Sospeso il progetto per il cementificio di Toto a Sulmona

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Primo stop al progetto di Toto sulla costruzione di un cementificio a Sulmona. Il tavolo tecnico della Conferenza dei servizi, convocata dalla Regione qualche giorno fa, ha sospeso l’esame della richiesta di autorizzazione per la ricerca mineraria sul sito indicato, ai piedi del Parco della Majella.
Alla base della decisione, un recente decreto ministeriale (D.L. 16 gennaio 2008, n° 4), che ha imposto la valutazione di impatto ambientale del progetto di ricerca.
Arriva dalla Conferenza dei Servizi il primo stop al progetto dell'imprenditore Carlo Toto di costruire un cementificio ai piedi del Parco della Majella.
Alla conferenza, svoltasi a Pescara presso la sede del settore “Attività Minerarie” della Regione, hanno partecipato i tecnici dei comuni interessati dal sito (Sulmona, Cansano e Pacentro), oltre ai responsabili regionali del settore.
Un tavolo tecnico convocato dalla Regione stessa per comunicare che non si può procedere all'esame della richiesta di autorizzazione (avanzata da Toto spa) per effettuare la ricerca mineraria sul sito indicato.
Una sospensione, dunque, a prendere qualsiasi decisione sulle operazioni estrattive di ricerca previste dal progetto, operazioni finalizzate a verificare se, nell'area tra Colle Macerre e Colle Scipione, ai piedi del Parco della Majella, si trovano minerali come bauxite e marna.
Vale a dire, i minerali giusti per realizzare un cementificio.
Tutto rimandato, invece, per Toto che incontra sulla sua strada un decreto guastafeste.
Il recente Decreto Legislativo del 16 gennaio 2008, n°4 (entrato in vigore il 29 gennaio scorso) ha imposto, infatti, un'interpretazione piuttosto larga sulla valutazione ambientale da applicare a «piani, programmi e progetti» che interferiscono con ambiente e salute umana.
Dunque, obbligatoria anche per le attività estrattive, finalizzate alla ricerca mineraria, alla procedura di valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente.
D'altronde, l'area in questione è gravata da usi civici e sottoposta a tutela paesaggistica, oltre ad avere un certo valore archeologico.

IL PROGETTO

Il progetto dell'imprenditore pescarese prevedeva non solo un cementificio, ma anche un centro manutenzione treni con annessa rete ferroviaria (per la futura RailOne).
Da molti considerata l'ennesima minaccia per la Majella, in una zona non lontana, poi, da quella in cui la Snam Rete Gas vorrebbe costruire la centrale a compressione.
É anche per questo che il comitato “No Snam” ha voluto prendere una posizione netta ed inviare (proprio il giorno prima della conferenza) una lettera a tutti i partecipanti, invitandoli «a desistere da qualsiasi iniziativa che comprometta il territorio» e a «richiedere la partecipazione dei cittadini nel processo decisionale di opere così importanti».
Una lettera che si aggiunge, peraltro, a quella inviata al Ministero dell'Ambiente sulla questione della centrale, nella quale si chiede di procedere alla valutazione di incidenza ambientale (e non solo di impatto) e a voler ottenere ancora una volta dalla Snam l'esatta definizione del sito di realizzazione dell'impianto.
«Una battaglia a doppio binario»- ci spiega Antonio Franciosa, tra i coordinatori del comitato- che, adesso, dopo incontri e dibattiti pubblici con i cittadini, vuole diventare più operativo e avere anche «una posizione chiara delle associazioni territoriali e soprattutto della politica», ancora una volta grande assente dei problemi della città.

Angela Di Giorgio 23/02/2008 9.27