La Fiba presenta ricorso al Tar contro il nuovo piano spiaggia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'ufficio legale di Fiba-Confesercenti, la più rappresentativa associazione di categoria delle imprese balneari, ha depositato questa mattina il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il Piano demaniale marittimo approvato dal Consiglio comunale di Pescara.
La scelta, voluta dalla base associativa, è stata dettata dalla necessità di «difendere le imprese balneari da un Piano demaniale marittimo che rende il litorale pescarese meno competitivo rispetto ad altre mete concorrenti», anche a causa di restrizioni e divieti che nulla hanno a che fare con la tutela del bene e della sua fruizione.
Nei giorni scorsi intanto sono continuati i sequestri di stabilimenti (la Lucciola) e di una veranda del ristorante Parco Florida.
I provvedimenti sono stati emessi nell'ambito della maxi inchiesta della procura di Pescara che sta indagando su presunti abusi edilizi commessi sul litorale da numerosi gestori di stabilimenti.
Il vertice di Fiba-Confesercenti proprio sui recenti sequestri (ma riferendosi anche a quello che ha riguardato a dicembre scorso anche lo stabilimento della famiglia De Cecco) ha detto «sono stati rilevati piccoli interventi senza aumenti di superfici e volumi, dopo diversi anni di attesa delle autorizzazioni. Interventi di necessità» dice il vertice di Fiba «determinati soprattutto dalla impossibilità di esercitare la propria attività a causa della forte erosione che per anni ha caratterizzato tale zona, dove da quasi un decennio la mancanza dell'arenile ha ridotto al minimo la fornitura del servizio delle attrezzature da spiaggia»: per integrare i mancati introiti dall'attività primaria, dunque, «e per evitare il fallimento si è potenziato il servizio di bar e ristorazione, presentando progetti rimasti bloccati fino ad allora a causa della mancata approvazione del piano spiaggia in vigore solo dal 28 dicembre scorse. Tra l'altro si tratta di opere sanabili in quanto rispettano il piano spiaggia e le normative urbanistiche nazionali».
Viene da chiedersi tuttavia «perché si arrivi ai sequestri per opere minime, a volte di scarsa importanza, come fioriere, porte, piccole modifiche interne, recinti di legno, pedane docce».
La Fiba Confesercenti «ha sempre condannato l'abusivismo ed espresso fiducia nelle indagini della magistratura, ma non ci piace poi che a rimetterci siano gli imprenditori che cercano solo di migliorare la fruibilità del servizio. Crediamo sia necessario che la città si interroghi su quanto stia avvenendo, perché a Pescara essere imprenditori del mare sta diventando una colpa, e questo non è tollerabile».
Intanto le indagini continuano dirette dal pm Aldo Aceto. Pochi giorni fa il procuratore della repubblica, Nicola Trifuoggi, aveva affermato:«non c'è alcuna guerra ai balneatori. Saranno punite le violazioni di legge».
In un recente dibattito tuttavia sono emerse difficoltà di interpretazione delle leggi vigenti in materia di concessioni edilizie in ambito di concessioni demaniali.

26/02/2008 11.44