Tutti in marcia contro la discarica di Serre

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. L’associazione Culturale Frentania Provincia ha organizzato una manifestazione di protesta per sabato mattina dalle ore 10,00 presso la vecchia discarica di Serre per dire sì alla bonifica del sito contaminato e no all’arrivo di rifiuti campani, aquilani e teramani.


Il presidente dell'associazione Pino Valente e l'avvocato Errico Sacco, residente in Contrada Serre, stanno predisponendo una raccolta firme che verrà depositata come esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Lanciano.
I cittadini frentani pretendono chiarezza su quello che sta accadendo in questa zona del territorio frentano dove sono ospitate le discariche di Serre, di Cerratina nonché la celeberrima discarica Semataf.
«Le notizie che arrivano sono poco rassicuranti», spiega Valente: «la presenza mai smentita da parte degli organi competenti di metalli pesanti nelle falde acquifere della zona impone un'azione risoluta per evitare che vi possano essere danni alla salute dei cittadini residenti in quelle zone».
La popolazione frentana pretende «interventi rapidi» per disinnescare «la bomba ecologica» di Serre per impedire che la stessa si trasformi in un disastro ambientale annunciato.
«Quello che appare certo», continua Valente, «alla luce di quanto sta accadendo è che fu un grave errore ubicare le discariche di Serre e Cerratina in una zona densamente abitata, ad alta vocazione agricola di qualità e con la presenza a poche centinaia di metri del più grande nucleo industriale abruzzese».
«Quella di Serre», dichiara Paola Marollo, responsabile circolo di Lanciano di Legambiente, «è una tragedia annunciata e da anni questa associazione, e non solo, hanno denunciato i rischi del sito».
E il movimento ambientalista sottolinea come, nonostante le proteste «dopo vent'anni, la discarica resta ancora l'unica protagonista nello smaltimento, continuando a fare bene il suo mestiere, cioè ad intercettare quanto più possibile tonnellate di rifiuti e a tutelarsi affinché questo possa accadere. Ne è la riprova la convenzione tra consorzio e comuni in cui bisogna conferire almeno 70.000 tonnellate di rifiuti all'anno quota minima, per non vedersi le aumentare tariffe».
Una convenzione che per gli ambientalisti va annullata così come va attuata «una corretta raccolta differenziata».
15/02/2008 8.04