Lo scandalo insabbiato: porto di Pescara vietato alle navi

Alessandro Biancardi

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Lo scandalo insabbiato: porto di Pescara vietato alle navi
PESCARA. Sembra non esserci fine alle figuracce che in qualche modo ruotano intorno a quello che viene definito (ma più per consuetudine) "porto di Pescara". Ma ad uno scandalo che è sotto gli occhi di tutti oggi si aggiunge l'ennesima beffa (nemmeno inedita per dire la verità) della "chiusura" dello scalo alle navi con pescaggio superiore a 4,40 metri. IL COMUNE SI ATTIVA PER AVERE 800MILA EURO DAL MINISTERO LE VARIANTI AL PROGETTO MAI REALIZZATE (COSTO STIMATO 50MLN)
Fino a ieri il pescaggio massimo consentito era di 5,15 metri ma dagli ultimi rilievi batimetrici e' emerso che dal mese di novembre ad oggi in alcuni punti c'è stata una riduzione della profondità dei fondali di un metro.
Il provvedimento della Capitaneria si e' reso necessario proprio a causa del progressivo insabbiamento dei fondali, da tempo in attesa di un intervento di dragaggio.
L'ordinanza del comandante Antonio Basile e' stata trasmessa alle agenzie marittime che operano in città affinchè informino tutte le navi in arrivo.
Il 21 gennaio scorso una nave cisterna con pescaggio di 5,10 metri e'
rimasta incagliata durante le manovre di uscita dal porto ed ha impiegato delle ore a disincagliarsi.
Insomma le navi più grandi (ma sempre di dimensioni medio-piccole) non potranno più utilizzare il porto "nuovo di secca", costato oltre 20 milioni di euro e quasi altrettanti milioni già utilizzati per il dragaggio perpetuo dai tempi della costruzione della diga foranea (2001).
Il nuovo bacino infatti è stato creato alla foce del fiume (che porta naturalmente detriti) e per giunta chiuso a meno di 500 metri dall'enorme infrastruttura della diga che ne impedisce il deflusso.
Questo insieme di cause naturali e ampiamente prevedibili rendono di fatto il porto insabbiato ad un velocità forse tripla rispetto ai porti "regolari".
Basterà questo ennesimo smacco per aprire un serio dibattito su questo gravissimo problema che ha il grande demerito di succhiare continuamente risorse pubbliche a causa di un macroscopico errore progettuale (peraltro ammesso pubblicamente da tutti) che però non ha responsabili?
Sarà, forse, tema centrale della prossima campagna elettorale?
Ci saranno partiti politici pronti ad assumersi responsabilità e a prendere decisioni definitive una volta per tutte?
Il dubbio è forte anche perché come in tutti i grandi scandali italiani anche per questo vi sono responsabilità bipartisan.
Basterà questo ennesimo smacco per aprire una seria indagine per capire come e perché si è arrivati a questo punto e per valutare il danno complessivo arrecato alla collettività?
Qualche settimana fa all'indomani dell'altro incidente (una petroliera
incagliata) il presidente del consiglio di Ortona, Remo Di Martino, aveva provocatoriamente invitato il nuovo prefetto di Pescara a non avallare la spesa per un nuovo dragaggio fino alla risoluzione definitiva (le modifiche al progetto del porto) e di destinare quei soldi invece al porto commerciale di Ortona.
Una serie di esposti presentati alla Corte dei Conti negli anni
2000-2002 non hanno mai avuto riscontri.
Oggi con la nuova ordinanza entrata in vigore ci si domanda se davvero una città che vuole votarsi anche al turismo marittimo (e per questo si spendono molti altri milioni di euro per costruire le "autostrade del mare", rapporti tra Stati ecc…) non debba prendere seri provvedimenti per non rendersi ridicola agli occhi proprio dei partners del Mediterraneo con i quali intreccia rapporti culturali ed economici.

07/02/2008 9.08


L'ORDINANZA DELLA CAPITANERIA DI PORTO


IL COMUNE SI ATTIVA PER AVERE 800MILA EURO DAL MINISTERO

Durante un incontro tenutosi questa mattina con la Capitaneria di Porto, si è affrontato il tema dell'urgenza del dragaggio dei fondali del porto canale.
All'incontro ha partecipato anche l'ingegner Luigi Minenza, coordinatore dell'Ufficio Opere Marittime del Provveditorato Interregionale alle Opere Marittime per il Lazio, Abruzzo e Sardegna del Ministero alle Infrastrutture, il quale ha comunicato che «a seguito della sollecitazione esercitata dall'amministrazione comunale per il dragaggio e a seguito della domanda per l'assegnazione dei fondi inoltrata dal suo Ufficio alla Direzione Generale per le Infrastrutture Ferroviarie, Portuali e Aeroportuali, il Provveditore, ing. Francesco Saverio Campanale, ha richiesto l'assegnazione di 800.000 euro per eseguire i lavori che potranno rendere di nuovo praticabile il porto canale di Pescara».
Si tratta di fondi che dovranno essere stanziati dal Ministero alle Infrastrutture con cui si potranno asportare 80.000 metri cubi di materiale e garantire di nuovo la navigabilità del porto.
Il sindaco Luciano D'Alfonso, che aveva già interessato il Prefetto all'emergenza creatasi, si è subito attivato anche con il Ministero «per avere la copertura necessaria ad effettuare al più presto i lavori».

07/02/2008 17.51



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L'ORDINANZA

Ministero dei Trasporti

CAPITANERIA DI PORTO PESCARA

ORDINANZA N° 04 / 2008

Il Capitano di Vascello (CP) sottoscritto, Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Pescara :

VISTI i rilievi batimetrici (rilievi di 2^ pianta) datati 12.11.07 presentati dal Consorzio ASI - Val Pescara, a seguito del dragaggio di un quantitativo di 25.000 mc eseguito negli specchi acquei del nuovo molo di levante del porto di Pescara ;

VISTA la nota in data 02.01.08, con cui il pratico locale del porto di Pescara suggerisce di non autorizzare l'accesso di navi alle due banchine del nuovo molo di levante con pescaggio superiore a 5,15 mt. ;

VISTO l'evento (incaglio) occorso il 21.01.08 ad una nave cisterna con pescaggio di 5,10 mt. nel corso delle manovre di uscita dal porto, sebbene sia in corso l'accertamento delle cause che lo hanno determinato ;

VISTA la planimetria presentata dal Pratico locale, riportante la situazione batimetrica rilevata in data 01.02.08 all'imboccatura Sud e negli specchi acquei delle banchine del nuovo molo di levante, anche in relazione al predetto evento, nella quale lo stesso suggerisce di non autorizzare l'ingresso nel porto di Pescara a navi aventi un pescaggio superiore a 4,40 mt. ;

CONSIDERATO che la situazione batimetrica rilevata il 1 febbraio 2008 ha evidenziato una sensibile diminuzione dei fondali, sia rispetto alla situazione evidenziata con i rilievi batimetrici datati 12.11.07, sia rispetto a quanto suggerito dal pratico locale con nota datata 02.01.08 ;

VISTO il “Regolamento degli accosti” approvato con Ordinanza n°06/04 in data 03.02.04 da questa Capitaneria di Porto ;

RITENUTO NECESSARIO regolamentare in via provvisoria le modalità di accesso del naviglio commerciale nel porto di Pescara, con particolare riferimento ai pescaggi delle stesse, nonchè prevenire danni all'ambiente marino e nel contempo salvaguardare la sicurezza della navigazione e la vita umana in mare ;

NELLE MORE che il Provveditorato per le OO.MM. proceda ad effettuare i rilievi batimetrici degli specchi acquei portuali del nuovo molo di levante;

VISTI gli artt. 17, 30, 62, 81, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione e l'art. 59 del relativo Regolamento di esecuzione (Parte Marittima)


ORDINA

Articolo 1

Con decorrenza immediata, in ragione delle caratteristiche geomorfologiche del porto di Pescara (porto canale ubicato alla foce del fiume omonimo – limitata ampiezza del bacino di evoluzione, etc.), del continuo interrimento dei fondali e della situazione batimetrica attualmente rilevata, nelle more dell'esecuzione di ulteriori interventi di dragaggio del porto, l'entrata e l'uscita dal porto di Pescara sono consentite unicamente ad unità aventi pescaggio massimo non superiore a 4,40 mt. in condizioni meteomarine assicurate.

Articolo 2

Il Comandante della nave che si appresta all'ingresso in porto deve comunicare, almeno 15 minuti prima, via radio VHF canale 16, alla Capitaneria di Porto di Pescara, i relativi pescaggi.

Analoga comunicazione dovrà essere resa, secondo le medesime modalità, dal Comandante della nave che si appresta a lasciare il posto di ormeggio.

Il Pratico Locale, all'atto dell'imbarco sulla nave per l'espletamento del servizio, dovrà accertare che il pescaggio massimo della stessa rispetti i limiti fissati dal presente provvedimento.

Nel caso in cui la nave che intende ormeggiare nel Porto canale di Pescara abbia un pescaggio superiore a quello consentito, il Pratico Locale non dovrà iniziare le manovre di pilotaggio, e dovrà informare tempestivamente questa Capitaneria di Porto.

Articolo 3

Il Pratico Locale, con la periodicità dallo stesso ritenuta necessaria, dovrà continuamente monitorare la situazione batimetrica degli specchi acquei portuali, informando tempestivamente questa Capitaneria di Porto di qualunque variazione potenzialmente pericolosa per la sicurezza della navigazione.

Articolo 4

I trasgressori alle disposizioni della presente ordinanza, oltre ad essere civilmente e penalmente responsabili dei danni che potrebbero derivare a persone e/o cose incorreranno, sempre che il fatto non costituisca diverso o più grave reato, nelle sanzioni previste dagli artt. 1174 e 1231 del Cod. Nav.

Articolo 5

Le ordinanze in precedenza emanate sono abrogate.

E' fatto obbligo a chiunque spetti, di osservare e di far osservare la presente ordinanza.


Pescara, lì 05 FEBBRAIO 2008
firmato
IL COMANDANTE
C.V.(CP) Antonio BASILE