Farfarello assolto e la cassazione annulla il sequestro di luglio

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I gestori del locale Farfarello sono stati assolti dal Tribunale di L'Aquila dall'accusa di aver disturbato, tenendo alta la musica, il riposo di una residente della zona, nonchè portavoce dei Comitati Centro Storico che si era anche costituita come parte civile.
La notizia arriva dall'avvocato Dario D'Alessandro che ha assistito i gestori del locale notturno.
«Nonostante l'accanimento della Procura il dibattimento, conclusosi il
19 febbraio per diverse denunce relative a fatti dell'inverno 2005», spiega il legale, «non ha fornito la prova della condotta addebitata ai gestori».
«Al contrario», prosegue D'Alessandro, «gli agenti di Polizia ed i militari dei Carabinieri, all'epoca intervenuti proprio su sollecitazione della portavoce del comitato, hanno testimoniato che né dall'esterno del locale né dall'interno dell'appartamento era percepibile musica».
La stessa persona che si era battuta contro il presunto abuso, nello scorso giugno era stata condannata dal Giudice di Pace «per avere leso l'onore e la reputazione dei gestori del locale in scritti rivolti alla pubblica autorità», ricorda D'Alessandro.
Intanto il 14 febbraio la Cassazione ha annullato il sequestro probatorio dell'impianto stereo e di altri accessori effettuato dalla Polizia nel locale lo scorso 13 luglio.
Nel sequestro era rimasto coinvolto anche il computer di uno studente lavoratore immigrato del tutto estraneo ai fatti.
«L'iniziativa poliziesca», continua l'avvocato difensore, «a ridosso del cambio ai vertici della Mobile, aveva dato origine a polemiche per le modalità attuative, per la manifesta illegittimità ed inutilità e per la disparità di trattamento rispetto a situazioni del tutto analoghe».
I proprietari del Farfarello ed il giovane potranno riprendere il possesso dei propri beni di cui si attende ad ore il dissequestro ad opera della Polizia.
I giovani gestori, che nei tre anni e mezzo di nuova gestione del locale (aperto in piazza Palazzo sin dal 2000) hanno dovuto affrontare innumerevoli ostacoli burocratici e onerose vicende amministrative e giudiziarie, consapevoli dell'obbligatorietà dell'azione penale, «auspicano per il futuro un maggiore equilibrio per evitare strumentalizzazioni ad uso privato della giustizia penale».

21/02/2008 15.02