Arrestata la mente della "Banda dei Giostrai" a Montesilvano

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. I carabinieri di Pescara hanno arrestato Walter Prina, detto "Cinenti", 62 enne pluripregiudicato, originario di Crema, ma residente a Roma e da sempre operante nelle province venete, noto alle cronache degli anni ottanta perché coinvolto in molte rapine, estorsioni e sequestri di persona, tra i quali quello del costruttore pescarese Armando Caldora.
L'uomo era latitante dal 2001 dopo la condanna in appello a 12 anni di carcere. Lui, secondo gli inquirenti, era la mente della "banda dei giostrai", una vera e propria holding dei sequestri, che era riuscita ad accumulare otto miliardi e mezzo di lire di provenienti dai tanti rapimenti operati tra il 1975 e il 1983 anche in attrazioni per luna park.
Soldi trasformati in macchine per il divertimento che giravano per tutta Italia.
Ma ieri la latitanza di Prina è stata fermata, dopo 7 lunghi anni:
quando ha visto i carabinieri ha cercato di cambiare direzione, poi ad alt intimato ha presentato dei documenti falsi.
Ad incastrarlo, però, è stato un brigadiere che lo ha riconosciuto perché lo aveva arrestato vent'anni prima dopo il sequestro Caldora, che si era concluso col rilascio dell'imprenditore dopo il pagamento di un riscatto.
Prina si trovava a bordo di una Renault Clio. La patente che ha mostrato era falsa, intestata ad un certo Franco Farassino, 55 anni, nato a Torino e residente a Milano, sulla quale sono in corso accertamenti.
Il giostraio è stato condotto in caserma e ha mantenuto la calma fino all'ultimo, pensando di non essere riconosciuto.
Poi si e' arreso, di fronte all'esito dell'esame delle impronte digitali, ma fino all'ultimo ha tentato di negare la sua identità.
Ora e' rinchiuso nel carcere San Donato di Pescara.
I carabinieri di Montesilvano che hanno eseguito l'arresto, coordinati da Marcello Scocchera, avevano avuto notizia della presenza in questa zona del latitante dai colleghi di Venezia: i militari, infatti, avevano saputo che l'uomo si trovava nel Pescarese, zona che Prina frequentava spesso per varie conoscenze che coltivava ancora.
L'uomo ha fatto parte dell'anonima sequestri veneta, della quale era una delle menti, e non ha mai aderito al programma di collaborazione.
Era in contatto, a quanto pare, anche con un altro boss della ex banda dei sequestratori, Aldo Mastini, e anche lui aveva dei rapporti con personaggi di questa zona. Oggi, nonostante la vita da latitante, viveva una vita normale con una moglie e una figlia.




LA SUA "CARRIERA" DI GIOSTRAIO

Sul capo di Prina pendeva una sentenza di condanna definitiva a circa 12 anni per i reati di associazione a delinquere finalizzata al sequestro di persona, rapine, estorsione ed altro.
La sentenza è stata emessa nel 2000 dalla Procura generale di Venezia.
Nel 1987, dopo l'ennesimo sequestro di persona compiuto dalla banda dei cosiddetti 'giostrai', Prina venne arrestato proprio a Pescara dove gestiva una giostra in zona Colli.
La "banda dei giostrai", una sessantina gli appartenenti, aveva sequestrato 19 persone tra il 1975 e il 1986 nel centro e nord Italia.
Tra i rapiti più noti figurano l' imprenditore calzaturiero veronese Ivo Antonini, nel 1975, la studentessa milanese Emanuela Trapani, nel 1977, e il bresciano Lucio Gnutti, nel 1979.
Due gli ostaggi eliminati, Gianfranco Lovati Cottini a Caorle
(Venezia) nel 1975, e Luigi Galbiati, ucciso durante il tentativo di rapimento nel 1977.

IL SEQUESTRO CALDORA

E' il 1982 quando Armando Caldora viene sequestrato da una banda di nomadi giostrai e viene tenuto in prigionia per più di un mese.
Caldora a quei tempi era un affermato imprenditore edile e aveva accarezzato per poco tempo anche l'emozione di essere presidente del Pescara Calcio (1977-1978), guidando la squadra, per la prima volta nella storia, in "Serie A".
Dopo un mese di prigionia e un sequestro pagato però l'imprenditore abruzzese rimarrà fortemente segnato da questa vicenda.
Proprio il trauma conseguente il rapimento segnerà drammaticamente i suoi ultimi anni di vita il cui cuore non ce la farà a reggere lo stress derivato dalla paura per l'incolumità propria e della sua famiglia e dai problemi sul lavoro.

09/02/2008 9.05