Sanatrix, sabato pomeriggio si deciderà il futuro della casa di cura

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Si conoscerà sabato alle 14 il destino della casa di cura Sanatrix dell'Aquila e dei 12 dipendenti dei reparti di dialisi e ginecologia che hanno gia' ricevuto le lettere di licenziamento.

Alla fine della settimana, infatti, l'imprenditore Enzo Angelini (titolare di Sanatrix), dovra' esprimersi sulla proposta di contratto in itinere che prevede l'acquisto della struttura (ramo d'azienda e immobili), da parte dell'imprenditore Enrico Vittorini, proprietario della casa di cura "Villa Letizia".
Questo e' quanto deciso oggi nel corso di un incontro convocato dall'assessore provinciale al lavoro, Ermanno Giorgi, su richiesta dell'Ugl, al quale hanno partecipato oltre ai due imprenditori il sindaco Massimo Cialente, il direttore generale della Asl, Roberto Marzetti, i rappresentanti sindacali di Ugl, Cgil, Cisl e Uil e una nutrita delegazione di lavoratori.
L'accordo complessivo, ha rivelato Vittorini, e' di 22 milioni di euro e comprende anche
l'acquisto dell'immobile dell'ex hotel Le Cannelle.
Vittorini ha insistito perche' si proceda alla stipula del contratto al piu' presto, in considerazione che il prossimo 4 marzo giungera' all'esame del Consiglio regionale il nuovo Piano sanitario.
Angelini, dal canto suo, ha detto di aver appreso della convocazione del tavolo per caso, non essendo stato invitato, e di aver ricevuto la proposta di contratto solo due
giorni fa.
Intanto Antonio Verini, capogruppo dei Liberlademocratici in Consiglio regionale, esprime le sue perplessità e la preoccupazione «per come si sta delineando l'assetto della sanità nelle aree interne. L'Aquila e Castel di Sangro stanno perdendo reparti, presidi, specialità, posti letto e funzionalità nei servizi. Lo stesso San Salvatore, fiore all'occhiello della sanità abruzzese, rischia di diventare un ospedaletto di provincia. Il Piano Sanitario Regionale contraddice in modo vistoso le premesse e le attese sul riequilibrio territoriale: la spesa media pro-capite per la sanità in provincia dell'Aquila è già nettamente inferiore alla media regionale, e si vuole ancora tagliare».
Verini ha già fatto sapere che non voterà un piano sanitario «fondato sulla logica dei tagli incrementali alla sanità aquilana. Il capoluogo ha già dato negli anni passati, accettando grandi sacrifici e tagli di spesa. Ora basta. Ora è l'ora dello sviluppo».


27/02/2008 17.00