Qualità dell'aria, gli ultimi 8 giorni disastrosi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una settimana decisamente negativa quella appena trascorsa per la qualità dell'aria di Pescara. Abbiamo fatto un esperimento, controllando sul sito dell'Arta i dati diffusi giorno per giorno.


PESCARA. Una settimana decisamente negativa quella appena trascorsa per la qualità dell'aria di Pescara. Abbiamo fatto un esperimento, controllando sul sito dell'Arta i dati diffusi giorno per giorno.

Quello che ne esce fuori è un quadro decisamente difficile, con una qualità dell'aria costantemente pessima o scarsa in tutte le sei zone in cui sono posizionate le centraline di rilevamento.
Partiamo dal Teatro D'Annunzio. Il 16 gennaio scorso, secondo i rilevamenti dell'Arta, la qualità dell'aria era "pessima", qualche lieve miglioramento il 17 quando diviene "accettabile" e dinuovo un peggioramento il 18 quando l'aria risulta essere "scadente".
Stessa situazione il 19 e il 20 la situazione torna "pessima", il 21 "scadente", il 22 "accettabile" e il 23 finalmente "buona". Insomma su otto giorni cinque sono insufficienti e tre sufficienti.
La situazione è ancora più difficile per Piazza Grue, dove, otto giorni su otto, la qualità dell'aria non riesce a raggiungere nemmeno il parametro "accettabile".
Così il 16 i rilevamenti parlano di una situazione "pessima", "scadente" il 17, "pessima" il 18, il 19, il 20, il 21, il 22.
"Scadente" il 23.
Più o meno sulla stessa linea anche la situazione di via Firenze, in cui però mancano i risultati del 19, 20, 21, 22. Negli altri giorni si oscilla sempre da scadente a pessima.

Situazione "scadente" otto giorni su otto per viale D'Annunzio, costantemente paralizzata dal traffico. Stessa situazione per Corso Vittorio Emanuele, sempre "scadente" ad eccezione del 16 gennaio quando le rilevazioni parlano di una situazione "pessima".
Male anche per via Sacco: dal 16 al 22 condizioni "pessime". Meglio il
23 dove l'aria è diventata "buona".

LA NOSTRA ESPERIENZA CON L'ARTA

Sulle rilevazioni dello stato dell'aria interviene oggi l'associazione "Maiora Premunt", anche in riferimento alle notizie secondo le quali la stessa Asl ammette che l'Arta ha metodologie non sempre al passo e spesso carenti.
«Essendo direttamente interessati come cittadini del Quartiere di 'Villa del Fuoco', sul cui territorio sorge un cementificio/inceneritore», racconta Danilo Paolucci, presidente dell'associazione, «abbiamo avuto rapporti con l'Arta, le Asl, la Regione ecc, ed è stato subito evidente l'enorme divario tecnologico, economico, di risorse umane e di mezzi esistente tra la parte privata che può contare di risorse finanziarie ed umane pressoché illimitate e la parte pubblica che, viceversa stenta a mantenere il minimo dell'organico necessario a svolgere le proprie funzioni di controllo».
«Non è pensabile, in una società civile, che la politica continui ad alimentare con fondi pubblici Consigli di Amministrazione di Enti totalmente inutili per soli fini clientelari, ed abbandonare al loro destino strutture che hanno finalità e scopi di primaria importanza».

25/01/2008 8.55