I cittadini non credono più nelle istituzioni: politica sempre più distante

Alessandro Biancardi

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IL RAPPORTO EURISPES. L’Eurispes ha diffuso in anteprima il contenuto di una delle 60 schede che compongono il Rapporto ITALIA 2008. La rilevazione, realizzata grazie ad interviste dirette tramite questionario, ha riguardato 1.042 cittadini ed è stata conclusa agli inizi del gennaio 2008.
In un momento di così grande incertezza e smarrimento, in un Paese che sembra essere costretto in una condizione di equilibrio permanente sul filo degli accadimenti e degli stravolgimenti politici e sociali, l'Eurispes ha ritenuto opportuno anticipare proprio quei dati che fanno emergere l'opinione degli italiani nei confronti della politica, della magistratura, delle Forze dell'ordine, dei sindacati ma anche della Chiesa e del mondo dell'associazionismo.
«Si tratta di una scelta non casuale», precisano dall'istituto di ricerche, «volendo rendere in maniera puntuale e veritiera i sentimenti e gli orientamenti della collettività, e quindi non influenzati (la collocazione temporale della rilevazione ne è la garanzia), da quell'ondata emotiva che ha accompagnato i più recenti fatti di cronaca».

FIDUCIA IN FORTE CALO

Quasi la metà, il 49,6%, degli italiani ha visto diminuire nel corso dell'ultimo anno la propria fiducia nelle Istituzioni; per il 40,7% è rimasta invariata, solo per il 5,1% è aumentata.
Più preoccupante il confronto con i risultati della stessa indagine condatta nel Rapporto dello scorso anno quando la quota di coloro i quali sentivano diminuita la propria fiducia si registrava già in discesa e si attestava al 46,7%, mentre “i fiduciosi” raccoglievano il 9,9% dei cittadini.
La generalizzata tendenza dei cittadini italiani alla sfiducia segnalata già da alcuni anni si è dunque ulteriormente acuita nel corso del 2007, caratterizzato da scontento diffuso, contestazione verso le istituzioni politiche, crisi economica e sociale.
Sono soprattutto coloro che appartengono all'area politica di destra e di centro-destra a sentire diminuita la propria fiducia nelle istituzioni (rispettivamente 70,5% e 60,9%).
La quota di chi sente un aumento di fiducia, sia pur marginale, è più consistente tra gli elettori di sinistra e centro-sinistra (8,4% e 7%) che comunque segnalano una forte caduta della propria fiducia: il 43,9% dei primi e il 39% tra i secondi. Rispetto ai dati rilevati nel Rapporto Italia 2007, il senso di sfiducia nei cittadini di sinistra è aumentato di ben 19 punti percentuali quando a veder diminuita la propria fiducia nelle istituzioni erano il 24,8%. Ancora più sensibile il crollo nel centro-sinistra (+14,8%).
È stata quindi indagata in profondità l'opinione dei cittadini nei confronti delle più importanti Istituzioni dello Stato, rappresentate dalla politica e dalla magistratura.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

È l'unico soggetto istituzionale che nel 2008 ottiene la fiducia della maggioranza dei cittadini (58,5%) sebbene in calo rispetto alla rilevazione precedente (63,2%). D'altronde, questo ulteriore calo di popolarità non sembra attribuibile tanto alla persona, quanto ad un più generale rifiuto della politica.

IL GOVERNO.

Decisamente negativi i risultati relativi al Governo: nel 2008 solo un cittadino su quattro (25,1%) vi ripone fiducia (30,7% nel 2007). Afferma di avere poca fiducia nel Governo il 40,4% degli intervistati, nessuna il 31,1%, abbastanza il 21,8% e molto soltanto il 3,3%. È calata la quota di chi nutre molta fiducia nel Governo ed è salita la quota di chi non nutre nessuna fiducia, ad ulteriore conferma dell'inarrestabile distacco dei cittadini da chi governa il Paese.
Sono i più giovani (18-24 anni) soprattutto al Sud (85,6%) e nelle Isole (84,5) a manifestare la maggiore sfiducia nel Governo. La situazione risulta leggermente più positiva al Nord (i fiduciosi sono il 26,5%) ed in particolare nel Nord-Est (42,2%).
Tra quanti si dichiarano di sinistra e centro-sinistra la quota degli sfiduciati raggiunge complessivamente il 56,2% per i primi e il 59,6% per i secondi: si tratta di un aumento impressionante rispetto allo scorso anno della sfiducia nei confronti del Governo in queste due correnti politiche, rispettivamente pari a 21,5 punti percentuali in più a sinistra e 31,4 al centro sinistra.

IL PARLAMENTO.

Crolla la fiducia per l'Istituzione che dovrebbe guidare il Paese: una maggioranza schiacciante di cittadini, il 75,3%, ne ha poca (48,6%) o nessuna (28,7%). Confrontando la tendenza con quella emersa lo scorso anno si evidenzia un ulteriore calo di fiducia di ben 9 punti percentuali (da 66,2% a 75,3%). Si fida solo il 19,4% degli italiani (molto l'1,9% e abbastanza il 17,5%). Nel 2007 invece i fiduciosi raccoglievano 11 punti percentuali in più: erano infatti il 30,5%.
In particolare, nel 2008, il 46,6% dei cittadini è poco fiducioso nel Parlamento, il 28,7% per niente fiducioso; il 17,5% abbastanza, l'1,9% molto. Rispetto alla precedente rilevazione la percentuale di chi si dice molto fiducioso nel Parlamento si è ridotta drasticamente passando dal 7,6% registrato nel 2007 all'1,9% del 2008.

LA MAGISTRATURA.

Al secondo posto dopo il Presidente della Repubblica, la magistratura raccoglie il 42,5% di fiduciosi, ma nello stesso tempo vede più della metà dei cittadini sfiduciati (53,6%). Si tratta comunque di una lieve crescita rispetto al 2007 (39,6%), dopo un calo significativo negli ultimi anni segnati da forti contestazioni anche di natura politica. Andando ancora più in profondità, la fiducia degli intervistati è poca nel 38,9% dei casi, abbastanza nel 34,9%, nessuna nel 14,7%, molta nel 7,6%.
I ragazzi dai 18 ai 24 anni sono quelli che dimostrano meno fiducia nella magistratura (17,3%), e in generale, verso le altre istituzioni. La fiducia nella magistratura risulta maggiore fra quanti sono orientati politicamente a sinistra (62,6%) e al centro-sinistra (51,3%), più scarsa invece fra quelli di centro-destra (26,6%) e di destra (28,2%).

TRA POLITICA E ANTIPOLITICA.

La quota più alta di cittadini dichiara di non fidarsi di nessuno (41,4%): né dei politici né dei personaggi esterni alla politica. I personaggi pubblici al di fuori della politica, come Beppe Grillo o anche Nanni Moretti, ottengono in ogni caso maggiori consensi rispetto ai politici veri e propri: 21,6% contro 17%.
Sono state, d'altra parte, numerose anche le mancate risposte (20%).

21/01/2008 15.12