Ial Cisl, Trerè: «noi esempio di trasparenza»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’inchiesta giudiziaria che si sta abbattendo sullo Ial Cisl potrebbe creare all’istituto un danno di immagine, lo ha detto ieri il segretario regionale Maurizio Spina. Tende a rasserenare gli animi Graziano Trerè, segretario Nazionale. E il commissario Evangelista assicura: «stiamo pagando i corsisti e i docenti, compatibilmente alle nostre disponibilità economiche».
«Capisco Spina quando è preoccupato per un danno d'immagine», ha raccontato Trerè a PrimadaNoi.it dal suo ufficio romano.
«Lui si trova in prima linea, subisce suo malgrado tutto quello che sta accadendo e tutto quanto è avvenuto quando non era segretario».
Ma un effetto negativo sull'immagine dell'istituto Trerè lo esclude categoricamente: «non può esserci, semplicemente perché siamo stati noi a inviare un esposto alla magistratura e chiedere di indagare, appena ci siamo accorti di una gestione contabile non comprensibile».
E a quelle denunce bisogna certamente sommare anche quelle presentate da corsisti e docenti mai rimborsati o pagati.
«In un mare magnum di politici che si lavano i panni sporchi in famiglia», ha continuato il segretario nazionale, «penso che l'atteggiamento di autodenuncia dello Ial sia decisamente un segnale positivo».
Ma cosa c'è che non va nei conti dello Ial? La voragine, prima di tutto. Numeri esorbitanti che oscillano e che sarebbero saltati fuori all'improvviso nel corso di una ispezione voluta dal direttivo nazionale nel 2006.
E c'è soprattutto quella che Trerè definisce continuamente «una gestione poco chiara» che «non trova giustificazioni», soldi spariti senza «motivazioni giustificative».
Si parla di finanziamento ai partiti, sostegno ad una squadra di calcio del meridione e auto di lusso…Ma Trerè non ci crede: «mi sembrano racconti da bar…»
Come ha fatto lo Ial a ricevere recentemente l'accreditamento della Regione?
«Per ricevere l'accreditamento», ha spiegato, «bisognava presentare un documento che certificasse la regolarità contributiva che rilasciano Inps e Inail, verso i quali noi ci troviamo in una situazione debitoria».
Ma si è trovato un accordo: «abbiamo ottenuto un dilazionamento in 60 rate del debito, approvato dal cda dell'Inps. Quindi anche la documentazione è a posto».
E come si è fatto a certificare lo stato di buona salute del bilancio regionale?
«Nel Bilancio consuntivo del 2006, al 31 dicembre, (conseguente all'ispezione) è emersa la situazione debitoria di 16 milioni e creditoria nei confronti della Regione di 6 milioni di euro. Il Bilancio è stato approvato e presentato per ricevere l'accreditamento».
E l'accreditamento è arrivato.

EVANGELISTA: «PAGAMENTI E CASSA INTEGRAZIONE»

E della situazione parla oggi anche il commissario straordinario Pietro Evangelista, nominato l'8 giugno del 2007 con pieni poteri. Con la sua nomina c'è stato lo scioglimento di tutti gli organi statutari dell'Ente.
«Dalle prime verifiche effettuate sulla situazione contabile è emersa», ha raccontato Evangelista, «così come già riscontrato nella perizia del consulente, l'inaffidabilità della stessa e la non corrispondenza delle scritture contabili con i fatti di gestione».
Proprio per questo è stato presentato un esposto alla Procura di Pescara.
«Nel periodo di commissariamento», ha assicurato Evangelista, « in coerenza con il mandato ricevuto, compatibilmente con le risorse disponibili si è provveduto ad avviare il pagamento degli stipendi arretrati e correnti ai dipendenti, di quanto dovuto agli studenti, dei contributi previdenziali correnti, ma anche, a gestire quel tanto di attività formativa che potesse consentire, congiuntamente ad un rigido contenimento delle spese e ad un'accorta politica di risparmio, il risanamento finanziario e la ripresa dell'iniziativa formativa».
Infine a favore del personale dipendente «si è ottenuto l'utilizzo della Cassa integrazione a rotazione, ma ancor più, si sono determinate le condizioni per l'accesso di gran parte del personale alla procedura regionale per l'esodo».
Quello che adesso preoccupa di più «è la riscontrata inesigibilità dei crediti vantati presso la Regione per attività svolte . Crediti sulla cui imprescindibilità si basa l'intero piano di
Risanamento».
D'altra parte, ha ricordato Evangelista, «la non corretta tenuta contabile non consente una ricostruzione fedele di quanto avvenuto, terreno questo, su cui si concentra l'attenzione e l'indagine della magistratura».

A.L.

29/01/2008 10.40