Distretto sanitario, Di Blasio:«fatto tutto secondo la legge»

Alessandro Biancardi

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LA STORIA INFINITA DEL DISTRETTO SANITARIO. MONTESILVANO. Dopo gli articoli pubblicati da PrimaDaNoi.it sul distretto sanitario di base e il bando di gara per la selezione dei progettisti incaricati a realizzare l'opera, interviene l'ex direttore della Deborah Ferrigno, Gianluca Di Blasio, attualmente agli arresti domiciliari per l’inchiesta Ciclone, attraverso il suo avvocato Mariangela D'Aurizio.
Lo scopo è chiarire alcuni punti fondamentali.
Sulla questione del bando pubblico per la selezione dei progettisti l'avvocato fa sapere che il suo assistito «provvide a pubblicarlo non all'albo pretorio del Comune, bensì nel sito internet dell'azienda (www.aziendaspeciale.net), in coerenza con quanto affermato dalla copiosa giurisprudenza amministrativa; infatti la partecipazione di professionisti è stata rilevante».
Circa l'importo mancante nell'avviso pubblico Di Blasio assicura che fosse «a tutti ignoto», e perciò non segnalabile, «e che sarebbe stato sviluppato proprio in base alle indicazioni che gli addetti ai lavori (in primis la direzione Asl) avrebbero fatto pervenire, così com'è effettivamente avvenuto».
«Non ci fu alcun affidamento fiduciario», continua la lettera dell'avvocato D'Aurizio, «ma una comparazione oggettiva tra i curricula pervenuti», tanto che, assicurano «nessuno dei concorrenti presentò un ricorso».
Di Blasio, inoltre, ricorda che «per salvaguardare la posizione pubblica della Ferrigno (responsabile della realizzazione del progetto) «si inserì nell'avviso la clausola di pagamento dei compensi professionali subordinata condizionatamente all'erogazione dei finanziamenti e dei mutui necessari alla realizzazione dell'opera, così come soltanto pochi giorni prima, la suprema corte di Cassazione aveva legittimato».
L'avvocato preferisce poi non fare alcun commento sul decreto 163/2006 dal momento che «la semplice analisi cronologica (l'avviso è del settembre 2005) ne fornisce la prova più ampia».
Nel 2005, infatti, era ancora in vigore la Legge Merloni che comunque stabiliva una soglia per le gare europee…
Ma l'avvocato ricorda che la norma di riferimento «afferisce alle pubbliche amministrazioni e l'azienda speciale non lo è».
Nel fax inviato alla nostra redazione si legge anche la diffida alla Deborah Ferrigno «a non effettuare alcun pagamento, in caso di mancato finanziamento come stabilisce il principio contenuto nel bando».
In caso negativo, infatti, «ogni responsabilità ricadrebbe sui relativi organi deliberanti».
Una faccenda che probabilmente subirà una accelerata se alle parole del sindaco Cordoma («progetto faraonico va ridimensionato») seguiranno i fatti e dunque un nuovo progetto e chissà forse i lavori.
Restano comunque nodali i punti che riguardano finanziamenti pubblici gestiti attraverso un' Azienda speciale «che non è un ente pubblico», ricorda l'avvocato. Anche se proprio su questa versione la procura pare non essere d'accordo.
Inoltre, resta da chiarire cosa prescriva la legge in quanto a pubblicità da dare alla gara.
Se le norme prescrivono “la gara europea” il bando deve necessariamente essere pubblicato sulla gazzetta ufficiale europea e a nulla vale che il sito web della Ferrigno possa essere visto in tutto il mondo.

29/01/2008 13.58