Distretto sanitario: tra i due progetti il terzo gode

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. «Il nuovo distretto sanitario di via di Vittorio è una esigenza per tutta la città». «Indispensabile realizzarlo». Restano però le incognita sui tempi e sulla struttura (come sarà, quanto grande ecc). Così il sindaco Pasquale Cordoma a PrimaDaNoi.it.  


MONTESILVANO. «Il nuovo distretto sanitario di via di Vittorio è una esigenza per tutta la città». «Indispensabile realizzarlo». Restano però le incognita sui tempi e sulla struttura (come sarà, quanto grande ecc). Così il sindaco Pasquale Cordoma a PrimaDaNoi.it.

 


Resta inoltre l'incognita della gara di progettazione. I professionisti incaricati di realizzare l'opera sostengono che ci sia stata una “gara europea” per l'affidamento della progettazione. PrimaDaNoi.it è in grado di mostrarvi il documento ufficiale per la selezione: un semplice avviso pubblico, a suo tempo affisso all'albo pretorio. Ma le procedure per le gare europee prevedono ben altre pubblicazioni e divulgazione che possano permettere a tutte le persone interessate residenti nella Ue partecipare al bando.
Una cosa sembra certa: il progetto realizzato dai progettisti non è quello definitivo.
«Di ufficiale non c'è ancora nulla», ha spiegato il sindaco Cordoma, «di sicuro non ci sono i soldi per realizzare il distretto così come è stato progettato, perché un'opera faraonica di quella portata non trova riscontro nè nelle casse del Comune né in quelle dell'Asl. La politica di Balestrino», ha spiegato ancora il primo cittadino, «è chiara: tagliare le spese, quindi questo ci porta obbligatoriamente a dover rivedere quel progetto».
Di faraonico, l'ultima versione che conosciamo tutti, non aveva solo la struttura (due blocchi con una torre) ma anche il costo: 3 milioni e 200 mila euro.
«Il distretto si deve fare», ha aggiunto Cordoma, «e per questo dobbiamo ridimensionarlo, adesso siamo ancora in fase ideativa».
Sono due gli step che si dovranno compiere in breve tempo: «rifare la convenzione con la Asl per stabilire i termini economici dell'accordo e decidere quanti metri quadri di struttura e quanti corpi realizzare. Dobbiamo farlo bene dal momento che vogliamo realizzare qualcosa di vero e non la casa delle bambole», ha sottolineato ancora il sindaco, «qualcosa che nei prossimi 20 anni sia a disposizione dei cittadini e che ci permetta magari in un prossimo futuro di aggiungere qualche altro blocco».
Per il nuovo progetto si useranno gli stessi progettisti o si procederà ad un nuovo bando?
«Questo dobbiamo valutarlo. Non abbiamo ancora deciso nulla».

3 PROGETTI PER UN DISTRETTO

In questo modo il numero di progetti per il distretto sanitario salirà a quota tre. Sarà, infatti, il terzo lavoro su carta realizzato dal 1996 ad oggi.
Il primo è stato quello dell'ingegner Giovanno Lupone approvato con delibera del consiglio comunale del 4 luglio 1996.
Allora il sindaco era Renzo Gallerati, Pasquale Cordoma era un consigliere di minoranza.
La votazione quel giorno passò con 16 voti favorevoli, nessun contrario e 8 astenuti (Alfredo Di Gregorio, Luigi Marchegiani, Corrado Carbani, Igidio Petricca, Giancarlo Cipolletti, Ferdinando Di Giacomo, Pierluigi Vasile e Vincenzo Savini).
Per questo progetto la Asl aveva messo a disposizione 2 miliardi di vecchie lire e la commissione edilizia comunale nella seduta del 30 aprile aveva espresso parere contrario in quanto «l'area su cui insiste la costruzione è destinata a verde pubblico».
Ci fu poi una variante al prg e la zona diventò «zona per attrezzature locali»

L'AVVISO PUBBLICO

Passano gli anni, del distretto non se ne fa ancora niente.
Ma si decide di rifare un nuovo progetto. Anche la somma lievita, si arriva a 3 milioni di euro.
Viene archiviato il progetto dell'ingegner Lupone.
C'è bisogno di un nuovo disegno, una nuova idea, sebbene il consiglio comunale si fosse già espresso e aveva scelto.
Come si fa?
Viene pubblicato un avviso pubblico, affisso all'albo pretorio così come aveva annunciato PrimaDaNoi.it già in un altro articolo, per acquisire i curricula dei tecnici «a cui affidare l'incarico di redazione del progetto preliminare ed esecutivo dell'opera, nonché ogni altro adempimento consequenziale (direzione lavori, sicurezza, ecc…)».
Pdn oggi vi mostra integralmente quell'avviso pubblico, datato 28 settembre 2005 e firmato dall'allora direttore dell'azienda Deborah Ferrigno Gianluca Di Blasio.
Ma il decreto legislativo 163/06 è chiaro.
Basta leggere gli articoli 90 e 91.
L'articolo 90, comma 1 stabilisce che per importi superiori a 100 mila euro ci debba essere una gara europea.
L'articolo 91 comma 2 stabilisce che sotto la soglia dei 100 mila euro si possa provvedere alla richiesta diretta di curricula.
Proprio perché non ci fu gara europea per la progettazione, così come richiesto dalla legge per progetti di tale portata, ma fu seguita una procedura per i progetti sotto ai 100 mila euro, oggi il Comune potrebbe decidere di pagare solo quella parcella.
Ma questo poi bisognerà ancora valutarlo….
E nel caso in cui si decidesse di affidare i lavori a nuovi progettisti come si procederà?
Un boccone amaro per i progettisti che hanno già mostrato segni di cedimento con reazioni poco consone al buon senso arrivando a parlare addirittura di «violazione della privacy» perché Pdn ha fatto i loro nomi e per questo chiedendone "pubbliche scuse".

Alessandra Lotti 28/01/2008 9.05


L'AVVISO PUBBLICO E LA DELIBERA


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13310]QUELLA SVISTA DEL DIRETTORE DI BLASIO[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13324]LE RAGIONI DEI PROGETTISTI[/url]