An:«pronta la denuncia sull’impianto di pretrattamento rifiuti di Monticchio»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Non si placano le polemiche sui rifiuti all’Aquila. Il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Giuliante, torna ad accusare il sindaco Massimo Cialente circa la presunta illegittimità dell’iter che ha portato all’avvio, attraverso una convenzione con la società Csa, del pre-trattamento dei rifiuti in un capannone a Monticchio.
Giuliante ha annunciato che intende presentare un esposto in Procura per verificare che la procedura sia stata eseguita correttamente copiando la lettera che l'ex onorevole Aloisio spedì alla magistratura diversi anni fa per chiedere di verificare la regolarità delle procedure adottate dal centrodestra quando affrontò il problema dei rifiuti e facendola firmare da un parlamentare An.
«La convenzione tra l'Asm e la Csa per il trattamento dei rifiuti solidi urbani e assimilati - ha detto Giuliante - è stata firmata il 28 dicembre, vale a dire dopo che il servizio era stato avviato da qualche giorno. Il 28 dicembre non esisteva neanche l'Ati composta dalla Csa e Autobazar Adamo, che è stata costituita solo in seguito».
Per il presidente provinciale di An i rifiuti conferiti alla discarica Cerratina di Lanciano non sarebbero sottoposti alla vagliatura, cioè alla separazione dell'umido dal secco.
Questo particolare emerge, ha sottolineato Giuliante, da un accordo firmato dalle due società che compongono la Ati, dove si legge: «Le parti dichiarano che l'utilizzazione dell'impianto di vagliatura è subordinata a formale richiesta di attivazione da parte dell'Asm, una volta definitiva la procedura di potenziamento della raccolta differenziata e sarà regolata da patti e condizioni, come da offerta, da porsi in separato atto».
Inoltre, Alleanza Nazionale sostiene che i costi della triturazione dei rifiuti sarebbero aumentati a 23 euro la tonnellata, e arriveranno a 30 euro quando le lavorazioni dovranno separare le frazioni secca e umida.
«Cialente vada pure avanti nella sua verifica di quanto è stato fatto negli ultimi anni in materia di rifiuti – ha detto Giuliante – intanto noi continueremo ad affermare ciò che realmente sta accadendo, con carte alla mano e con dati che finora nessuno è stato in grado di smentire. Cialente deve assumersi le proprie responsabilità – ha aggiunto – ed ammettere di aver sbagliato. In più dovrebbe azzerare tutta la procedura e rimuovere i responsabili».
Secondo il presidente di An il sindaco non poteva non sapere che non c'erano le autorizzazioni per poter dare il via, il 24 dicembre, all'attività, appena quattro giorni dopo la delibera di giunta che affidava all'Asm il compito di trovare un sito idoneo.
«Il servizio andava appaltato con gara europea – ha affermato Giuliante – invece è stato affidato con una trattativa privata in soli quattro giorni».
Intanto ieri i vertici dell'Asm sono stati ascoltati, sullo stato dell'azienda, dalla Commissione consiliare di Garanzia.

I DUBBI DEI GRILLI AQUILANI

«In tutti questi rispettabili e “faraonici” progetti quale posto occupa, sempre che esso sia stato considerato, il riciclo dei materiali?».
Se lo domandano i Grilli Aquilani che nutrono seri dubbi sull'intera faccenda.
«La realtà, non sappiamo quanto inconsapevolmente omessa», sostengono, «è che con il “vagliatore di rifiuti” produrremo da un lato un umido non utilizzabile per produrre compost e da all'altro lato, con la parte secca, bruceremo ciò che è riciclabile grazie agli inceneritori (solo in Italia vengono chiamati termovalorizzatori); non riutilizzeremo, quindi, la parte umida (solo quella organica, che, trasformata in compost, si restituisce alla terra) solo se è “pura”, cioè priva di contaminanti non organici, né, tanto meno, riutilizzeremo la parte secca che conterrà, visto che non è differenziata alla fonte, plastica, alluminio e altri materiali perfettamente riciclabili».
E sulla raccolta differenziata il movimento che si ispira al comico Beppe Grillo aggiunge:«nulla è stato fatto, in termini di servizi e comunicazione, per incentivare la raccolta differenziata. L'assessore regionale all'ambiente Caramanico, evidentemente fiducioso, dichiara in questi giorni che dovremmo raggiungere il 40% di differenziato a breve. Qui da noi nessuna campagna informativa, nessun martellamento pubblicitario (le elezioni sono lontane…), neanche un banalissimo adesivo sui nostri cassonetti che indichi che possiamo differenziare l'alluminio insieme alla plastica (a proposito, possiamo ancora farlo?) e che per “plastica” non si intendono le sole bottiglie, ma innumerevoli altri contenitori purché siano fatti di PE, PVC, PET (vasetti dello yogurt e del gelato, pellicole, la maggior parte dei materiali per imballaggi)».

Mara Iovannone 24/01/2008 8.10