Centro Oli, scatta l’inchiesta e la politica fa melina

Alessandro Biancardi

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Centro Oli, scatta l’inchiesta e la politica fa melina
ORTONA. Giornata travagliata per il progetto del centro Oli di Ortona. Doveva essere un giorno importante per una nuova presa di posizione del consiglio regionale nel quale si sarebbe dovuto discutere un progetto di legge e ordini del giorno tutti miranti al blocco del progetto dell’Eni, almeno in quelle contrade ai confini tra Ortona, Francavilla, Tollo e Miglianico. LA CONTRARIETA’ DEI VERDI:«CI SIAMO DISSOCIATI. CONTRARI ALLE FUGHE IN AVANTI»
Intanto sembrano aver preso consistenza le voci che già da alcune settimane volevano l'apertura di una inchiesta della procura di Chieti sull'intera vicenda.
Sembrerebbe che alcuni sequestri siano stati effettuati anche in Comune alcuni giorni fa.
E' solo l'inizio di un lungo lavoro di valutazione di documenti e di indagini che dovranno stabilire se sono stati commessi reati nell'espletamento di una procedura amministrativa contestatissima e non senza ombre.
Sul fronte politico invece sono fioccate le polemiche.
Stamane all'inizio dei lavori a Pescara è stato subito rinviato in commissione il progetto di legge presentato dal consigliere di An Fabrizio Di Stefano contenente i provvedimenti urgenti a tutela della costa teatina.
La richiesta di rinvio in commissione, accolta a maggioranza, è stata presentata dal capogruppo dello Sdi Camillo Cesarone.
Alla votazione ha assistito una nutrita delegazione di cittadini di Ortona.
Molti di loro hanno anche manifestato all'esterno di palazzo di Città contro l'insediamento dell'Eni.
Il rinvio e' stato deciso in quanto il primo febbraio si svolgera' a Pescara una conferenza di servizi proprio in merito al progetto del Centro Oli di Ortona.
A favore del rinvio si e' espresso anche il presidente della Giunta Ottaviano Del Turco.
Lo stesso presidente ha poi spiegato di voler attendere l'esito della conferenza di servizi
del primo febbraio, anche per capire se in quella sede saranno accolte le perplessità del Mario Negri Sud sul progetto dell'Eni.
Il primo febbraio saranno presenti anche rappresentanti dell'Eni e a questo proposito il presidente della Regione ha chiarito che «l'Eni ha il diritto di essere ascoltato».
Del Turco ha illustrato pubblicamente perche' e' favorevole al progetto dell'Eni ed ha chiarito che «prima di rilasciare le autorizzazioni ho sentito - ha detto - tutte le strutture. Nessuna di queste - ha aggiunto - ha espresso pareri negativi o dubbi. A coloro che hanno dubbi ho proposto – ha detto sempre il presidente - di andare in Basilicata, per visitare l'impianto realizzato li', in Val d'Agri».
Del Turco si e' informato, su quell'impianto, ricevendo notizie positive, ed ha anche saputo che «ogni anno entrano 90 milioni di euro nel bilancio della Regione Basilicata, in relazione a questo impianto, e tali fondi possono essere usati solo per la Val d'Agri. La Regione Abruzzo - ha osservato Del Turco – avrebbe bisogno di un interlocutore dal punto di vista industriale e l'Eni e' uno di quelli che conta di piu'».
In relazione alle conseguenze dell'impianto di Ortona, il presidente ha «preso atto di quanto affermato dal Mario Negri Sud» e per questo, ha aggiunto, «abbiamo deciso di convocare la conferenza di servizi», del quale si attende di conoscere l'esito prima di prendere ulteriori decisioni».
Poi però in serata si è registrato il nulla di fatto.
«Sull'insediamento Del Turco rifiuta il confronto» è l'accusa lanciata dal consigliere regionale di An, Fabrizio Di Stefano, a margine dei lavori del Consiglio Regionale in corso di svolgimento a Pescara.
«La mia proposta di legge era giacente da tempo in commissione – spiega Di Stefano – per cui ho ritenuto opportuno richiederne l'iscrizione senza relazione all'ordine del giorno del Consiglio così come previsto dal regolamento, ma Del Turco, accortosi che la sua maggioranza si stava sfilacciando, ha richiamato tutti all'ordine chiedendo il rinvio del provvedimento in commissione, eliminando così ogni possibilità di confronto su una vicenda ancora tutta da chiarire».
«Da parte nostra – conclude Di Stefano – c'è la volontà di discutere sul problema avendo la certezza che fino a quando non avremo ben chiari tutti gli aspetti di ordine sanitario ed ambientale non ci sarà il via libera al progetto: ci fa piacere che alcuni consiglieri di maggioranza come il collega D'Alessandro, l'Italia dei Valori ed altri abbiano condiviso questo intento, purtroppo la loro presa di posizione non è stata sufficiente a
sconfiggere la politica dello struzzo imposta dal governatore regionale».

29/01/2008 18.30

LA CONTRARIETA' DEI VERDI:«CI SIAMO DISSOCIATI. CONTRARI ALLE FUGHE IN AVANTI»

«Fino ad oggi lo sviluppo della nostra Regione si è basato sullo sviluppo sostenibile e sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali fino a prevedere nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR), proprio in quella zona, un Distretto Agroalimentare di Qualità per l'enorme valenza economica, sociale, lavorativa, ambientale dell'agricoltura vitivinicola».
Sono i concetti espressi ieri in consiglio regionale dal capogruppo dei Verdi Walter Caporale che ha sottolineato anche come lo studio del Mario Negri Sud, nella relazione commissionata dalla Provincia di Chieti, abbia rilevato le pesantissime conseguenze di un centro petrolchimico di questo tipo su salute umana, agricoltura ed ambiente.
«Ho sottolineato», ha aggiunto Caporale, «come siano inconciliabili le scelte che il Governatore Del Turco sta prendendo in materia di inceneritori e del petrolchimico di Ortona con la permanenza dei Verdi in questa maggioranza: per la prima volta, in un Consiglio Regionale, si sono dissociati ufficialmente dalla maggioranza proprio per queste fughe in avanti del Presidente della Regione fino a votare favorevolmente la proposta del partito di AN che chiedeva, giustamente, la sospensione di qualsiasi insediamento industriale nei territori che dovrebbero entrare nel perimetro del Parco della Costa Teatina».
30/01/2008 15.59