Bussi sul Tirino, cassa integrazione straordinaria per 18 dipendenti Scam

Alessandro Biancardi

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BUSSI. Diciotto dipendenti della ditta Scam di Bussi sul Tirino, società che opera nell’indotto della Solvay, usufruiranno della cassa integrazione guadagni straordinaria anzichè essere collocati in mobilità.

Il provvedimento, previsto per gli stati di crisi aziendale, partirà lunedì prossimo e durerà un anno. La decisione è stata presa ieri mattina, nell'incontro tenuto nella sede di via Passolanciano della Provincia di Pescara cui hanno partecipato Antonio Castricone, assessore al Lavoro, Francesco Colaci, direttore della Direzione provinciale del lavoro, Ippolito Varrasso, rappresentante della Scam, Carlo Salvatore della Legacoop Abruzzo, Massimo Di Giovanni della Fiom-Cgil, Filandro Di Domenico della Fim-Cisl, e Luca Piersante della Uilm-Uil.
Secondo l'accordo, i restanti cinque lavoratori della Scam, invece, verranno impegnati nelle residue attività produttive della ditta e, compatibilmente con i requisiti professionali necessari, potranno anche ruotare permettendo per alcuni periodi ai colleghi collocati fuori servizio di rientrare.
«E' il risultato di un lavoro lungo e faticoso», ha spiegato Castricone a margine della riunione, «ottenuto con la ditta grazie alla sinergia tra l'assessore regionale al Lavoro Fernando Fabbiani, Provincia e sindacati. Per tanto tempo si era parlato, infatti, solo di mobilità. Ora bisogna agire d'intesa con l'assessore regionale alle Attività produttive Valentina Bianchi per favorire la ripresa dello sviluppo economico del sito industriale di Bussi».
Per Giuseppe De Dominicis, presidente della Provincia, c'è soprattutto una considerazione da fare: «Con questo accordo, nella crisi del polo chimico della Val Pescara comincia finalmente a delinearsi un percorso di sostegno anche per i lavoratori dell'indotto. Secondo una richiesta formulata dalle sigle sindacali».

25/01/2008