Baby prostitute scappano dal marciapiede e fanno arrestare le protettrici

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Doveva essere il loro primo giorno di "lavoro" sul marciapiede, invece, due minorenni romene si sono ribellate e ieri sera hanno approfittato di un momento di distrazione di altre prostitute che stavano lì per controllarle.
Le due ragazze sono fuggite appena è stato loro possibile. Erano state portate da alcuni connazionali sul lungomare di Montesilvano intorno alle 22.
L'imperativo categorico è stato uno: prostituirsi e portare soldi se volevano tornare a casa.
Ma loro non ce l'hanno fatta: armate di coraggio, sono scappate e si sono rifugiate in un negozio della riviera. Lì hanno fatto capire al commerciante che avevano bisogno di aiuto e hanno fatto chiamare i carabinieri.
Le due giovanissime, sollevate dal vedere del personale in uniforme ma molto impaurite, hanno raccontato la loro vicenda tentando di farsi capire un po' in italiano e un po' in spagnolo. Poi accompagnate in caserma, con l'ausilio di un interprete, hanno raccontato per intero la loro drammatica vicenda.
Le due vivevano in un orfanotrofio a Birlad (Romania) e qualche settimana fa una loro amica di nome Cornelia, successivamente identificata in Alina Mitrea, 20enne, aveva proposto loro di andare in Italia a fare le ballerine.
Ma le due non hanno accettato. Così qualche giorno dopo la ragazza è tornata all'attacco e ha invitato le due a fare una gita in un'altra città rumena.
Le due minorenni hanno accettato e il 7 febbraio sono salite a bordo di un minibus (dove c'erano anche altre persone) alla volta delle città di Focsani ed Arad.
Ma giunti a quest'ultimo paese, invece di invertire la marcia, il pulmino ha continuato il suo viaggio attraverso l'Ungheria fino ad arrivare a Montesilvano.
Le ragazze hanno chiesto spiegazioni ma da quel momento sono state minacciate dagli uomini a bordo del mezzo.
Giunte a Montesilvano, il gruppo malavitoso costituito appunto da uomini e donne, ha spiegato che si sarebbero dovute prostituire sulla strada e prima di riottenere la libertà avrebbero dovuto ripagare le spese del viaggio in Italia e del loro sostentamento.
Gli sono state procurate delle carte d'identità false dove è stata attestata la loro maggiore età, così da evitare eventuali rimpatri e sono state consegnate delle schede telefoniche per tenere i contatti con il gruppo e dei preservativi.
Ieri sera, insieme alle altre prostitute del gruppo che avrebbero dovuto iniziarle al meretricio e sottoporle al controllo, sono giunte sul litorale di Montesilvano dove poi sono fuggite.
A questo punto è iniziata l'attività investigativa dei Carabinieri di Montesilvano e contestualmente è stata effettuata anche una retata che ha permesso di rintracciare alcune prostitute che facevano parte del gruppo e in particolare quella che le aveva convinte a partire per una gita (Alina) insieme a quella che aveva con lei il compito di indurle per la prima volta a prostituirsi e controllare la loro attività (Camelia Vacea 20enne).
Dai successivi controlli effettuati tramite Interpol, Alina e un'altra prostituta, Laura Nedeloiu, sono risultate in possesso di documenti d'identità falsi, così come sono risultati falsi i documenti in possesso delle due minorenni.
Per questo Alina Mitrea e Camelia Vacea sono sottoposte alla misura cautelare di fermo indiziario per il reato di reclutamento, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione mentre la Nedeloiu,19enne, è stata arrestata per il reato di uso di documento d'identità valido per l'espatrio falso (cd norma "Pisanu" in materia di antiterrorismo) insieme alla Mitrea.
Le due ragazze minorenni, tramite il Sindaco di Montesilvano, sono state affidate ad un'associazione no profit e trasferite immediatamente fuori regione.

14/02/2008 14.51