Il Tar:«il Considan deve all’Aca 400mila euro»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Si è definitivamente conclusa ieri mattina la querelle tra l'Aca di Pescara e il Considan di Montesilvano riguardante il presunto mancato pagamento di alcune fatture da parte dell'Azienda Acquedottistica.
Il Tribunale amministrativo di Pescara si è infatti espresso a favore dell'Aca, rigettando in toto il decreto ingiuntivo emesso dal Considan, e di fatto dimostrando che l'Azienda Acquedottistica di Pescara non è affatto debitrice del Consorzio, bensì creditrice di circa 400 mila euro, così come aveva sempre sostenuto la stessa Aca.
«Stamane (ieri ndr)– ha detto il presidente dell'Aca Bruno Catena – il Tribunale amministrativo di Pescara ha definitivamente rigettato il decreto ingiuntivo che il Considan ha emesso nei confronti dell'Aca l'11 gennaio scorso e al quale l'Azienda che presiedo aveva risposto con un'opposizione redatta dai nostri legali e nella quale si evinceva chiaramente la posizione di creditrice dell'Aca di ben 400 mila euro. Dopo la prima sentenza del 15 febbraio scorso, nella quale il Tribunale aveva sospeso momentaneamente il decreto ingiuntivo, oggi, finalmente, si è posta la parola fine alla querelle con il rigetto definitivo del decreto. Siamo molto soddisfatti della sentenza emessa dal Tribunale che dimostra senza ombra di dubbio che la nostra posizione è sempre stata corretta e legittima».
«Mi preme precisare - ha continuato il presidente Catena - che fin dall'inizio l'Aca ha sempre cercato di risolvere la questione nel rispetto delle leggi vigenti e dei provvedimenti emessi dall'Ato, così come farà nel momento in cui il depuratore di Montesilvano,da luglio illegittimamente gestito dal Considan, sarà affidato nelle mani dell'Azienda Acquedottistica».

20/02/2008 8.34