Centro oli. Confesercenti:«a rischio l'economia di tutto l'Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Sono fortemente preoccupato per il progetto del Centro oli: la vocazione di quel territorio non è certo di carattere chimico». Lo afferma Enzo Giammarino, segretario regionale di Confesercenti Abruzzo.
«Stiamo parlando» ricorda Giammarino «della zona che produce alcuni dei vini d'eccellenza della nostra regione, riconosciuti in tutto il mondo e che garantiscono reddito, occupazione e benessere. Ma stiamo parlando anche di un territorio a fortissima vocazione turistica, dove decine di famiglie vivono di ricettività e di servizi al turismo e dove con l'avvento del Parco nazionale della Costa Teatina si potrà ottenere un mix di prodotto dalle grandi potenzialità ricettive: natura, mare, agricoltura, tutto in un territorio».
Giammarino chiede se, visto il forte impatto comunicativo di una simile opera, «sono stati compiuti gli studi necessari, come ad esempio in quanti acquistano il vino della Val d'Agri o quanti vanno in vacanza a Falconara, altri territori dove è importante la presenza di centri di trasformazione del petrolio. L'economia dell'Abruzzo, soprattutto della sua costa meridionale, verrebbe fortemente danneggiata da una realizzazione simile». Non va dimenticato, secondo il segretario di Confesercenti, «che l'Abruzzo non è nuovo a infatuazioni per la chimica: se negli anni Settanta avessimo perso la battaglia contro l'insediamento della Sangro Chimica, oggi in Val di Sangro non ci sarebbe lo sviluppo compatibile e duraturo che c'è. Basta guardare a quanto avvenuto poi a Brindisi. Senza considerare, per il Centro oli di Ortona, i rischi per la salute e l'ambiente che autorevoli ricercatori hanno messo nero su bianco».
«Per questo» aggiunge il segretario di Confesercenti Abruzzo «è necessario che l'Abruzzo sia coerente nelle sue scelte strategiche. Il futuro di questa regione si declina nel turismo di qualità, nella natura, nelle tipicità. Non bisogna rinunciare alle possibilità di sviluppo dell'industria, ma queste vanno ricercate nei territori vocati. Il giogo del Centro oli non vale la candela».


21/01/2008 13.39