Cordoma colto da "dalfonsite": brutto momento per la comunicazione a Palazzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

5164

MONTESILVANO. Sembrerebbe non particolarmente splendido il momento che l'amministrazione di Pasquale Cordoma stia vivendo nel campo della comunicazione. Un paio di settimane fa le polemiche sull'addetto stampa e le sue dimissioni improvvise.
Andrea Koveos aveva celato con ironia un rapporto incrinato da alcuni mesi e ricondotto la sua uscita di scena a «ragioni legate alla viabilità locale, eccessivamente congestionata sul tratto pescarese del lungomare; traffico che mi costringeva a inopportuni ritardi».
C'è stato poi l'inciampo, forse più grosso (o grossolano), che riguarda una "comunicazione" che non sarebbe dovuta avvenire: parliamo delle risposte che secondo gli inquirenti sarebbero state fornite in anticipo ad alcuni partecipanti ai concorsi dello scorso settembre.
Una faccenda che vede indagati lo stesso sindaco, Pasquale Cordoma, il responsabile provinciale di An, Lorenzo Sospiri, l'ex assessore Corrado Carbani (non riconfermato nel Cordoma bis), il capogruppo di Forza Italia Luigi Marchegiani e il responsabile della ditta esterna, Quanta, incaricata di organizzare i concorsi.
I reati contestati sono violazione di segreto d'ufficio, abuso d'ufficio e truffa.
Gli indagati potrebbero però essere addirittura più di dieci e l'indagine potrebbe allargarsi per capire bene il meccanismo utilizzato per favorire chi "doveva vincere".
Qualcosa poi andò storto: alcuni gruppi di maggioranza protestarono per il vantaggio fornito solo ad alcuni e non anche ai loro protetti e così la situazione degenerò.
Le indagini sarebbero ad un buon punto e potrebbero chiudersi nel giro di poche settimane.
Ma un tema che sta "scaldando i motori ai box" -che potrebbe diventare il nuovo tormentone- è quello che riguarda il nuovo logo-simbolo della città di Montesilvano.
Il sindaco Cordoma, evidentemente prendendo a modello il suo vicino
(istituzionale) di casa, il sindaco Luciano D'Alfonso, ha pensato di affidare ad una ditta l'elaborazione di un nuovo simbolo da poter imprimere su ogni manifesto, documento ufficiale, magari anche opera pubblica che siano scuole, marciapiedi o altro.
Un sigillo sindacale che si ricordi per sempre, come quel "Pescara città vicina" che circolano poco più a sud.
E visto che il modello pescarese sembrava essere vincente anche l'ex sindaco Cantagallo, della Mergherita, emulò l'iniziativa e commissionò, anche lui, un logo-slogan: "Montesilvano cresce".
Ieri mattina era prevista una conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa che dovrebbe segnare il definitivo passaggio in una nuova era.
Poi ufficialmente (per motivi di salute di uno dei partecipanti) la conferenza stampa è stata annullata.
Ma già qualcuno storce il naso per un affidamento diretto, dall'importo non ingentissimo, ad una ditta, la Best Service, che ricorre spesso e che ha lavorato moltissimo negli ultimi anni con le amministrazioni di centrosinistra ma non perché il titolare, Silvano Console, è molto vicino ai Ds.
Per lo stesso incarico, comunque, sarebbe stata chiamata anche un'altra, proposta da un ex assessore di Cordoma.
Si resta adesso in attesa della presentazione ufficiale.
L'ultima perla della collana che riguarda in qualche modo la voglia di comunicare la buona amministrazione riguarda un pacco di 10mila lettere da far recapitare nelle case di tutti i montesilvanesi ma poi bloccate appena in tempo prima di essere imbucate.
Perché? Sulla lettera una bella foto dell'intera giunta.
Peccato che il ritratto fosse già "vecchio".
Infatti faceva riferimento alla prima versione della giunta Cordoma, poi finita nel rimpasto per «scarsità di risultati».
Così ne nasce l'ennesima polemica ed il primo cittadino è costretto a pagare di tasca sua con tanto di assegno (500 euro) la stampa alla tipografia.
All'errore pare si sia già rimediato ricommissionando una seconda versione aggiornata della missiva, con un nuovo ritratto, speriamo questa volta più duraturo e stabile.
Sarà forse a causa dei risultati, ma a molti la versione di Cordoma dalfonsizzato non piace anche perché poco più in là lo schieramento di centrodestra da sempre critica le velleità iconografiche del sindaco più potente d'Abruzzo, dal fotografo ufficiale ai mille manifesti, alle lettere inviate persino ai bambini in occasione delle inaugurazioni.

ODOARDI: «MEGLIO UN CONCORSO DI IDEE»

Il consigliere d'opposizione Cristian Odoardi (Rc) di questa faccenda non ne sa nulla e cade dalle nuvole a sentir parlare di un nuovo logo.
«Questa è dalfonsite acuta», sbotta.
«Tempo fa sapevo che si discuteva sul rimetter mano al logo istituzionale del Comune ma questa mi è nuova».
Sull'affidamento diretto Odoardi ha qualche perplessità: «sarebbe stato meglio una gara o forse ancora più bello affidare agli studenti la decisione».

13/02/2008 8.16