A marzo il Tar decide sul contenzioso Considan- Aca

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Il Tribunale amministrativo regionale di Pescara ha fissato per il prossimo 12 marzo la prima udienza del dibattimento che vede contrapposti l'Azienda Consortile Acquedottistica di Pescara da un lato e il Considan di Montesilvano dall'altro per la gestione del depuratore di Montesilvano (oggi ancora affidato al Considan).
La fissazione dell'udienza è stata notificata stamane ed è stata subito ufficializzata da Bruno Catena, Presidente dell'Aca, Azienda che, tra l'altro, non ha ricevuto alcun provvedimento di pignoramento.
«L'Aca non è debitrice nei confronti del Considan, anzi è creditrice per una somma di circa 400 mila euro», ha precisato il presidente Bruno Catena.
Al decreto ingiuntivo notificatoci dal Considan l'11 gennaio scorso per il presunto mancato pagamento di alcune fatture, l'Aca ha risposto con un'opposizione nella quale vengono ricostruiti i rapporti intercorsi in questi ultimi mesi tra Aca e Considan e «nella quale si evincono due circostanze molto importanti: innanzitutto l'Aca non risulta assolutamente debitrice del Considan, bensì è creditrice per circa 400 mila euro».
Inoltre, ha spiegato il presidente Catena, nei mesi scorsi il Considan, «per fronteggiare alcune spese urgenti, ha ceduto alla Banca Caripe i crediti che lo stesso Considan ritiene di dover incassare dall'Aca».
In sostanza Banca Caripe ha anticipato alcune somme al Consorzio, questo significa che se il Tar, nella sua sentenza finale, dovesse decidere che l'Aca deve pagare alcune fatture al Considan, le somme dovute verranno corrisposte alla Banca Caripe e non più al Considan.
«Di conseguenza», chiude Catena, «prima di parlare di pignoramenti inesistenti, si dovrà comunque attendere la sentenza del Tribunale amministrativo».


22/01/2008 15.33