Rifiuti, discarica di Notaresco: «esiste ma non verrà mai utilizzata»

Alessandro Biancardi

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NOTARESCO (TE). Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi straordinari presentati dal Comune e da alcuni cittadini di Notaresco, riguardante la discarica "Irgine". A comunicarlo è stato proprio il sindaco Valter Catarra.
«Il Consiglio di Stato - ha spiegato il sindaco - ci ha dato ragione su tutto quello che abbiamo detto per anni. Il Consiglio ha detto che l'iter della costruenda discarica è tutto sbagliato, bisogna ricominciare daccapo. Quindi», ha proseguito Catarra, «la discarica c'è ma non entrerà mai in funzione perchè non ha ottenuto l'autorizzazione all'esercizio e mai potrà ottenerla».
Con il ricorso il Comune chiedeva l'annullamento, previa sospensione, della determinazione dirigenziale (n. DN3/1080 del 22 novembre 2006) di rinnovo dell'autorizzazione regionale (concessa con delibera di Giunta regionale n. 1844/99) di realizzazione di una discarica di seconda categoria di tipo B per rifiuti speciali non pericolosi, nonche' di ogni atto presupposto, istruttorio e strumentale.
Per anni il sindaco ha sostenuto che il dirigente della Regione, Franco Gerardini, non fosse competente, e adesso secondo il primo cittadino, con questa sentenza «è arrivata la conferma a quando dicevamo».
Inoltre il Consiglio di Stato ha detto che il rinnovo è da considerarsi una nuova autorizzazione per cui quella del '99 non aveva piu' nessuna efficacia e «doveva tenere conto di tutte le leggi sopravvenute, compresa quella del piano integrato di riqualificazione urbana del Comune di Notaresco che esclude la possibilità di fare discariche in quella zona».

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

In particolare il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso «con conseguente necessità- si legge- che la giunta della Regione Abruzzo adotti il provvedimento autorizzatorio, ma riconsiderando compiutamente, adeguatamente e complessivamente la vicenda, soprattutto alla luce degli altri motivi di illegittimita' dedotti con il ricorso in esame, che la sezione ha ritenuto assorbiti solo per il rispetto istituzionale da riservare all'organo competente».
«Cio' tuttavia - si legge ancora- non significa possibilita' di adottare un provvedimento meramente e sbrigativamente ripetitivo di quello qui annullato e non esime la giunta, come detto, da un'approfondita istruttoria e valutazione di tutti gli elementi sopravvenuti, come pure evidenziati dal Comune ricorrente».


13/02/2008 10.09