Arbitatro Enel, il Comune: «noi non paghiamo. Andiamo in tribunale»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Per il Comune di Pescara l'Enel Gas non ha nessun diritto di avere 18 milioni di euro. Per il momento l'amministrazione comunale sembra intenzionata a non pagare e aspetterà la decisione di un giudice ordinario che in questo caso costituisce l’ulteriore grado di giudizio. Così il Comune rimane sulla posizione dell’invalidità dell’arbitrato. ENEL GAS VINCE L'ARBITRATO 
Nei giorni scorsi c'era stata la sentenza definitiva dell'arbitrato (collegio giudicante non giurisdizionale) che aveva dato ragione all'Enel Gas e imposto al Comune di pagare 18 milioni di euro a fronte della consegna all'amministrazione comunale dell'impianto di distribuzione gas di Enel Rete Gas, avvenuta nel marzo 2006.
Il Comune però non sembra intenzionato a cacciare un euro e ieri mattina l'assessore al Bilancio Camillo D'Angelo ha spiegato nuovamente la posizione dell'amministrazione chiarendo anche i motivi per cui non pagherà.
«Ricorreremo a tutti i livelli di giudizio per chiudere a nostro favore la vicenda», ha detto l'assessore "scortato" dall'avvocato Paola Di Marco.
I due hanno messo in evidenza, tra l'altro, che l'arbitrato «non è una sentenza ne' un arbitrato rituale, ma un lodo irrituale e non costituisce titolo esecutivo nei confronti dell'amministrazione».
Se questo è vero lo è anche il fatto che il Comune ha accettato di sottoporsi all'inizio al giudizio del collegio arbitrale che deve essere accettato dalle parti per evitare di ricorrere al giudice ordinario.
«La stima industriale del valore residuo delle reti ammonta a 8.228.297,52 euro che il Comune ha già versato nelle casse di Enel Rete Gas», ha spiegato D'Angelo.
La concessione del gas dal 1946 è stata sempre prorogata a trattativa privata e per contratto la scadenza era fissata al 31-12-2005.
In base a questi contratti, il servizio è stato gestito dalla Camuzzi - Enel Rete Gas (ERG) «sempre in regime di monopolio», ha ricordato D'Angelo, «e mai il Comune si era riservato una qualsiasi forma di appannaggio sulla redditività del servizio, neanche quando consentì alla Camuzzi di accedere ai finanziamenti pubblici in conto capitale previsti dalla L. 784/80 per la costruzione degli impianti».
Un anno prima della scadenza del rapporto contrattuale, il Comune aveva l'obbligo di avviare la procedura per Riscattare gli impianti e affidare in gara ad evidenza pubblica l'attività di distribuzione del gas».
Così è stato e dal quel momento sono cominciati i guai.

IL CONTENZIOSO

A scadenza del contratto l'Enel si è rivolta al Tar di Pescara e al Consiglio perché si era opposto alla decisione del Comune di volersi riappropriare della rete. Ma in entrambi i gradi di giudizio l'Ente ha visto riconosciuta pienamente legittima la propria pretesa.

2 STIME DIVERSE

Secondo la valutazione del Comune di Pescara il valore della rete realizzato ex novo è di 43.582.556,42 per la Erg di 73.387.000,00. «Di conseguenza», ha spiegato D'Angelo, «il valore residuo degli impianti è valutato dal Comune in euro 22.666.942,83 a fronte di una richiesta Erg di 37.699.000,00».
Sul valore residuo degli impianti il Comune effettua ulteriori detrazioni dovute ai contributi pubblici ottenuti negli anni da Erg («che non ha mai versato alcun canone») per la costruzione di ampliamenti della rete e che vanno quantificati in euro 9.937.058,63, nonché detrazioni per i contributi pagati dai cittadini per gli allacci (che dal nuovo gestore sono assicurati gratuitamente) e che ammontano a euro 3.232.012,30.

GLI ATTACCHI DI ALBORE MASCIA (AN)

Il candidato sindaco del Popolo delle Libertà non si lascia sfuggire la succulenta possibilità di attaccare il Comune e accusa: «la città dovrà pagare all'Enel Gas 20 milioni di euro: è questa la pesante, assurda eredità che il sindaco D'Alfonso lascerà ai cittadini per colpa di una gestione sprovveduta e spregiudicata dell'Ente pubblico».
Mascia parla di una «eredità che condizionerà qualunque altra amministrazione si insedierà al suo posto per i prossimi anni, bloccando il bilancio».
«Quando il sindaco uscente – ha ricordato il candidato Albore Mascia – ha messo in piedi l'operazione finanziaria per togliere la gestione della rete del gas all'Enel e aprire un bando di gara per individuare un nuovo gestore, lo avevamo avvisato dei rischi che le casse comunali stavano correndo. E di nuovo lo avevamo avvisato delle conseguenze economiche quando Enel Gas ha annunciato di voler ricorrere all'arbitrato. La giunta ha bollato come 'ridicole' le nostre affermazioni. Oggi, per l'ennesima volta, ci tocca ripetere 'lo avevamo detto', ma stavolta a pagare, di tasca loro, saranno tutti i pescaresi che dovranno sborsare quei 20 milioni di euro».

06/03/2008 9.03