Costantini VS Il Centro:«notizie false contro di me»

Alessandro Biancardi

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IL CASO. PESCARA. «Notizie palesemente false in campagna elettorale». E’ questo l’atto di accusa del deputato Idv e candidato sindaco a Pescara, Carlo Costantini, che da qualche tempo dice di essere oggetto di strani articoli di stampa. Così spara a zero contro il quotidiano più letto della regione… proprio in un momento cruciale. Ma poi ci ripensa. L’ORDINE DEI GIORNALISTI:«COSTANTINI NON PUO’ SPARARE A ZERO E POI RIMANGIARSI TUTTO» COSTANTINI:«NON HO DOSSIER MA RIFERIRO’ TUTTO QUELLO CHE SO ALL’ORDINE»
E' un caso e diventerà polemica e aspra battaglia nei prossimi giorni: sembra averne tutti i presupposti.
Sta di fatto che un articolo pubblicato ieri, proprio non è andato giù a Costantini che non ci sta a passare per uno che si candida e fa «patti segreti con il Polo».
Così forse con eccessiva fretta convoca una conferenza stampa per spiegare tutto, fissata per questa mattina.
Ma di buon ora (alle 7) arriva la disdetta dell'incontro per «non avvelenare ulteriormente il clima già arroventato».
Troppo tardi perché la “bomba” è già scoppiata.
La conferenza stampa doveva servire ad «annunciare le reazioni e le iniziative di IDV a tutela del diritto dei cittadini di Pescara ad una corretta informazione, dopo il titolo di apertura della prima pagina di oggi (domenica) del quotidiano Il Centro di presentazione dell'articolo sulla manifestazione politica secondo il quale la sfida dell'On. Costantini, candidato Sindaco, sarebbe in un patto con il Polo».
Dalle notizie che trapelano ci sarebbero già azioni precise da parte dell'intero partito «assunte in ogni sede».
Inoltre, si parla di «altri gravissimi episodi» e di «retroscena relativi ai singolari rapporti intrattenuti in questi anni tra giornalisti della pagina locale del medesimo quotidiano e l'Ufficio Stampa del Sindaco di Pescara», e di come questi presunti rapporti abbiano avuto dei «riflessi sull'informazione fornita ai cittadini di Pescara».
Costantini ed il partito parla di «gravissimi precedenti specifici del medesimo quotidiano, alla loro potenziale incidenza sulla politica locale e sugli scandali giudiziari che la stanno attraversando, ai pericoli che ne derivano per la stessa democrazia, nella imminenza della campagna elettorale per le comunali di Pescara».
Insomma accuse gravissime lanciate e poi ritirate che probabilmente innescheranno reazioni a catena e che di sicuro riaprono uno scenario sul quale occorre fare chiarezza.
I fatti già accertati in passato con l'inchiesta Fira hanno potuto appurare rapporti molto stretti tra l'allora direttore Antonio Del Giudice e il vertice della Fira, Giancarlo Masciarelli il quale consigliava «il taglio dell'articolo» sulle perquisizioni della Finanza nella sede della finanziaria regionale.
Argomenti importantissimi in un periodo delicato come quello delle elezioni dove l'informazione gioca un ruolo fondamentale nel veicolare “la verità” sui candidati in corsa per la carica più importante della città.
E non è detto che altre verità siano già state raccolte su rapporti troppo stretti tra stampa e politica.

28/01/2008 10.23

L'ORDINE DEI GIORNALISTI:«IL QUOTIDIANO HA RETTIFICATO MA COSTANTINI NON PUO' SPARARE A ZERO E POI RIMANGIARSI TUTTO»

Questa mattina il quotidiano “Il Centro” ha pubblicato una rettifica, ammettendo in sostanza di aver forzato un titolo per «eccesso di sintesi giornalistica».
Episodio chiuso?
Sembrerebbe di no.
«Se l'oggetto della presa di posizione dell'onorevole Costantini fosse stato ottenere la rettifica di un titolo infelice», scrive l'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, «come poi lo stesso quotidiano ha ammesso e fatto avrebbe dovuto seguire la normale procedura prescritta dalle norme (che pure dovrebbe conoscere).
Non si può indire a cuor leggero una conferenza stampa minacciando rivelazioni esplosive, che chiamano in causa – perché di questo si tratta – l'onorabilità di un quotidiano e dei suoi giornalisti e quella di un Ufficio stampa dove hanno lavorato e lavorano altri giornalisti, ignari del meccanismo pericoloso che si sta mettendo in moto. Non si può dire – e sono parole ancora del citato comunicato stampa – che si intravvedono perfino “pericoli per la democrazia” e poi fare dietrofront. Non si può gettare la pietra e ritirare la mano, per vedere di nascosto l'effetto che fa».
Ma il presidente dell'Ordine Stefano Pallotta non si ferma.
«E' perfino inaudito», aggiunge, «che un deputato della Repubblica faccia intendere di possedere dossier contro giornali e giornalisti e per questo convochi una conferenza stampa e poi li riponga nel cassetto, magari in attesa di tirarli fuori al momento giusto. Quando torneranno comodi. O utili. L'informazione libera e corretta, non condizionata dagli assetti di potere - chiunque li rivesta o li occupi - è un bene costituzionalmente garantito, e dunque non nella disponibilità di singoli attori interessati. Su quel bene, ed in particolare sull'onorabilità dei giornalisti, il loro rispetto della deontologia professionale, l'Ordine dei giornalisti esercita funzioni di vigilanza attribuite dalla legge. Crediamo che l'onorevole Costantini debba fornire al più presto chiarimenti su quanto accaduto, dire quel che sa, esibire quel che ha. Crediamo debba farlo, soprattutto se dice di avere a cuore il diritto dei cittadini di essere informati».

28/01/2008 12.22

COSTANTINI:«NON HO DOSSIER MA RIFERIRO' TUTTO QUELLO CHE SO ALL'ORDINE»

«Mi fa piacere l'interessamento dell'Ordine», dice Costantini in risposta alla dura presa di posizione del presidente Pallotta.
«Intanto la conferenza stampa non è mai stata revocata, è stata solo sospesa», ha aggiunto Costantini, «e questo solo per dare seguito all'invito rivoltomi da dirigenti di partito e dai candidati le cui valutazioni ho il dovere di tenere in considerazione. Di conseguenza l'episodio non è affatto chiuso. Inoltre non ho parlato di “dossier” che non possiedo ma solo di notizie in mio possesso. Per questo valuto favorevolmente il rigore con il quale l'Ordine ha manifestato la propria volontà di valutare fino in fondo le questioni denunciate, ritenuta in questa fase la sede dell'Ordine la più idonea ad affrontarle, manifesto formalmente la mia disponibilità a riferire direttamente al competente organismo dell'Ordine professionale, dal quale attendo di essere convocato».

28/01/2008 15.57