLOSO. SIAMO IN ATTESA DI AUTORIZZAZIONE PER I LAVORI»

Lafarge precisa in una nota che il provvedimento è relativo «ad alcuni metri cubi di materiali utilizzati nel processo produttivo e qualificati rifiuti non pericolosi».
Secondo la ditta francese «diversamente da alcune notizie apparse in queste ore sulla stampa, non si tratta di discarica a cielo aperto, ma di attività di stoccaggio ed utilizzo di materiali non pericolosi regolarmente previsti dalle autorizzazioni e la cui legittimità di utilizzo non è assolutamente in discussione; in particolare si tratta di allumina, pneumatici, cdr (residui di imballaggi di plastica, carta e legno) e scaglie di laminazione».
Le contestazioni si riferirebbero in particolare alla «mancata realizzazione di alcune opere edili» per cui l'azienda, nonostante i numerosi solleciti nel corso di oltre un anno a tutte le autorità coinvolte, «non ha ancora ricevuto i relativi permessi a costruire».
Circostanza di cui la Regione e tutti gli organi di controllo sarebbero tempo a conoscenza per iniziativa della stessa azienda.
Per i lavori di messa in sicurezza sarebbe già stato stanziato il budget.
«Per quanto concerne le emissioni di Nox», spiega Lafarge, «confermiamo che l'azienda ha sempre rispettato i limiti imposti di legge e quanto riferito ha riguardato esclusivamente ad un episodio isolato accaduto il 24 aprile del 2007 e di cui tutte le autorità competenti erano già a conoscenza a seguito della comunicazione effettuata dalla stessa azienda sin dallo scorso aprile secondo i termini di legge. Si è trattato di un supero giornaliero di 19 mg/Nm3 a fronte di un limite di 800 mg/Nm3 imposto dalla legge su cui l'azienda è immediatamente intervenuta ripristinando la normalità e la piena efficienza impiantistica».
L'azienda si dice convinta che il provvedimento odierno e le relative indagini in corso potranno chiarire i fatti ed evidenziare la sua estraneità.

06/03/2008 18.46

PESCARA IN COMUNE:«BASTA CON LA POLITICA DEL FALLIMENTO»

«Non è più possibile continuare a bruciare pet-coke, a incenerire rifiuti (grazie alla Regione Abruzzo) in mezzo a una città di 120 mila abitanti! Non è questo il futuro che vogliamo».
E' il commento della lista civica Pescara in Comune degli amici di Beppe Grillo.
«E' ora che la politica delle parole passi ai fatti, e si adoperi affinché entro pochi anni venga attuata la delocalizzazione dell'impianto, incompatibile con tutto il tessuto urbano pescarese, e non solo con il quartiere adiacente. E' impensabile che il Comune prenda soldi dalla Lafarge per finanziare i propri progetti, allunghi la concessione di altri 15 anni e contemporaneamente il Consiglio comunale voti per la sua delocalizzazione: delle due l'una. Siamo stanchi di questa politica, fatta solo di belle (ma vuote) parole: nel nostro programma elettorale la delocalizzazione del cementificio è una priorità su cui la futura consigliatura e il futuro sindaco dovranno lavorare da subito».
La lista civica poi critica anche un incontro sull'attività di “Attiva” «dal vago sapore di spot elettorale per il sindaco D'Alfonso».
«Anche in questo caso i fallimenti della politica sono macroscopici: come si fa a decantare come un successo l'aver portato la raccolta differenziata al 14% in 5 anni di legislatura? 5 anni sono sufficienti per portarla al 70%! E poi se in due anni (dal 2006 al 2008) per stessa ammissione di Attiva e del Comune la raccolta differenziata è cresciuta del 7% (dal 7% al 14%), com'è possibile che in 3 anni e mezzo, ovvero entro il 2011, la raccolta differenziata cresca fino al 60%, ovvero a un ritmo di quasi 20% l'anno?».

07/03/2008 7.33