Alitalia, Toto: «pronti con una offerta vincolante»

Alessandro Biancardi

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ALITALIA. Il ministro dimissionario Padoa Schioppa in una intervista al Sole 24 Ore di domenica ha detto che è pronto a vendere Alitalia ad ogni costo. E Toto rilancia: «siamo pronti a presentare in tempi brevi una proposta vincolante con un gruppo di imprenditori italiani: non solo del Nord, ma di tutta Italia».


ALITALIA. Il ministro dimissionario Padoa Schioppa in una intervista al Sole 24 Ore di domenica ha detto che è pronto a vendere Alitalia ad ogni costo. E Toto rilancia: «siamo pronti a presentare in tempi brevi una proposta vincolante con un gruppo di imprenditori italiani: non solo del Nord, ma di tutta Italia».Insomma la vendita della Compagnia di bandiera, a guardarla dalla parte del Governo, sembra ormai conclusa. Sentendo le intenzioni di Ap Holding, invece, sembra che la gara sia ancora aperta.
«In questi giorni», fa sapere Air One, «stiamo lavorando per evitare la sciagurata perdita di due leve strategiche del Paese: la Compagnia di bandiera e lo scalo di Malpensa, entrambi fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra economia e del nostro turismo».
E questo non perché una soluzione italiana sia necessariamente migliore di una straniera, assicura Toto, «ma perché la nostra soluzione è l'unica che tutela gli interessi reali di Alitalia, dei suoi lavoratori, dei suoi azionisti, del Paese e di Malpensa».
Così Ap Holding starebbe lavorando ininterrottamente «affinché possa avvenire in Italia quanto è avvenuto per Iberia pochi mesi fa, quando un gruppo di imprenditori spagnoli ha evitato che la compagnia finisse in mani straniere. Non abbiamo alcun interesse, come paventato da alcuni, a danneggiare Alitalia in nessun modo, piuttosto vogliamo che sia preservata, ristrutturata e rilanciata».
Il ritiro di AP Holding lo scorso 17 luglio dalla Procedura di privatizzazione fu una scelta obbligata, assicura oggi l'azienda che ricorda che nella fase di due diligence, non furono rese disponibili tutte le informazioni sostanziali riguardanti AZ Servizi (gestita da Fintecna), ovvero relative a circa il 50% del Gruppo Alitalia che complessivamente impiega oltre 8.000 persone.
Inoltre furono concessi ad AP Holding soltanto 45 giorni per trovare un accordo con i sindacati contro i 90 richiesti e quindi le negoziazioni sarebbero dovute avvenire tra il 15 luglio ed il 30 agosto. «Periodo breve, estivo e certamente non ideale per un lavoro di questo tipo».
Per quanto riguarda gli aspetti finanziari «fino ad oggi», continua l'azienda, «eravamo in una fase non vincolante: le banche possono prendere impegni vincolanti solo nel contesto di un'offerta vincolante. Gli impegni assunti dalle banche internazionali che affiancano AP Holding, valutati oggi insufficienti, erano altresì stati valutati adeguati nella prima Procedura, al punto tale che il MEF ammise AP Holding alla fase finale di presentazione di una proposta vincolante. Oggi sembrerebbe non essere più così».
AP Holding nei giorni scorsi ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la trattativa in esclusiva con Air France KLM, affinché possa presentare anch'essa una proposta vincolante per Alitalia.
Nel ricorso viene richiesto inoltre che siano resi noti i criteri e le condizioni minime per presentare una proposta vincolante seria ed affidabile.
«Per Alitalia», ha ricordato Toto, «non si tratta di una vendita di una società privata, ma di un'azienda il cui azionista di riferimento è pubblico e quindi criteri e modalità devono essere resi noti con trasparenza e in partenza, come era avvenuto nella Procedura di inizio anno».
Su questo spetterà al TAR pronunciarsi nei prossimi giorni ma secondo Air One in questi giorni starebbe avvenendo «una diffusione di informazioni profondamente inquietanti circa lo stato di salute della Compagnia. E' importante che non vi siano in queste ore indebite pressioni sul tribunale da parte di nessuno, né che si facciano allarmismi o processi sui giornali. La situazione di Alitalia, seppur poco chiara, è certamente critica».

PADOA SCHIOPPA: «FARO' DI TUTTO PER VENDERE ALITALIA»


«Non è che, perchè il Governo è dimissionario, se c'e' il terremoto di Messina bisogna rimandare ogni intervento a quando ci sarà un Governo nel pieno dei poteri. Alitalia è un'emergenza acuta. Devo fare quanto è possibile per evitare che venga ostruito l'unico sbocco positivo a una crisi che dura da molti anni».
Intervistato dal Sole 24 Ore, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa cerca di proteggere la privatizzazione piu' difficile degli ultimi 15 anni.
«Ho parlato a fine dicembre di impulsi di autodistruzione presenti nella società italiana e nella classe politica. Non pensavo che passasse appena un mese - dice ancora il ministro - perchè questi impulsi prendessero il sopravvento. Si sono manifestati nell'interruzione prematura della legislatura. E, piu' in piccolo, si manifestano anche nella vicenda Alitalia».
Padoa-Schioppa non nasconde inoltre il rischio che «se si va troppo oltre potrebbe venir meno l'oggetto della disputa».
Il ministro si sofferma sul "potere di ostruzione". «Sono in molti - dice - ad averlo. Anche i sindacati potrebbero averlo, ma stanno dimostrando un atteggiamento molto responsabile». E osserva che «la iperdrammatizzazione de problema di Malpensa e Alitalia e' uno sfruttamento politico, piu' che il risultato di una corretta analisi economica».

04/02/2008 9.29