Alitalia: il Governo in crisi e Toto teme la sveltina

Alessandro Biancardi

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ROMA. I vertici di Alitalia vorrebbe chiudere in fretta le trattative con Air France Klm. La notizia è nell’aria da un paio di giorni e nessuna smentita è ancora arrivata. In più si aggiunga lo stato di piena crisi del Governo italiano, in altre faccende affaccendato. La cordata di Toto si dice quindi preoccupata e il presidente della Lombardia Roberto Formigoni chiede di fermare tutto.
«Il governo deve congelare ogni trattativa tra Alitalia e Air France», ha detto questo pomeriggio Formigoni, «finchè il governo e la Lombardia non raggiungeranno un accordo».
Ma il governo, in piena crisi politica, sembra aver accantonato la questione.
Ma il governatore della Lombardia non molla la presa e oggi è tornato a chiedere all'esecutivo che si convochino le riunioni che sono saltate la settimana scorsa.
«Temo che ci sia un blitz», ha detto, «in un momento in cui il governo c'e' e non c'e', non vorrei che qualche ministro, nottetempo, pensasse di firmare qualche accordo all'insaputa della Lombardia e qualche amministratore francese andasse troppo in là».
E anche la Ap Holding fa sentire le proprie ragioni.
Questo pomeriggio la società che detiene Air One si è detta preoccupata: «Il fatto che non vengano smentite indiscrezioni stampa secondo le quali il vertice Alitalia vorrebbe chiudere in fretta la trattativa con Air France-Klm, pur in presenza di una crisi di Governo, è molto grave. Ad un iter non trasparente di selezione del potenziale acquirente si aggiungerebbe il tentativo di chiudere la negoziazione in assenza di un Governo che abbia la pienezza dei suoi poteri».
Secondo l'azienda dell'imprenditore teatino «in questi giorni sta avvenendo anche una diffusione di informazioni allarmanti circa lo stato di salute della Compagnia: a settembre il presidente di Alitalia in una intervista parlava di liquidità residua per 12 mesi, oggi invece non vengono smentite notizie di stampa che parlano di liquidità fino a marzo. Per un'azienda quotata in Borsa si tratta di modalità non chiare quantomeno della propria comunicazione».
E Ap Holding ricorda ancora che non è stato possibile conoscere «né i criteri di selezione adottati per scegliere la compagnia, né gli elementi essenziali del piano prescelto che rimangono ancora oggi sconosciuti».
29/01/2008 18.20