Manca l’acqua: zona industriale in affanno

Alessandro Biancardi

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CASOLI. Un tavolo tecnico-politico per arrivare a definire un Accordo Quadro necessario a prevenire la sospensione del servizio di fornitura dell'acqua industriale alle aziende della Val di Sangro, come avvenuto lo scorso dicembre. Lo ha convocato per il prossimo 8 febbraio il presidente del Consorzio Industriale Asi Sangro Giuseppe Cellucci.
Sono stati invitati all'incontro i rappresentanti della Regione Abruzzo, della Provincia di Chieti, del Consorzio di Bonifica Sud, dell'Oasi di Serranella e dell'Acea, la società elettrica di Roma che gestisce la diga del lago di Bomba. «Credo – spiega Cellucci – che l'argomento vada affrontato nella sua completezza, perché non può più ripetersi quello che è accaduto nelle scorse settimane. Un episodio che potrebbe portare ripercussioni molto negative per l'intero territorio che deve invece impegnarsi per garantire servizi sempre più efficienti alle attività produttive».
L'Asi Sangro ha inviato alla Regione e alla Provincia una relazione molto dettagliata, in cui si evidenzia che esistono nella zona problemi di approvvigionamento idrico ad uso industriale.
Secondo gli atti ufficiali la portata concessa per uso industriale è di 0.3 mc./sec., anche se attualmente il Consorzio avrebbe bisogno di 0.7 mc./sec. Il regime idrologico del fiume Sangro è però strettamente correlato con il funzionamento della centrale Sant'Angelo dell'Acea, che ha l'obbligo di rilasciare costantemente in alveo una portata minima di 4.5 mc./sec. dal fiume Sangro per far fronte agli usi irrigui ed industriali.
«Ad oggi – continua il presidente - non ci sono dati per poter verificare che questi parametri siano rispettati. Va poi considerato che il livello del lago di Bomba è di ben 16 metri sotto lo 0 di riferimento. Appare quindi evidente che ci sono carenze idriche che si ripercuotono sull'approvvigionamento dell'acqua alle industrie. A ciò si aggiunge infine lo sversamento di fango nel fiume del 21 dicembre, che ha messo a dura prova gli impianti del Consorzio».
Cellucci ha chiesto all'Acea di ricevere settimanalmente un rapporto contenente i quantitativi idrici rilasciati, oltre a stabilire un contatto giornaliero con i funzionari della società elettrica per studiare interventi comuni in caso di eventi eccezionali, come secche o piene che potrebbero portare allo sversamento di fanghi in eccesso nel Sangro.
A tutto ciò si aggiungono una serie di interventi infrastrutturali tra cui spicca la costruzione dell'impianto di rilancio dell'acqua trattata dal depuratore di Saletti - Acquaviva di Paglieta all'impianto di trattamento consortile, che permetterebbe il riutilizzo delle acque a scopo industriale, garantendo il servizio anche nei periodi di minore disponibilità idrica.
«Non va poi dimenticato – conclude il presidente dell'Asi Sangro – che questi problemi riguardano anche il Consorzio di Bonifica Sud, che si trova in difficoltà ad assicurare le forniture idriche per l'irrigazione dei terreni agricoli della zona».

21/01/2008 13.14