Violenza sessuale, 3 accusati: «non le abbiamo fatto nulla»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Tre dei cinque ragazzi accusati di aver violentato in gruppo a Chieti una giovane che all'epoca dei fatti, due anni fa, aveva 14 anni, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, che si è svolto ieri mattina all'Aquila presso il tribunale per i minorenni, hanno rigettato i gravi addebiti per i quali sono raggiunti da ordini di custodia cautelare.
Lo ha detto l'avvocato Marco Femminella al termine dell'interrogatorio.
Il legale dei tre giovani che all'epoca dei fatti erano minorenni, ha presentato istanza di revoca delle misure decise per i suoi assistiti:
la decisione è attesa per i prossimi giorni.
«Dei fatti evidenziati dalla giovane, i miei assistiti non sanno nulla, - ha chiarito il legale - non hanno mai partecipato né tanto meno hanno mai avuto l'idea di un abuso di gruppo, non hanno mai costretto la giovane ad alcun rapporto. Inoltre, non hanno assistito a rapporti sessuali».
«La giovane aveva una storia con uno dei cinque, che non è tra i miei assistiti, che è stata vissuta per libera scelta dei due ed autonomamente», ha detto Femminella che ha anche chiarito come l'udienza di ieri non verteva sul filmato con il quale - secondo l'accusa - i cinque avrebbero ricattato la giovane.
«L'accusa non si riferisce ai fatti filmati accaduti in casa durante i quali non ci sono rapporti sessuali e la ragazza non è ubriaca ed appare consenziente. Nel filmato si assiste ad un petting ma tra un ragazzo e la giovane. Ma ripeto il filmato non c'entra niente, ai cinque viene addebitato l'episodio vicino alla chiesa sempre tra uno dei ragazzi e la giovane al quale avrebbero compartecipato moralmente gli altri».
L'avvocato Femminella ha sottolineato che i tre giovani, accompagnati dai genitori, non sono agli arresti domiciliari ma in permanenza in casa e sono provati dal clamore mediatico suscitato dalla notizia «anche se l'interrogatorio, che si è volto in un clima di tranquillità - come del resto richiesto in queste circostanze -, ha permesso di dare la loro versione dei fatti, di potersi difendere per la prima volta dopo due anni e di essere quindi considerati persone e non solo indagati».

25/01/2008 10.28
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13473]I DUBBI SULLA RICOSTRUZIONE[/url]