Portanuova, un nuovo palazzo tra le proteste

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un nuovo palazzo residenziale che potrebbe sorgere tra lo scalo merci di Portanuova e via d'Annunzio. Ma arrivano le osservazioni dei cittadini che si oppongono e denunciano irregolarità.
Il progetto che dovrebbe essere realizzato dalla Gestimmobili è ancora nella fase che precede il consiglio comunale di Pescara e dunque l'approvazione definitiva.
Tra le varie osservazioni presentate dai cittadini ci sono anche quelle di Luciano Martocchia e Ulisse Pitucci che contestano: «troppe deroghe al prg per promuovere il progetto».
Il nuovo palazzo, secondo le contestazioni di Martocchia e Pitucci «insieme al Centro Commerciale De Cecco sorto sulle adiacenze della ex Stazione di Portanuova, preclude la realizzazione del cosiddetto corridoio verde ascritto nel PRG , perchè i complessi hanno e vorrebbero attuare una serie di deroghe alle leggi urbanistiche vigenti».
Ma quali sarebbero le deroghe da attuare?
«Quelle riguardanti l'altezza massima del fabbricato», spiega Martocchia, «la distanza minima dai confini di proprietà e da strade, gli allineamenti stradali (con un minimo di 3 metri dagli incroci), il restringimento di una importante strada per consentire la costruzione di parcheggi pertinenziali».
E poi ancora: «il mancato rispetto del rapporto tra superficie a destinazione residenziale (massimo 60%) e non residenziale (minimo
40%) previsto per la zona in questione».
«Solo l'insieme di tali deroghe», continuano i due, «consentirebbe la realizzazione del fabbricato che altrimenti non avrebbe nessuna speranza di vedere la luce con simili forme».
E tra queste deroghe Martocchia sottolinea come «almeno due» non dovrebbero essere consentite.
«Ci ritroveremmo un fabbricato in prossimità di un incrocio e addirittura in un tratto la linea della filovia (via Arnaldo da
Brescia) non sarebbe a doppio senso di marcia e nel tratto antistante il fabbricato da realizzare non vi sarebbe più nessuna corsia separata perché la corsia si restringerebbe a 16 metri».
Questo per consentire la realizzazione dei parcheggi di pertinenza e di una doppia pista ciclabile .
Le considerazioni economico-finanziarie riguardano invece «la realizzazione, anche consistente, delle fognature su strade private (via degli Equi e via Seneca)» («questi lavori competono o ai proprietari dei fabbricati o all'Aca- Ato non al Comune come previsto perchè il pubblico non ne ricaverebbe nessuna convenienza».
«Noi nelle osservazioni», prosegue Martocchia, «abbiamo chiesto in cambio una convenienza pubblica , cioè la realizzazione di pista ciclabile e il prolungamento della strada , così com'era prevista dal PRG, con il cosiddetto corridoio verde, oltre al previsto progetto di parcheggi, che verrebbero a precludere l'attuazione del suddetto corridoio».
I due sottolineano che la loro è «una visione ecologica e legalitaria , certamente non in linea con le logiche dei costruttori».

21/01/2008 13.06