Al liceo ‘D’Annunzio’ gli studenti discutono sulla fecondazione assistita

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le ragioni mediche e i risvolti giuridici della Fecondazione medicalmente assistita sono stati affrontati ieri dagli studenti del liceo classico di Pescara ‘D’Annunzio’, durante il primo incontro organizzato dalla presidenza della Commissione Pari Opportunità del Comune di Pescara in collaborazione con la preside Luciana Vecchi.
Oltre 150 gli studenti, delle classi seconda e terza liceo, che hanno affollato l'Aula Magna Alessandrini, per ascoltare il Presidente della Commissione Carla Tiboni e la dottoressa Franca Giampietro, medico del ‘Santissima Annunziata' di Chieti.
«Il primo obiettivo – ha spiegato Giampietro – è stato quello di spiegare ai ragazzi i numerosi fattori che possono determinare l'infertilità per l'uomo e la donna. E, per le giovani donne, una delle prime cause, esclusi i problemi fisici, è il fumo: consumare 10-15 sigarette al giorno già in età adolescenziale può determinare la menopausa precoce a 30-32 anni, quando la donna oggi comincia a cercare la prima gravidanza dopo aver trovato un equilibrio economico e la maturità emotiva. Il fumo purtroppo peggiora la qualità degli ovociti, favorisce l'insorgenza di anomalie cromosomiche, e riduce la riserva ovarica. Altri fattori sono il consumo di alcol e droga, ma anche l'obesità o l'eccessiva magrezza», con un chiaro riferimento ai disturbi alimentari che spesso affliggono gli adolescenti.
Subito dopo la Tiboni e la Giampietro hanno affrontato con gli studenti le problematiche determinate dalla legge sulla fecondazione assistita, «la 40 del 2004 – ha aggiunto la Tiboni – che purtroppo pone dei paletti che spesso vanno contro la coppia e il suo desiderio di concepire un figlio. Una legge che si è cercato di cambiare con il referendum fallito in quanto non è stato raggiunto il quorum. Una legge che però va rivista, là dove, ad esempio, dinanzi alla stimolazione ovarica che consente alla donna di produrre più ovociti, la norma consente al medico di fertilizzare al massimo solo 3 ovociti, riducendo le probabilità di successo per la donna di avere una gravidanza, un limite tra l'altro esclusivamente italiano che ha spinto molte coppie a rivolgersi a cliniche estere».
«La legge poi – ha proseguito la Giampietro – consente oggi la fecondazione assistita solo tra coppie omologhe, ossia moglie e marito o conviventi, negando invece la possibilità di ricorrere all'ovocita di un'altra donna quando la componente femminile della coppia non è fertile, non è in grado di produrre ovociti; in questo caso la coppia ha come unica alternativa l'adozione di un bimbo. La legge impedisce inoltre il congelamento degli embrioni e, soprattutto, la possibilità di eseguire la diagnosi preimpianto, cioè di selezionare l'embrione sano da impiantare nella donna, equiparata dalla legge all'eugenetica. La conseguenza è che spesso le donne scoprono alla sedicesima settimana un'anomalia nel feto e si ritrovano a fare i conti con un aborto».
La presidente Tiboni ha concluso l'incontro con gli studenti affermando che «la legge 40 ha senza dubbio bisogno di ritocchi, anche per venire incontro a problemi ormai sempre più frequenti. Il nostro paese purtroppo sta scontando una crisi demografica che pagheranno le coppie che, con la norma oggi in vigore, hanno possibilità ridotte di avere anche un solo figlio».
Il ciclo di incontri promossi dalla presidenza della Commissione Pari Opportunità proseguirà il prossimo 22 febbraio, alle ore 11, presso il liceo classico ‘D'Annunzio': l'appuntamento sarà dedicato alla legge sulla violenza sessuale e gli studenti potranno confrontarsi con il dottor Angelo Mariano Bozza, giudice della Sezione civile del Tribunale di Pescara, e con le responsabili del centro Ananche-rete antiviolenza.
14/02/2008 9.16