Anche il difensore civico contro l'antenna Tim

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Anche il difensore civico chiede al Comune di Lanciano di spostare l'antenna di telefonia in contrada villa Andreoli quanto prima La protesta è partita nel settembre del 2007 quando l'associazione Altares ha chiesto al Comune di sapere se la installazione dell'antenna di telefonia mobile in C.da Villa Andreoli fosse provvisoria o definitiva.


LANCIANO. Anche il difensore civico chiede al Comune di Lanciano di spostare l'antenna di telefonia in contrada villa Andreoli quanto prima

La protesta è partita nel settembre del 2007 quando l'associazione Altares ha chiesto al Comune di sapere se la installazione dell'antenna di telefonia mobile in C.da Villa Andreoli fosse provvisoria o definitiva.Ad ottobre dello stesso anno il Comune di Lanciano ha risposto che era stata concessa alla Tim Italia un'area di proprietà comunale idonea alla delocalizzazione dell'impianto radio base per telefonia di Villa Andreoli.
Da quel momento, quindi, sarebbe dovuta partire la delocalizzazione ma i lavori non sono mai partiti. «A dicembre», ricorda oggi l'associazione, «abbiamo quindi chiesto all'amministrazione comunale di essere più precisa circa i tempi di delocalizzazione nel nuovo sito, che non possono essere indeterminati, visto che l'impianto risulta in funzione».
Il Comune non ha mai risposto «nonostante la nostra diffida del 4 Febbraio 2008, motivo per cui ci siamo rivolti al Difensore Civico Regionale».
E lo scorso 14 febbraio proprio il difensore civico ha intimato al Comune di Lanciano di «far avere ogni notizia utile, con particolare riferimento ai tempi tecnici necessari per la delocalizzazione dell'impianto». Adesso l'associazione attende che il Comune indichi una data entro la quale l'antenna di Villa Andreoli sarà delocalizzata: «non è possibile avere in funzione una antenna a pochi metri da un asilo nido e da una scuola elementare».
«La posizione assunta dal Difensore Civico Regionale dimostra la fondatezza delle nostre argomentazioni», ha commentato Franco Bomba del direttivo dell'associazione. «Come dicono leggi nazionali e regionali sono i Comuni che nei loro P.R.G. o nelle varianti al P.R.G. definiscono i siti tecnologici dove saranno localizzate o delocalizzate le antenne di telefonia mobile. Ad oggi», continua Bomba, «non vi è alcuna certezza sulla delocalizzazione, posto che l'amministrazione stia ancora valutando le condizioni tecniche ed economiche richieste dalla TIM. Motivazione alquanto debole che evidenzia una omissione ingiustificata di quelle regole di sollecitudine e correttezza dell'azione amministrativa dirette ad impedire generiche quanto molto spesso pretestuose giustificazioni ai ritardi».
01/03/2008 10.40