Il grande pastrocchio mai risolto degli usi civici

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Un garbuglio che si trascina da secoli, un problema che la farraginosa burocrazia non è riuscita a risolvere eppure non sembra essere di poco conto.
La questione semplificata potrebbe riassumersi così: lo Stato richiede una tassa per la proprietà di un terreno che però di fatto non è nelle disposizioni del soggetto tassato.
Molti terreni che nei secoli scorsi venivano individuati come “usi civici” cioè a disposizione di tutti (per pascolo, legna ecc) non sono stati affrancati anche per mancanza di documentazione.
Questo crea moltissimi disagi ai proprietari “di fatto” che non possono per esempio disporne.
Qualche mese fa l'assessore Ximenes prometteva soluzioni immediate in merito alla polemica sollevata dal Difensore Civico Regionale e accusava la vecchia Giunta di non essere stata equa con il contribuente.
In particolare si parlava delle famose “cartelle pazze” riguardanti Ici non dovuta per terreni edificabili solo sulla carta ma non di fatto.
«Vi sono terreni che in base al Prg», spiega la consigliera Chiara Petrocco, «vengono inseriti in zone edificabili, di completamento, etc...ma che di fatto sono gravati dal vincolo di uso civico e quindi, per definizione, non edificabili dai cittadini. Quello che sta avvenendo è di una gravità inaudita perchè i cittadini vengono definiti “proprietari” quando si tratta di pagare ICI, tasse di successione, TARSU, etc...ma “possessori abusivi” quando si tratta di rivendicare diritti».
Questo caos deriva da molteplici errori avvenuti nel passato, ma quel che lascia l'amaro in bocca è la trascuratezza con cui si sta affrontando questo annoso problema che si trascina senza imboccare la via della soluzione.
«Ci si aspettava dal nuovo regolamento Ici, che approderà presto in Consiglio Comunale», spiega Petrocco, «una regolamentazione più equa, ma a quanto pare questo non è avvenuto. I terreni gravati da uso Civico non risultano nell'elenco delle aree non edificabili dove si parla solo di zone demaniali, cosa ben diversa dall'uso civico, quindi, per analogia legis si deve dedurre che i cittadini dovranno pagare ICI nella misura del 100% senza sgravi».
«Mentre il Comune si preoccupa di come intitolare la piscina, di alzare gli stipendi ai dirigenti, etc...», conclude la consigliera, «non ci si accorge che si stanno costituendo comitati composti da centinaia di persone perchè è assurdo che nel 2008, mentre si parla di centri commerciali, di sviluppo della città e di grandi opere, ci sono ancora zone che debbono subire vincoli di origine medievale. Tra qualche mese si parlerà di “nuove cartelle pazze”....ma ci sarà sicuramente l'assessore di turno che prometterà soluzioni “valide” e “legali”»

24/01/2008 8.41