Balneatori, si apre uno spiraglio contro l’aumento dei canoni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si apre uno spiraglio per la battaglia delle imprese balneari contro l’aumento dei canoni demaniali marittimi fino al 200 per cento. Un emendamento al decreto cosiddetto Milleproroghe presentato dal parlamentare Massimo Vannucci ridurrebbe infatti l’aumento dei canoni al 200 per cento a fronte del 1200 per cento, da calcolare a partire dal 2004 e non più dal 1994.
«Siamo ancora insoddisfatti» spiega il presidente di Fiba-Confesercenti Abruzzo Antonio La Torre «perché aumenti consistenti rischiano di mettere fuori mercato centinaia di piccole e medie imprese balneari. Ma prendiamo atto del passo avanti che viene compiuto: è un primo risultato della grande mobilitazione promossa da Fiba-Confesercenti, culminata il 18 gennaio con la grande manifestazione di Montesilvano alla quale hanno partecipato oltre 300 imprenditori di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise».
La Fiba-Confesercenti Abruzzo ribadisce che «resta valida la posizione a suo tempo assunta in relazione alla corretta interpretazione della volontà legislativa introdotta dalla Finanziaria 2007, secondo la quale tutte le pertinenze demaniali marittime, insistenti su concessioni rilasciate ad uso turistico ricreativo, seguano funzionalmente la natura turistica del bene principale».
L'associazione più rappresentativa delle imprese balneari abruzzesi si augura che «questa logica interpretazione, condivisa da diversi parlamentari, possa presto tradursi in un atto normativo in grado di definire, una volta per tutte, la destinazione turistico ricreativa delle pertinenze insistenti all'interno delle concessioni demaniali marittime».
Il Comitato Fiba del Medio Adriatico, nel confermare comunque lo stato di agitazione, ribadisce l'appuntamento per la manifestazione nazionale a Roma, che sarà rimodulata alla luce dello scioglimento delle Camere.

Intanto oggi a Pescara gli assessori Camillo D'Angelo e Riccardo Padovano hanno incontrato i rappresentanti dei balneatori, sul problema dell'occupazione del suolo pubblico da parte di alcuni stabilimenti, in particolare quelli situati sulla Riviera in prossimità del centro.
Il Comune, pur ritenendo legittimi i provvedimenti adottati, ha cercato una mediazione con la categoria.
Sul tavolo il computo delle aree sulle quali calcolare la Tarsu.
Fra i punti affrontati, l'assessore D'Angelo pur ritenendo corretta la procedura dell'amministrazione ha invitato i rappresentanti dei balneatori ad avanzare una domanda per l'abbattimento delle sanzioni, in quanto nel caso venga acclarato il titolo della proprietà con la conseguenza di rendere valida anche la richiesta degli arretrati, il mancato versamento della tassa non è riconducibile a un comportamento omissivo da parte dei soggetti interessati.

06/02/2008 19.10