Crisi Solvay. Verini a Del Turco: «seguiamo il modello tedesco»

Alessandro Biancardi

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BUSSI. Il Consigliere regionale Antonio Verini, Capogruppo dei Liberaldemocratici, ha scritto una lettera al presidente della Regione sollecitando «una pacata riflessione» sulla grave crisi industriale della Solvay di Bussi e, insieme, sull’emergenza rifiuti. AMBIENTE, APPELLO DI MELILLA PER CHIETI SCALO RIFIUTI, DE DOMINICIS ILLUSTRA AI SINDACI LA NUOVA LEGGE REGIONALE
«Dovremmo imitare il modello tedesco», sostiene Verini, «laddove molte crisi industriali sono state risolte, con grandi benefici occupazionali, riconvertendo le industrie chimiche in difficoltà nella valorizzazione dei rifiuti».
Verini nella sua lettera ricorda di quando tre anni fa fu realizzato un importante studio regionale che proponeva di riconvertire il polo chimico di Bussi in un Parco Industriale della Chimica. Lo studio proponeva di creare una Città Ecologica specializzata nel recupero dei rifiuti urbani ed industriali e, alla fine del ciclo di recupero, la produzione di energia tramite un termovalorizzatore.
Si creava inoltre un laboratorio chimico sulle molecole alternative, pure con il concorso dell'Eni che si era mostrata disponibile alla attivazione di linee di ricerca sugli idrocarburi e combustibili alternativi (come l'idrogeno).
«Si trattava», ricorda oggi il consigliere, «di creare a Bussi un Polo di Eccellenza Industriale per il trattamento dei rifiuti urbani e speciali, al servizio di un vasto bacino di utenza, nel pieno rispetto dell'ambiente. Un grande idea che potrebbe portare alla creazione di centinaia di posti di lavoro».
Adesso Verini chiede alla Giunta regionale «di riprendere i fili del discorso: la creazione a Bussi di una Città Ecologica potrebbe non solo risolvere l'emergenza, ma pure risollevare l'intera area portando nuova ricchezza in attività di sicuro e futuro sviluppo».
13/02/2008 14.24 [pagebreak]

AMBIENTE, APPELLO DI MELILLA PER CHIETI SCALO

CHIETI. Il consigliere regionale di Sinistra democratica, Gianni Melilla, ha lanciato un appello affinche' si
approfondisca la situazione ambientale di Chieti Scalo.
Dopo aver individuato le discariche a Bussi sul Tirino e Piano d'Orta, nel Pescarese, si dovrebbe «andare al consorzio industriale di Chieti Scalo - ha detto Melilla in aula. Le fabbriche che sono andate via da li' - ha proseguito – cosa hanno lasciato?»
Per Melilla «li' e' stato celebrato il funerale dell'ambiente», e i terreni usati dale fabbriche erano
«dello Stato».
Il consigliere di maggioranza ha fatto riferimento, poi, all'emergenza idrica della zona di Pescara,
argomento sul quale ha presentato una interrogazione.
«Non basta dire che l'acqua e' potabile - ha osservato. Nonostante in Abruzzo ci sia acqua purissima in questi anni abbiamo usato i potabilizzatori. E voi dareste da bere ai vostri figli l'acqua dei potabilizzatori? I cittadini si chiedono, e mi chiedono, se possone bere la nostra acqua - ha detto ancora. Quando i pozzi si aprono e si chiudono a seconda dell'istituzione che deve decidere si ha un corto circuito democratico e i cittadini non capiscono piu' se l'acqua e' potabile o meno».
Melilla ha lanciato un appello affinche' «il discorso sulla qualita' delle acque sia affrontato senza
strumentalizzazioni di nessun tipo perche' l'acqua non e' ne' di destra ne' di sinistra».
13/02/2008 14.42
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RIFIUTI, DE DOMINICIS ILLUSTRA AI SINDACI LA NUOVA LEGGE REGIONALE

PESCARA. Spiegare ai sindaci le novità introdotte dalla legge regionale 45 del 2007, riguardante le norme per la gestione integrata dei rifiuti, entrata in vigore il 21 dicembre scorso. Questo il motivo dell'incontro convocato da Giuseppe De Dominicis, presidente della Provincia, tenuto questa mattina a Palazzo dei Marmi, cui hanno partecipato oltre ai rappresentanti dei Comuni del Pescarese, anche Franco Caramanico, assessore regionale all'Ambiente, Franco Gerardini, dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione, Sante Di Paolo, assessore provinciale alla Tutela dell'ambiente.
«Entro agosto - ha spiegato De Dominicis - dovranno essere costituiti i quattro Ambiti territoriali ottimali in cui saranno suddivisi i centri abruzzesi. Tra questi il più grande, quanto a numero di abitanti (445mila) sarà proprio quello di Pescara, che coinvolgerà 67 amministrazioni municipali comprendendo, oltre le 46 pescaresi, anche 21 della provincia di Chieti».
I nuovi Ato individuati si occuperanno del potenziamento della raccolta differenziata, che si attesta ancora su percentuali basse: nel 2006, in provincia di Pescara era attestata al 15,28 per cento del totale raccolto, con il risultato migliore raggiunto a Tocco da Casauria (63,58%), seguita da Rosciano (61%). Secondo le previsioni della Regione, entro il 2011 si dovrà raggiungere complessivamente il 60 per cento: per far si che questo sia possibile, la legge 45 del 2007 introduce sanzioni per quei Comuni che entro il 21 giugno non attiveranno il servizio di raccolta differenziata privilegiando, inoltre, il “porta a porta” in grado di produrre maggiori risultati in breve tempo. Tutto questo, aggiunto ad un'adeguata campagna di sensibilizazione, sempre secondo i piani dell'assessorato guidato da Caramanico dovrebbe portare all'abbassamento del 5 per cento della produzione di rifiuti entro il 2011. Prossimo passo il vertice che De Dominicis convocherà con tutti i sindaci dell'Ambito territoriale ottimale pescarese per approvare lo schema di convenzione e lo statuto dell'Autorità d'ambito che permetterà all'Ato di entrare in funzione.
13/02/2008 14.44