Da Coop Adriatica "manovra" per arginare l'inflazione

Alessandro Biancardi

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Da Coop Adriatica "manovra" per arginare l'inflazione
ABRUZZO. Di fronte alle richieste di incremento medio dei listini alimentari del 6%, la Cooperativa si impegna a contenere gli aumenti dei prezzi sotto il 2% nei propri negozi, assicurando la massima convenienza sui prodotti della spesa di ogni giorno. Nel 2007 ancora in crescita le vendite, a 1.879 milioni, e i soci, divenuti 971.000. FEDERCONSUMATORI: «LATTE FRESCO AUMENTI FINO AL 12%»
Coop Adriatica è la seconda cooperativa del sistema Coop, e dispone di una rete di 13 ipercoop e 103 supermercati distribuiti in Emilia-Romagna,Veneto, Marche e Abruzzo.
Adesso l'intenzione è quella di arginare l'inflazione e tutelare il potere d'acquisto delle famiglie, contenendo entro il 2% i rincari sui prezzi alla vendita dei prodotti della spesa quotidiana e aumentando i benefici mutualistici a favore di quasi un milione di soci.
È questo l'impegno assunto da Coop Adriatica per il 2008, di fronte all'impennata subita negli ultimi mesi dai listini di pasta, pane, carne, latte e altri prodotti alimentari.
Raffreddare il caro-spesa attraverso una gestione sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale è l'obiettivo assunto con il Bilancio preventivo di sostenibilità 2008, lo strumento attraverso il quale la Cooperativa di consumatori definisce e rende pubblici e verificabili i propri impegni verso i soci, i lavoratori e le comunità nelle quali opera.
Il documento, insieme ai primi dati di preconsuntivo 2007, è stato presentato ieri a Bologna con una conferenza stampa dal presidente Gilberto Coffari, dalla vicepresidente e direttore commerciale Tiziana Primori e dal direttore delle Politiche sociali Marco Gaiba.
«La cooperazione dei consumatori – sottolinea Coffari – vuole contribuire a preservare il valore di pensioni e stipendi, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione, assicurando qualità e prezzi contenuti sui beni che devono essere accessibili per tutti. E' il nostro impegno a tutela dei soci e dei consumatori, per alimentare la fiducia e lo sviluppo del Paese».

L'ANDAMENTO DEL 2007 E LA DINAMICA DEI PREZZI

Secondo le prime stime di preconsuntivo, nel 2007 – nonostante la stasi dei consumi e del reddito disponibile delle famiglie – Coop Adriatica ha registrato un incremento delle vendite, raggiungendo un fatturato di 1.878,8 milioni di euro (+1,54% rispetto al 2006), in una rete di 15 ipermercati (907 milioni di euro) e 124 supermercati (971,6 milioni) in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo, che occupano oltre 9 mila lavoratori. A fine dicembre scorso, i soci sono diventati 971 mila, contro i 934 mila dell'anno prima; ad essi è andato il 74% delle vendite realizzato dalla Cooperativa.
Alla fine di quest'anno Coop Adriatica punta a raggiungere un fatturato di 1,928 miliardi di euro e 1.009.000 soci.
Nel corso del 2007, Coop Adriatica è stata mediamente più conveniente rispetto alla concorrenza, riducendo dello 0,4% sul 2006 i prezzi del totale degli alimentari in vendita nei propri negozi. Per i soli prodotti contenuti nel paniere alimentare rilevato dall'Istat, che nell'anno sono aumentati del 2,9%, Coop ha registrato un incremento dell'1,2%. A gennaio 2008, inoltre, l'aumento dei prezzi in Coop Adriatica è stato dello 0,26% sul totale dei prodotti; l'Istat ha invece registrato un'inflazione alimentare sul suo paniere del 4,5%. «A partire dalla seconda metà dell'anno – sottolinea Primori – i prezzi all'origine di molti prodotti hanno però subito pesanti rincari. Oggi i fornitori ci mettono di fronte a richieste di aumento dei listini in media del 6%, con punte di oltre il 20% per i prodotti a base di cereali».
«Si tratta – sottolinea Coffari - di dinamiche legate soprattutto alla corsa dei costi energetici e a quelli delle materie prime, preoccupanti perché penalizzano i ceti meno ricchi, erodono il valore di pensioni e stipendi e rendono le disuguaglianze più profonde. La cooperazione dei consumatori vuole contribuire ad arginarne e ridurne gli effetti».

GLI IMPEGNI PER IL 2008 VERSO I SOCI E I CONSUMATORI

Coop Adriatica anche quest'anno mirerà a contrastare allarmismi e speculazioni, garantendo a tutti i consumatori alimenti di qualità e prezzi equi: «Per il 2008 siamo impegnati a coprire direttamente la maggior parte dei rincari, trasferendo ai soci e ai consumatori al massimo il 2% degli aumenti in corso e dilazionando nel tempo gli incrementi» prosegue Tiziana Primori. La convenienza nei negozi Coop si concentrerà in particolare sui prodotti di larghissimo consumo e gli alimenti base della spesa di ogni giorno: dopo il pane a un euro al chilo, nel 2008 è già arrivato ad esempio il latte fresco a marchio Coop a 1,15 euro al litro. Anche nel 2008, inoltre, la Cooperativa punta a mantenere i prezzi mediamente inferiori rispetto a quelli della concorrenza, impegnandosi inoltre a offrire ai consumatori risparmio e convenienza anche su altre voci di spesa, come i libri di testo e il materiale scolastico, farmaci e prodotti parafarmaceutici, telefonia mobile con CoopVoce, libri e cultura.
22/02/2008 9.40

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FEDERCONSUMATORI: «LATTE FRESCO AUMENTI FINO AL 12%»
ABRUZZO. Dopo gli aumenti della pasta, del pane, della carne ed il recentissimo rincaro del carburante, la Federconsumatori Abruzzo registra oggi anche pesanti rincari del latte. Acquistato al bar (nelle città in cui è possibile) o al supermercato, il prezzo del latte è aumentato dal 3 al 12% rispetto al 2007.
Da un primo rilevamento, effettuato da iscritti della Federconsumatori, «senza nessuna pretesa scientifica», spiega il presidente Franco Leone, «ma solo sulla base della esperienza diretta, abbiamo verificato l'incremento del costo di un litro di latte fresco nelle diverse città abruzzesi».
Se si calcola che una famiglia media abruzzese acquista un litro di latte al giorno, pari a una media di 1,55 €, la spesa annuale ammonta a 565,75 €, ben 36,50 € in più rispetto al 2007, pari al 7%.
Se poi si considera una famiglia in cui sono presenti almeno 2 bambini, di cui almeno uno con età inferiore ad 1 anno, la spesa cresce di quasi il doppio.
«Si può fare a meno della carne, della pasta, del pane», insiste Leone, «ma sicuramente, soprattutto in fase di crescita, i bambini non possono fare a meno di un alimento primario quale il latte fresco».
Federconsumatori ribadisce fermamente la necessità di sistemi istituzionali di verifica, controllo e sanzione al fine di colpire ed estirpare abusi speculativi; realizzazione della filiera corta, o vendita diretta, come già avvenuto in alcune città, in special modo nel Nord, ma anche in alcuni centri abruzzesi, con la vendita mediante i distributori del latte; interventi funzionali a ridurre, di almeno il 10%, il prezzo del latte fresco, quale elemento fondamentale del paniere della famiglia.
22/02/2008 11.21